Nemesi

Nemesi


Walter Hill

Azione | Canada, Francia, Usa
(2016)

Ci sono voluti cinque anni per rivedere dietro la macchina da presa Walter Hill. E nella sua ultima apparizione sulla scena, con “Jimmy Bobo“, ciò che ci aveva colpito maggiormente era quell’ostentazione di un cinema d’azione ormai fuori moda, superato in tutto, dall’estetica al piglio narrativo del racconto. Ebbene, sono molti i punti di contatto fra la pellicola presentata alla Festa del cinema di Roma nel 2012 e questo “Nemesi”, adattamento italiano del titolo originale, in realtà inutile poiché il film, all’ultimo momento, è stato ritirato dalle uscite nelle sale nostrane ed era forse destinato direttamente al mercato home video, finché non si è deciso di riproporlo invece in pieno autunno.

Come per il film con Sylvester Stallone, “Nemesi” è un action basico, elementare nella scrittura ed essenziale nella resa finale. Ed è ancora una volta un film sull’essenza della vendetta, elemento fondamentale nel cinema di Hill per potersi dedicare alla realizzazione di una sarabanda di eventi ad alto tasso adrenalinico. Con una gestazione complicata, un copione originale che risale addirittura alla fine degli anni 70 e diverse riscritture fino alla stesura definitiva, ci troviamo di fronte a un’opera che non aggiunge nulla alla poetica e alla filmografia venerabile del grande regista statunitense. Certo, questo suo attaccamento a uno stile anni 80, che più che omaggiare quel decennio pare proprio esserne tuttora impregnato totalmente, può risultare stucchevole a molti, anche se, tutto sommato, è un’operazione nostalgica che non disturba né risulta essere qualcosa di derivativo e soltanto filologico.

La differenza fondamentale con “Jimmy Bobo” sta in una scelta produttiva di fondo che ha delle conseguenze dirette sull’opera stessa. Se allora si era trattato di un prodotto figlio legittimo dell’industria hollywoodiana, con Hill chiamato in cabina di regia da Stallone in un secondo momento, stavolta siamo dalle parti del cinema americano indipendente. Non stiamo parlando soltanto di una parsimonia con cui necessariamente fare i conti per quanto riguarda i mezzi tecnici a disposizione, ma anche di scelte estetiche ben precise, dalla fotografia sporca fino all’uso delle musiche, che si rifanno alla tradizione del cinema di genere off. “Nemesi” ha i pregi e i difetti di un cinema che continua a voler strenuamente sopravvivere alle nuove correnti stilistiche, a nuovi e aggiornati metodi di narrazione. Ma i difetti, stavolta, sono amplificati all’inverosimile, fino arischiare di trascinare il film nella mediocrità.

La verbosità della sceneggiatura assume contorni di implausibilità totale, la volontà di scarnificare di orpelli la vicenda impoverisce il racconto fino all’osso, per non parlare dell’incoerenza di parecchie svolte narrative che chiedono uno sforzo di sospensione del dubbio allo spettatore abbastanza elevato.

In tutto questo c’è la storia principale, diventata prima una graphic novel, da cui prende spunto il montaggio in stile comic movie. Il terribile sicario Frank Kitchen viene catturato e subisce contro la sua volontà un’operazione di cambiamento di sesso da parte di un chirurgo psicopatico, la dottoressa interpretata da Sigourney Weaver. Il motivo è la vendetta per l’uccisione di suo fratello, tempo prima; ma in realtà c’è un perverso intento manipolatorio della coscienza altrui. La scienziata criminale, che si definisce un’artista, ha una convinzione: chi cambia sesso può anche cambiare il suo Io più profondo, resettando il male che può avere commesso nella sua prima parte di vita terrena. Ma in realtà Michelle Rodriguez in versione femminile non diventa donna, se non nell’aspetto esteriore, dentro resta un uomo e pure un assassino nato. Nel novero degli elementi da ascrivere all’incoerenza narrativa ci sono anche alcune scelte rischiose e non ripagate dalla resa scenica che Hill ha voluto affrontare. La prima parte del film, con Frank ancora con fattezze da uomo, vede una Rodriguez pesantemente truccata nel viso e nel corpo per sembrare, appunto, un macho (c’è persino un nudo frontale!). Ma questo costringe la protagonista a una recitazione praticamente invisibile per non svelare il trucco, vista una certa incapacità di mimetizzarsi nel corpo maschile e, soprattutto, nella voce da uomo.

Insomma, “Nemesi” è divertente fintanto che lo vediamo per ciò che è: un oggetto ludico realizzato da un grande cineasta che ha ancora molta voglia di divertirsi. Ma ragionamenti di altro tipo, sulla rivisitazione dei generi e la messa in scena di una metafora della condizione di vita stessa trasgender, appaiono fuorvianti e completamente fuori fuoco.

28/07/2017

Cast e credits

Titolo Originale
The Assignment
Durata
95'
Produzione
SBS Films
Sceneggiatura
Walter Hill, Denis Hamill
Fotografia
James Liston
Musiche
Ry Cooder, Giorgio Moroder, Raney Shockne

Trama

Il film Nemesi è un revenge thriller diretto da Walter Hill che vede protagoniste Michelle Rodriguez nei panni di un sicario che viene sottoposto a un intervento chirurgico per cambiare genere, da uomo a donna, e Sigourney Weaver in quelli del chirurgo estetico che la sottopone all'operazione con un intento ben preciso, la vendetta.
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