Napoli Napoli Napoli

Napoli Napoli Napoli


Abel Ferrara

Documentario | Italia
(2009)

Siamo in campagna e la luce è calda e copiosa. In una panoramica si nota un fastidioso rumore visivo, e non è il primo, la parola giusta è disturbante. Tutto sommato disturbante-Abel Ferrara è un binomio che non va in disaccordo. Di solito la parola e il nome si trovano bene l’una di fianco all’altro e non può essere diverso in questo caso dove il film si concentra su un tema caro al regista: le origini. Origini inteso come passato personale e naturalmente quando si parla di Ferrara come genesi del male. Napoli come Buenos Aires, come Rio, come il Bronx di New York. Tutto sommato la città partenopea sta sullo stesso parallelo della Grande Mela, il regista ha lontane origini campane, quasi naturale che la memoria dell’uno incontri i vicoli, le voci, i racconti dell’altra. I luoghi si sovrappongono, giocano ad incastro perché in fondo popolati dagli stessi bisogni, dalle stesse necessità, da quei latrati di rabbia e frustrazione che emanano le periferie del mondo, quei luoghi ai margini del progresso, quei quartieri a due passi dalla ricchezza che però sprofondano nell’inedia.

Il punto di partenza è allora il punto più basso, l’oscurità sociale più profonda: il carcere. E proprio qui, nel cortile della casa circondariale di Pozzuoli che inizia il viaggio di “Napoli, Napoli, Napoli”: nei racconti delle detenute, negli sguardi di disagio ed imbarazzo, nelle sigarette fumate una dopo l’altra. Le voci si accavallano e si intrecciano con tre microfiction che sanno di vita vissuta, tre vicende di tragica quotidianità, tre caratteristici bozzetti di umanità criminale e di disagio che sfociano nella violenza. Ognuna sceneggiata da un autore diverso: Gaetano Di vaio rielabora il suo passato di criminale attraverso una storia di un detenuto, Peppe Lanzetta descrive una vicenda familiare violenta e senza speranza e Maurizio Braucci un battesimo di sangue. Così tra il racconto di un tradimento e conseguente omicidio, tra l’intervista di chi ha occupato centri sociali per avvicinare ragazzi e tenerli lontani dalle strade, di chi lotta ogni giorno per affermare i diritti più elementari spesso spunta il regista con una domanda, un intervento, una riflessione. Viene data voce anche al sindaco della città e ad altre personalità locali. Ne esce fuori un ritratto complesso e stratiforme, un mix di fatalismo, speranza, scoramento. Un tentativo di leggere il luogo, le sue incongruenze perdendosi al suo interno, da Pozzuoli al centro, dai Quartieri Spagnoli alle Vele di Scampia seguendo le tracce della memoria, gli odori della strada, gli occhi degli scugnizzi e gli echi di Maradona che ancora si sentono nei nomi e nelle immagini.

La sua natura di ibrido rende il docu-dramma di Ferrara un’opera atipica, con diversi spunti di interesse ed indubbiamente con una sua forza, non fosse altro che per l’indignazione umana che induce nello spettatore, ma lascia molte perplessità. Forse proprio il suo statuto di opera di confine lo rende un oggetto non propriamente riuscito, a volte incerto nel suo sviluppo, ma forse proprio in virtù di questa sua debolezza, una testimonianza forte e reale di quel grumo di sofferenza, passione e vitalità che è oggi Napoli.

20/12/2009

Cast e credits

Durata
102'
Produzione
Figli Del Bron, Minerva Production e Marketing, P.F.A Films
Sceneggiatura
Abel Ferrara, Peppe Lanzetta, Maurizio Braucci, Gaetano Di Vaio, Maria Grazia Capaldo
Fotografia
Alessandro Abate
Scenografie
Frank De Curtis
Montaggio
Fabio Nunziata
Musiche
Frank Kuipers
Costumi
Daniela Salernitano

Trama

Abel Ferrara racconta Napoli e la sua umanità. La osserva, parla con le detenute, con persone comuni, con le istituzioni. La percorre tutta dalle periferie al centro. Intreccia al documentario la fiction in una sorta di personale racconto di tre episodi di disagio e malessere sociale: la storia di un detenuto, quella di un omicidio camorristico e da ultimo il dramma di una famiglia con il suo carico di violenza e frustrazione
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi