Ti ricordi di me?

Ti ricordi di me?


Rolando Ravello

Commedia | Italia
(2013)

La storia del cinema è, da sempre, piena zeppa di magnifici dormiglioni, improbabili nevrotici e paranoici smemorati. Alla sua seconda prova da regista, Rolando Ravello, questa volta senza comparire (tranne nei titoli di coda e nella voce off dell’incipit), decide di attingere a piene mani da questo vastissimo bagaglio cinematografico, mettendo in scena un soggetto di Massimiliano Bruno già rappresentato a teatro dagli stessi attori.

La storia di “Ti ricordi di me?” è decisamente lineare. Roberto (Edoardo Leo) lavora in un supermercato come commesso e soffre di cleptomania. È in cura da un’analista e incrocia all’uscita dello studio un’altra paziente, Beatrice (Ambra Angiolini). Dopo qualche diffidenza di lei, tra i due nasce una simpatia che sfocia poi in amore. Prima di innamorarsi, Beatrice scopre il fidanzato (un cameo di Ennio Fantastichini) a letto con un’altra e una volta elaborato il colpo scivola nel buffo corteggiamento di Roberto. Il problema nodale però sta nel fatto che Beatrice, oltre a soffrire di narcolessia, ragion per cui è in analisi, è affetta anche da perdite di memoria. Il meccanismo narrativo (ed è la felice trovata del film) fa scattare questa fatale amnesia nei momenti in cui la storia sembra concludersi per il meglio, riaprendo così l’intreccio e facendo immedesimare lo spettatore nei tormenti di Roberto.

I due attori sono molto indovinati e riescono a rendere con leggerezza le nevrosi dei rispettivi personaggi. Edoardo Leo, in grande ascesa dopo “Smetto quando voglio”, con il suo fare romanesco, vira verso una comicità fisica in punta di piedi senza mai calcare troppo. Ambra Angiolini conferma di essere una interprete completa, facendo intendere allo spettatore con i soli occhi il proprio cambiamento.

Dopo aver esordito come regista con una commedia dal taglio più sociale, con “Ti ricordi di me?” Ravello decide di cambiare registro per adottarne uno più surreale, a tratti favolistico. L’incursione nella favola, oltre a quelle decisamente “alternative” raccontate da Antonio, è ben resa dalla fotografia fatta da un’illuminazione diffusa dove i colori pastello conferiscono un’atmosfera da fumetto. Basta solo la prima scena con il bimbo principe e la bimba principessa per capire la volontà di raccontare una favola moderna in cui i protagonisti sono due puri d’animo che vivono nel proprio guscio caratterizzato da folli e tenere abitudini quotidiane. Ravello racconta tutto questo giocando di sponda con molto cinema contemporaneo: dalle camicie a quadretti di Antonio che richiamano “Forrest Gump”, ai carrelli laterali tipici di Wes Anderson, al personaggio di Beatrice chiaramente debitore di “Il favoloso mondo di Amèlie“. Una contaminazione cinematografica mai pesante e non troppo studiata così da non rendere stucchevole l’incedere della narrazione.

La sceneggiatura, scritta anche da Paolo Genovese (autore di “Immaturi”), non riesce però ad apportare una fluidità continua alla storia: intorno alla metà si ha la sensazione di una certa stanchezza che viene poi dissolta dalla prima perdita di memoria di Beatrice. La presenza poi della coppia di amici (Susy Laude e Paolo Calabresi), che ospita Roberto nella prima parte del film, arricchisce certamente la storia con una serie di trovate che fanno da contorno al mondo paradossale che permea tutto il film. Peccato però che gli autori non abbiamo cercato altri personaggi o altre invenzioni, limitandosi a sviluppare solo la storia della coppia di amici. Non mancano però momenti esilaranti come lo scasso nello studio dell’analista da parte di Roberto e dell’amico Francesco.

In conclusione, la nuova opera di Ravello è di sicura godibilità in quanto ha un taglio inconsueto e trasuda, grazie ai due protagonisti, un’innegabile simpatia. Si tratta di un buon esempio di cosa voglia dire girare un prodotto medio lontano anni luce dalla volgarità di tante altre commedie nostrane.

06/04/2014

Cast e credits

Titolo Originale
Ti ricordi di me?
Distribuzione
01 Distribution
Durata
91'
Produzione
Lotus Production
Sceneggiatura
Paolo Genovese, Rolando Ravello, Edoardo Falcone

Trama

Antonio è cleptomane e Beatrice narcolettica. l'incontro tra i due avviene dallo stesso analista. All'inizio Beatrice è diffidente tanto da classificare sul librone che porta sempre con sè come inaffidabile il povero Antonio. Dopo aver sorpreso il proprio fidanzato a letto con un'altra, Beatrice cede piano piano al buffo corteggiamento di Antonio. i due andranno a vivere insieme e nascerà un bambino. Il problema è che Beatrice perde pure la memoria. E bisognerà ricominciare da capo.
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