La sposa promessa

La sposa promessa


Rama Burshtein, Yigal Bursztyn

Drammatico | Israele
(2012)
Unico film israeliano in concorso alla 69° Mostra del Cinema di Venezia, “Fill The Void” segna l’esordio dietro alla macchina da presa della newyorkese di origini ebraiche Rama Burshtein. La storia ruota attorno a una famiglia ebrea ortodossa che attende il giorno, oramai imminente, del matrimonio di Shira, la figlia più piccola appena diciottenne. Ma la quiete si spezza quando il destino irrompe come un uragano portando dolore e sofferenza: la sorella maggiore di Shira muore dando alla luce un bambino e lasciando vedovo il giovane marito. Il vuoto da riempire suggerito dal titolo originale innesca una serie di problematici ostacoli per la povera Shira, costretta a fare una scelta che probabilmente sarà la più importante della sua vita.

“Fill The Void” (“la sposa promessa” in Italia) è un film rigorosamente lineare, che va dritto al sodo e immerge lo spettatore in un ambiente, quello israeliano, in cui la guerra e l’odio religioso purtroppo annebbiano tutte le potenzialità di un territorio a strettissimo contatto con la cultura e con la tradizione. La missione della Burshtein è allora in principio quella di rendersi portavoce di un messaggio interculturale importante. In conferenza stampa dichiara di essersi lanciata a capofitto in questa avventura per un profondo dolore che portava dentro: “Sentivo che la comunità ultra-ortodossa non aveva alcuna voce nell’ambito del dialogo culturale. Si potrebbe dire che siamo muti. La nostra voce sul piano politico è forte, perfino roboante, ma sul piano artistico e culturale resta debole e soffocata”.

La regista affida le chiavi del suo messaggio alla giovane attrice Hadas Yaron, molto convincente nell’infondere quel senso di smarrimento e di spaesamento che percorre l’intera pellicola. Il matrimonio, colonna portante dell’intera vicenda, viene mostrato dettagliatamente agli occhi dello spettatore, con tutta la sua tradizione, come ad esempio il matrimonio combinato o la rigidità delle norme da rispettare (il copricapo posto alle donne sposate). Shira vive questo avvenimento con gioia nella prima parte ma i tristi avvenimenti la condannano presto a una dura lotta tra ragione e sentimento, a una scelta che le cambierà inevitabilmente il resto della sua vita. L’intensa interpretazione dell’incantevole attrice è stata meritatamente ricompensata con la Coppa Volpi che la Yaron si è portata a casa. 

 
La Burshtein pone ampio risalto agli spazi chiusi e privilegia un forte contrasto di luci e ombre, come se i personaggi fossero intrappolati dal loro tragico destino e braccati dallo sguardo vigile degli astanti (i primissimi piani della macchina da presa). Per contro la scelta di donare alle immagini del matrimonio un candore così meravigliosamente puro trasmettono la speranza e la gioia così a lungo attese dalla giovane protagonista. Prima del finale, uno dei più belli e intensi vissuti in ambito cinematografico negli ultimi anni. Realismo, estetismo, obiettività, semplicità. “Fill The Void” avrebbe avuto tutte le carte in regola per spodestare la “Pietà” di Kim Ki-Duk e ambire al Leone d’Oro.

31/08/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Lemale et ha'halal
Distribuzione
Lucky Red
Durata
90'
Produzione
Avi Chai fund, Norma Productions
Sceneggiatura
Rama Burshtein
Fotografia
Asaf Sudri
Montaggio
Sharon Elovic
Musiche
Yitzhak Azulay

Trama

Shira è la figlia più giovane di una famiglia ebrea ortodossa di Tel Aviv. Promessa sposa ad un giovane della sua stessa età e della stessa estrazione sociale, Shira è felice ed eccitata per il sogno che si sta avverando. Durante la festività del Purim, la sorella maggiore Esther, muore di parto mettendo al mondo il suo primogenito. L’angoscia e il dolore che colpisce la famiglia fa sì che il matrimonio di Shira venga messo in secondo piano. Tutto cambia quando a Yochay, il marito di Esther, viene proposto di unirsi ad una vedova belga. Yochay ritiene che sia troppo presto, pur sapendo che prima o poi dovrà prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di sposarsi nuovamente. Quando la suocera scopre che Yochay potrebbe lasciare il paese con il suo unico nipote, propone un’unione tra Shira e il vedovo. Shira dovrà dunque scegliere se ascoltare il suo cuore o seguire la volontà della famiglia…
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