Piranha 3D

Piranha 3D


Alexandre Aja

Horror | Usa
(2010)
Al terzo film ad Hollywood e al terzo remake, dopo il passabile “Le colline hanno gli occhi” da Craven e il pessimo “Riflessi di paura” da “Geoul sokeuro” di Kim Sung-ho, il francese Alexandre Aja si cimenta con “Pirana” di Joe Dante (1978), di cui ricicla l’idea dei pesci carnivori e assassini che si avventano su una località turistica invasa sa sprovveduti giovincelli. Con la pellicola originale (simpatica ma sopravvalutata dagli appassionati) i conti si chiudono qua: c’è qualche significativa variazione narrativa (le creature del ’78 erano state generate da loschi esperimenti governativi, qua invece si tratta di mostri preistorici rimasti intrappolati in fondo ad un lago per millenni), ma sostanzialmente il “Piranha” di Aja procede su binari completamente diversi.

 

Sia Dante che Aja guardano al passato, ma se il regista di “Gremlins”, con la produzione di Corman, mirava a ricreare un’atmosfera da horror classico con qualche divagazione demenziale – parodistica (in fondo il primo “Pirana” è uno spoof de “Lo squalo” di Spielberg, clamoroso successo dell’epoca), Aja invece riproduce meccanicamente e con innegabile cura “filologica” tutti i topoi del teen horror anni ’80, quello più becero e volgare, dalle parti dei sequel di “Venerdì 13” tanto per intendersi. E il remake di “Venerdì 13” firmato Nispel è difatti, nel marasma di rifacimenti di titoli cult che infestano le sale, il film che “ideologicamente” si avvicina di più ad Aja. Anche lì v’era un recupero, conscio o meno, dei meccanismi dello slasher classico, senza nessun vero aggiornamento ai tempi e senza nessuna lettura sotterranea possibile. Nel nuovo “Piranha” tutto ciò viene ulteriormente esasperato, con molta più consapevolezza e ironia, quasi si trattasse della versione estesa di uno dei trailer che comparivano in “Grindhouse“: la prima parte è parente stretta dei due “Hostel” (Eli Roth compare nel film e fa una brutta fine, ovviamente), e per un’ora assistiamo solo a dei teenager imbecilli che bevono, si drogano, si spogliano e fanno sesso (uno dei personaggi principali è un regista di film porno, e nel cast figurano anche un paio di vere attrici hard), poi lo splatter parte in quarta raggiungendo vertici deliranti e surreali, sconosciuti all’horror occidentale (uno dei pesci killer stacca il pene ad un personaggio e poi lo risputa mangiucchiato) che portano alla mente l’irraggiungibile “Society” di Yuzna.

L’impressione è che l’intera pellicola sia stata costruita in funzione di questa lunga sequenza di massacro: Aja è ben felice di mandare in acqua i suoi teenager decerebrati, figli del benessere di un’America plastificata e idiota che deve, prima o poi, fare i conti con l’Orrore. C’è molta cattiveria in questo bagno di sangue, l’unico momento in cui il tocco dell’autore di “Alta tensione” è davvero riconoscibile. Il resto, dispiace dirlo, è ben poca cosa. Personaggi talmente stereotipati e insulsi da non suscitare nessun interesse, tensione ai minimi storici, effetti digitali invadenti ed eccessivi (il make up delle mutilazioni curato tra gli altri anche da Nicotero e Berger è invece favoloso), effetto 3D sostanzialmente inutile e fastidioso, attori di buon nome in libera uscita.

 

E se il finale è abbastanza beffardo da strappare il sorriso (garantendo il sequel che di fatti è già stato annunciato) il film rischia di rimanere un oggetto solo per veri aficionados del genere, troppo intelligente o troppo cretino a seconda dei punti di vista. Gli altri è meglio si astengano.

07/03/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Piranha 3D
Distribuzione
Bim Distribuzione
Durata
88'
Sceneggiatura
Pete Goldfinger, Josh Stolberg
Fotografia
John R. Leonetti
Scenografie
Clark Hunter
Montaggio
Baxter
Musiche
Michael Wandmacher
Costumi
Sanja Milkovic Hays

Trama

Brutte notizie per i giovani bagnanti del Lago Victoria: un terremoto ha liberato una specie estinta (così pareva) e pericolosissima di piranha.
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