Giù al nord

Giù al nord


Dany Boon

Commedia | Francia
(2008)

“Bienvenue chez les Ch’tis” arriva in Italia con strabordanti e inoppugnabili risultati: 20.329.376 spettatori soltanto nella Madre Patria francese, ovvero secondo miglior incasso nazionale alle spalle di “Titanic” di James Cameron e davanti a “Tre uomini in fuga” di Gérard Oury, datato 1966.

“Si ride fino alle lacrime”: la locandina italiana spiattella a caratteri cubitali una frase estrapolata da Le Monde. C’è del vero? Difficile per noi italiani rispondere all’interrogativo.

Il precedente italiano è ovvio, illustre e puntualmente ricordato: Totò. Nel corso degli ultimi anni il geniale attore partenopeo ha avuto una personale rivincita internazionale, grazie a rassegne e omaggi giunti fino in America. Se la maschera comica di Totò, come capita sempre con i grandi comici, sapeva farsi tragica e andare oltre i memorabili giochi di parole, il film di Dany Boon deve fare i conti con i problemi di traduzione, in Italia come nel resto del mondo.

Un canovaccio semplice che vede in contrapposizione il Nord e il Sud della Francia, dalla Provenza alla provincia di Lille. Se ne appuntano le piccole abitudini quotidiane, con i pranzi dalla “patatatiniera” e le burle derivate da uno spirito che emerge più giocoso e caloroso rispetto a quello distaccato in cui era solito vivere il protagonista del film.

Il personaggio principale, difatti, è al centro di un cammino che finisce con il renderlo partecipe di valori dimenticati, in primis quel senso dell’umorismo solitamente svanito con l’avanzare degli anni (sembra di capire che le colpe sono da imputare in primo luogo ad un lavoro ormai svolto con meccanicità piuttosto che a un matrimonio che, pur con piccole crisi, continua a marciare nella giusta direzione).

Tema centrale di “Giù al Nord”: l’accettazione del diverso, il razzismo e le discriminazioni tra cittadini di una stessa nazione, spesso vittima di idee e abitudini diverse che finiscono con il rendere impossibile una serena convivenza. Questione sempreverde e facilmente applicabile a tutte le nazioni possibili (ne sai qualcosa, Italia?). Il film, però, non affila mai gli artigli, ma si limita ad una descrizione molto parziale del problema con armi sempre leggere e finanche buoniste.

Ma Dany Boon, attore francese (qui nel ruolo del postino Antoine), al suo secondo film da regista, non ci prova nemmeno a giocare col cinismo. In compenso riesce a scegliere delle facce giuste e simpatiche e ad azzeccare un’atmosfera capace di restituire l’aria di Bergues (piccola cittadina situata nei pressi di Lille) rendendo il tutto piuttosto gradevole.

Obbligatoria una riflessione finale: “Giù al Nord” è la commedia che i francesi attendevano per riempire le sale cinematografiche. Vogliamo ricordare quali sono le commedie italiane che ogni Natale sbancano il nostro botteghino? C’è bisogno di un mirato confronto tra le due sponde?

07/11/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Bienvenue chez les Ch'tis
Distribuzione
Medusa
Durata
106'
Produzione
Pathé Renn Productions
Sceneggiatura
Dany Boon, Alexandre Charlot, Franck Magnier
Fotografia
Pierre Aïm
Scenografie
Alain Veyssier
Montaggio
Luc Barnier
Musiche
Philippe Rombi
Costumi
Florence Sadaune

Trama

Philippe Abrams è il direttore delle Poste in una città della Provenza. Spinto dalla moglie, cerca in ogni modo di ottenere un trasferimento in una località marittima della costa francese mediterranea. Ma non tutto va per il verso giusto, tanto che una sua gaffe lo costringe, per non essere licenziato, ad un trasferimento al Nord, in provincia di Lille. Parte con la convinzione di trovare un’atmosfera fredda e l’ostilità della gente del posto. Si dovrà ricredere…
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