Die My Love

Die My Love


Lynne Ramsay

Drammatico | Usa
(2025)

Lynne Ramsay, a otto anni da “A Beautiful Day“, torna con “Die My Love” confermando la propria cifra registica, riconoscibile per la combinazione di lirismo e cruda espressività del linguaggio cinematografico. Grace e Jackson sono una giovane coppia che si trasferisce in una casa di campagna ereditata dallo zio di lui. Inizialmente, la vita domestica sembra scandita da equilibrio, intimità e passione: Ramsay ritrae con cura i momenti di complicità, la fisicità dei gesti e la compenetrazione tra desiderio e gioco, costruendo un ritratto iniziale di armonia che appare fragile già nella sua stessa perfezione.

Il racconto subisce una radicale trasformazione con la nascita del figlio della coppia, Harry. La maternità di Grace diventa terreno di indagine: il corpo materno, tradizionalmente celebrato come simbolo di generatività e protezione, qui si trasforma in luogo di prigionia e dissociazione. Ramsay descrive la progressiva instabilità della protagonista con una precisione chirurgica: crisi di rabbia, gesti impulsivi, momenti di iperattività e catatonia si alternano restituendo la complessità di un trauma che non è solo fisico o emotivo, ma esistenziale. La regista non edulcora né spettacolarizza il disagio, ma lo colloca all’interno di una quotidianità domestica che diventa, a sua volta, spazio di compressione, silenzio e oppressione. C’è una quiete pesante come mattoni, un vuoto che non è quello della campagna, ma dell’interiorità, di un mondo che si è opacizzato e dove tutto scorre secondo ritmi incontrollabili.

Ramsay lavora abilmente con silenzi, vuoti e piani ravvicinati; sguardi, mani, gesti, oggetti domestici si trasformano in snodi narrativi capaci di restituire tensioni interiori e micro-conflitti senza ricorrere a spiegazioni verbali. La regia ellittica e sensoriale permette allo spettatore di entrare nello spazio mentale di Grace, percependone fragilità, ossessioni e desiderio di controllo, e al contempo suggerisce, per converso, l’inadeguatezza di Jackson come specchio del trauma. Il personaggio maschile appare infatti inerte e privo di prospettiva autonoma: la sua funzione narrativa è quasi esclusivamente quella di catalizzatore, elemento di contrasto e reazione alla dissoluzione psichica della compagna.

Particolare rilievo assume la rappresentazione della sessualità della coppia. Le sequenze che riprendono il desiderio – dai giochi erotici iniziali alla fatica nel mantenere il contatto dopo la nascita di Harry – mostrano come il corpo diventi veicolo simultaneo di connessione e frattura. Grace cerca conferme e un’intimità a cui Jackson fatica a rispondere; la passione iniziale, che era motore di curiosità, gioco e complicità, si trasforma in una misura della distanza tra i due. Ramsay coglie con lucidità la complessità di questa dinamica: la passione non è costante, ma flusso e oscillazione, picco emotivo e fisico che può svanire e lasciare un vuoto. L’ossessione di Grace di essere vista e riconosciuta dal marito emerge come risposta alla perdita di controllo e alla trasformazione radicale della propria identità.

Dal punto di vista della messa in scena, il film costruisce un contrasto tra l’apparente calma della campagna e la violenza emotiva: la regia utilizza il colore, l’illuminazione e l’organizzazione spaziale per modulare la tensione interna, mentre il montaggio ellittico accentua la discontinuità dell’esperienza soggettiva di Grace. L’alternanza di piani lunghi e sequenze serrate crea un ritmo interno che rispecchia l’instabilità psicologica e contribuisce a rendere visibile la frattura tra realtà e percezione interiore.

A sostenere la densità emotiva del film contribuiscono le interpretazioni di altissimo livello: Jennifer Lawrence dà corpo a Grace con una precisione magnetica, incarnandone  vulnerabilità e pericolosità; Robert Pattinson, pur relegato a un ruolo secondario, restituisce attraverso fissità e stanchezza la distanza relazionale; Sissy Spacek e Nick Nolte arricchiscono il racconto con interventi calibrati e memorabili, sottolineando la capacità di Ramsay di dirigere gli attori verso una verità emotiva che trascende il dialogo.

Nonostante la forza delle interpretazioni e la poetica visiva, tuttavia, “Die My Love” presenta limiti sul piano narrativo: la struttura lineare ripete e amplifica situazioni già definite nei primi momenti del film senza introdurre colpi di scena o svolte inattese. L’assenza di un confronto dialettico più presente tra i protagonisti riduce il potenziale di analisi dei risvolti emotivi della figura maschile, consegnando un quadro fortemente centrato sulla soggettività femminile.

28/10/2025

Cast e credits

Titolo Originale
Die My Love
Distribuzione
MUBI
Durata
118'
Produzione
Black Label Media
Sceneggiatura
Lynne Ramsay, Enda Walsh, Alice Birch
Fotografia
Seamus McGarvey
Scenografie
Amanda Nicholson
Montaggio
Raife Patrick Burchell
Musiche
Tim Grimes, George Vjestica
Costumi
Lucy Pardee

Trama

Grace e Jackson, una giovane coppia che lascia New York per trasferirsi nella casa d’infanzia di lui nel Montana, sono alla ricerca di una vita più tranquilla. Con la nascita del loro bambino, tuttavia, Grace viene travolta da un oscuro stato di depressione post-partum e da una progressiva rottura della realtà che trasforma la quotidianità in un luogo estraneo. 
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi