Il favoloso mondo di Amelie

Il favoloso mondo di Amelie


Jean-Pierre Jeunet

Commedia | Francia
(2001)

In una Parigi fiabesca di fine millennio può avere un senso vivere a tinte pastello? Si direbbe di sì, a giudicare dal successo di critica e pubblico che il nuovo film di Jean-Pierre Jeunet, già regista di “Delicatessen”, sta riscuotendo in Europa, e non solo.

Si narra la storia della giovane Amélie Poulain, cameriera del Cafè des Deux Moulins di Montmartre, sola fino al giorno in cui le accadrà qualcosa di inatteso.

Deciderà così che la sua vita sarà al servizio degli altri, perché in questo modo potrà dare e ricevere quell’amore che non ha mai conosciuto.

Eccola quindi alle prese con varia umanità, cui spia le emozioni suscitate dalle sue trovate originali.

Ma il successo arriverà solo quando il cuore di Amélie comincerà a battere più forte, e non solo in senso metaforico, per Nino, strampalato impiegato che si guadagna da vivere in un porno shop e al lunapark. Perché, come dice M. Dufayel, simpatico vecchietto che da vent’anni dipinge lo stesso quadro, nel tentativo di scoprire il segreto che si nasconde dietro allo sguardo di uno dei personaggi, solo se il cuore di Amèlie non diventerà secco come le ossa del suo scheletro, ossia se avrà il coraggio di vivere fuori dai sogni, potrà davvero donare linfa nuova a chi la circonda.

Ottimo cast per un film che vede protagonista assoluta la giovane esordiente Audrey Tautou, nei panni della dolce, ma non troppo, Amélie Poulain. La storia è semplice, originali sono gli stratagemmi d’Amélie, sia sul piano narrativo sia visivo. Il film scorre veloce come un libro di fiabe, colorato e poetico.

Film consigliato a tutti, perché non è mai tardi per ritrovare fiducia nella vita.

11/04/2008

Cast e credits

Distribuzione
Bim
Durata
122'
Sceneggiatura
Jean-Pierre Jeunet, Guillaume Laurant
Fotografia
Bruno Delbonnel
Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale

L’amore che rimane
L’amore che rimane

Pálmason si fa cantore della semplicità e mette in scena un'elegia del quotidiano in cui il paesaggio, rispettato e custodito dai personaggi, diventa protagonista e spazio emotivo del racconto

The Sea
The Sea

Premiato ai locali Ophir Awards, il candidato israeliano al Premio Oscar per il miglior film internazionale "The Sea" di Shai Carmeli-Pollak narra il viaggio clandestino di un giovane palestinese attraverso Israele secondo i canoni del road movie e del coming of age più classici, che si condivide più di quanto si apprezzi