Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco

Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco


Steven Soderbergh

Azione, Commedia | Usa
(2001)
Danny Ocean (George Clooney), rinomato ladro “gentiluomo”, esce di prigione dopo aver scontato cinque anni per rapina e truffa aggravata. Non fa in tempo a mettere piede fuori dalle carceri che già è in contatto con il vecchio amico e collega Rusty Ryan (Brad Pitt) per la progettazione di un colpo di proporzioni colossali: la rapina sarebbe ai danni del magnate Terry Benedict (Andy Garcia) e dei suoi tre casinò a Las Vegas, il Bellagio, il Mirage, e l’MGM Grand: si  parla di una cifra che si aggira attorno ai 150 milioni di dollari.

Dopo aver contattato l’industriale e amico Reuben Tishkoff (un sardonico Elliott Gould) per la parte finanziaria, le due menti del colpo assoldano altri otto componenti che dedicano a ruoli altamente specializzati: Linus Caldwell (Matt Damon), giovane e telentuoso ladro “figlio d’arte”; Frank Catton (Bernie Mac), impiegato nei casinò;  Virgil e Turk Malloy (Casey Affleck, Scott Caan), meccanici; Livingston Dell (Eddie Jemison), per la parte elettronica/informatica, Basher Tarr (Don Cheadle), esperto di esplosivi, Saul Bloom (Carl Reiner), una vecchia gloria del settore che fingerà di essere il ricco imprenditore Lyman Zerga per introdursi nei “piani alti” del casinò, e “l’incredibile” Yan (Shaobo Quin), acrobata.

La già difficile e intricata questione del piano di rapina si complica quando si scopre che Tess, la ex-moglie di danny, fa coppia con il ben noto Terry Benedict.

Dopo un decennio brillante che l’ha visto portare a casa ampi riconoscimenti da parte di pubblico e critica con film sempre impegnativi come “Sesso, bugie e videotape” o “Traffic”, Soderbergh sembra voglia finalmente rilassarsi, lasciandosi trasportare da un divertissement puro e semplice. Ma come giustamente si addice a un regista del suo calibro, lo fa con stile.

Complice la sceneggiatura complessa e ben architettata di Ted Griffin (non a caso scrittore anche dell’intricatissimo “Il genio della truffa”), Soderbergh mette in piedi un frizzante heist movie dove ogni singolo elemento del cast (che definire stellare può essere riduttivo) riesce a trovare il giusto tempo e spazio per dare spessore al proprio personaggio: Clooney sembra rientrare con piacere nei panni in un personaggio molto simile al Jack Foley di “Out Of Sight” (sempre di Soderbergh); a Brad Pitt basta pronunciare qualche battuta brillante per impersonare il figaccione di turno senza troppa fatica; Eddie Jemison è perfettamente nevrotico nei panni del nevrotico Livingston; Affleck e Caan sono fin troppo a loro agio nei panni degli “idioti” del gruppo; Don Cheadle sembra non sia mai stato altro nella vita che un bombarolo iperattivo, e condisce la parte con qualche allucinante uscita in scioglilingua di cui si consiglia la visione anche in lingua originale.

Fondamentale in “Ocean’s Eleven” è l’uso della colonna sonora, in gran parte composta da tracce originali di David Holmes. Dj e compositore irlandese emerso verso la fine degli anni Novanta, Holmes lo si era già sentito in “Out Of Sight” e si ripropone qui con le stesse sonorità. Chiamatele chillout, chiamatele trip-hop, lounge, chiamatele come vi pare, queste sonorità sono (sposandosi alla perfezione l’uso sempre fresco di fotografia e montaggio a cui Soderbergh ci ha abituato) le vere fautrici del diffuso tono “cool” che permea la pellicola dall’inizio alla fine. I pezzi di Holmes meritano appieno la definizione di “commento musicale” al film, istruendo subliminalmente lo spettatore di quello che è il mood di ogni scena: cosa che una colonna sonora degna di tale nome dovrebbe sempre fare ma che troppo raramente accade.

Qui invece il sound funziona alla perfezione. Un esempio: il basso grooveggiante che serpreggia per quasi tutto il film, e soprattutto nella scene al casinò, durante i pedinamenti, le corruzioni del personale e gli appostamenti strategici, accostato da suoni simil-organetto nel registro medio alto che fanno coppia con la luminosità degli ambienti del casinò; oppure ancora, i brani orchestrati in stile big band che citano “A Little Less Conversation” di Presley e su cui svettano brillanti melodie di sax come commento al concludersi in bellezza della rapina da 160 milioni di dollari.

Successo di pubblico e critica, vista anche la sua leggerezza e facilità di visione, “Ocean’s Eleven” vede due seguiti, “Ocean’s Twelve” e “Ocean’s Thirteen” (rispettivamente nel 2004 e nel 2007), ma nessuno dei due riesce a portarsi al livello del primo: il “Twelve” si perde in inutili divagazioni e complicazioni che non fanno altro che far perdere tono alla pellicola; mentre il “Thirteen” si limita a essere, per quanto piacevole, un semplice gioco sul tema della rapina ma nient’altro, avvicinandosi pericolosamente al titolo di cinepanettone estivo che probabilmente merita di avere.

14/10/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Ocean's Eleven
Distribuzione
Warner Bros
Durata
116'
Produzione
Jerry Weintraub
Sceneggiatura
Ted Griffin
Fotografia
Steven Soderbergh
Montaggio
Stephen Mirrione
Musiche
David Holmes

Trama

Un ex-galeotto appena uscito di prigione assolda un team di specialisti per progettare un colpo colossale ai danni di tre casinò di Las Vegas.
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