Scarred Hearts

Scarred Hearts


Radu Jude

Drammatico | Romania
(2016)

Quando ancora si moriva di tubercolosi la speranza di poter sopravvivere alla malattia si trasformava, per chi poteva permetterselo, in una vacanza da se stessi e dal proprio mondo nella speranza che le cure ospedaliere e la divina provvidenza facessero il resto. Di questo limbo esistenziale e delle giornate trascorse nel sanatorio deputato alla promessa guarigione si occupa “Scarred Hearts” di Radu Jude, regista romeno – gia premiato a Berlino come migliore regista per “Aferim!” – che, per raccontare la clausura forzata del ventenne Emanuel (Lucian Teodor impegnato in un ruolo che si avvicina all’ Amalric de “Lo scafandro e la farfalla”), allettato da una tubercolosi ossea che gli impedisce di deambulare, si ispira al romanzo autobiografico del connazionale Max Blecher, scritto dall’autore prima di morire a ventinove anni, dopo dieci anni di atroci sofferenze.

Senza tralasciare gli aspetti più crudi della malattia ma anzi testimoniandoli con scientifica precisione Jude riesce nell’impresa di trasformare la via crucis del protagonista e dei suoi sfortunati compagni in un inno alla giovinezza e ai sogni che la alimentano. Perché la sfida di “Scarred Hearts” non era solo quella di equilibrare l’ineluttabilità di un destino avverso con il vitalismo – quello di Emanuel – di chi non vuole arrendersi ai limiti della propria condizione, ma che, anzi, le trascende finanche assaporando i paradisi della carne, consumati in un tripudio di sensazioni tragicomiche. Perché nel tradurre la drammaturgia in immagini in grado di restituire il senso della vicenda il regista mette a punto una forma tanto ardita quanto affascinante dal punto di vista artistico e cinematografico. Un dispositivo che, a cominciare dalla particolarità del formato (più ristretto del modello classico e uguale a quello utilizzato da László Nemes ne “Il figlio di Saul“) per proseguire con la tecnica di ripresa (monopolizzata da piani sequenza a camera fissa corrispondenti ai vari capitoli che scandiscono la narrazione), sembra sfidare lo spettatore in una gara di resistenza alla “visione” che finisce per sollecitare chi guarda in senso corporeo prima ancora che sensoriale; quasi a voler imprimere sulla pelle dello spettatore il malessere fisico che  tormenta il protagonista. E sempre a sottolineare la centralità del corpo e di quello che rappresenta nella storia si aggiunga che la mdp  salvo rari e significativi momenti – come per esempio quello della sequenza finale in cui il lettino sul quale giace Emanuel viene caricato sul treno che lo porterà a Bucarest per un nuovo e delicato intervento chirurgico – evita riprese ravvicinate e tantomeno primi piani, lasciando che sia la disposizione delle figure nello spazio e ancora la posizione dei corpi all’interno della cornice filmica a comunicare di volta in volta gli stati d’animo dei personaggi.

Riempito per buona parte dai versi declamatori e dagli aforismi con cui Emanuel – appassionato di letteratura – intrattiene gli altri ospiti, “Scarred Hearts” è ravvivato dalle pantomime messe in scena dai pazienti per esorcizzare il pensiero della morte, collegato non solo alle conseguenze della tubercolosi, ma legato anche agli eventi coevi. La vicenda infatti, ambientata nella Romania del 1937, si svolge nel pieno dell’ascesa politica del Terzo Reich e di Adolf Hitler, fatto oggetto di scherno  con la grottesca caricatura che ne riproduce la smisurata sete di potere e che, nella deformazione facciale dell’improvvisato commediante, sembra volersi difendere (Emanuel appartiene a una famiglia di piccoli commercianti ebrei) dai fantasmi dell’Olocausto che verrà.

Controllato nella forma – peraltro ricca di riferimenti pittorici e con rimandi alle cartoline d’epoca – e teatrale nella direzione degli attori, “Scarred Hearts” è un film spiazzante che a tratti indispone (141’ è il totale del minutaggio) e molto spesso sorprende, confermando il momento di grazia di una cinematografia che non smette di sfornare talenti. 

09/08/2016

Cast e credits

Titolo Originale
Inimi Cicatrizate
Durata
141'
Produzione
Hi Film Production
Sceneggiatura
Radu Jude
Fotografia
Marius Panduru
Montaggio
Catalin Cristutiu
Musiche
Dana Bunescu, Jürg Lempen, Cristinel Sirli
Costumi
Dana Paparuz

Trama

Romania 1937. Ammalatosi di tubercoli ossea il giovane Emanuel è ricoverato in sanatorio dove si deve sottoporre a cure snervanti che gli impediscono di alzarsi dal letto e deambulare 
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