The Fighter

The Fighter


David O. Russell

Biografico, Drammatico | Usa
(2010)

Chissà quale sarà stato il primo pensiero di Darren Aronofsky al termine del film. Proprio lui che doveva essere in origine il timoniere di questo nuovo progetto e che invece si è visto costretto ad abbandonare mestamente la barca per problemi finanziari e di casting. Sarebbe stato inevitabile in quel caso accostare due figure apparentemente differenti nell’affrontare lo scontro fisico come quelle del pugile Micky Ward e del (suo) wrestler Randy Robinson. La palla è passata invece a David Russell, personalità degna di nota soprattutto in qualità di sceneggiatore (l’esordio indipendente “Spanking the Monkey” è stato premiato al Sundance). Per Russell il compito più difficile è soprattutto quello di ridisegnare le nuove fondamenta del lavoro cancellando l’ombra del suo predecessore.

Il pugile che richiama il titolo del film è Micky Ward, operaio senza neanche troppa ambizione per quella che è la sua grande passione, la boxe. Lo stesso sport per cui una volta il suo fratellastro, Dicky Eklund era stato battezzato “orgoglio di Lowell” dai suoi concittadini. Come sottolinea il regista sin dalla prima didascalia (“based on a true story”), la storia si presenta come un biopic dalle venature documentaristiche (alcune sequenze ritraggono il vero Eklund combattere contro il grande Sugar Ray Leonard nel 1978). In particolare, la pellicola si incentra sul 1993, anno in cui l’emittente americana HBO documentò davvero per 18 mesi la vita sregolata di Dicky, focalizzando l’attenzione più sul crack che lo stava letteralmente bruciando che sul suo breve trascorso da pugile; il tutto mentre il fratello raggiungeva quello che lui non era mai riuscito a raggiungere: la conquista del titolo di campione dei pesi leggeri. Il tratto peculiare di “The Fighter” è proprio questo voler inquadrare il film dentro il film, la storia vera dentro la storia vera, presentando allo spettatore un uomo emerso dalla sonnacchiosa provincia americana, in lotta costante non solo sul ring ma anche in quel che riguarda il rapporto familiare, l’amore, la vita di tutti i giorni.

A dire la verità il plot non si presenta come il massimo dell’originalità: il riscatto dalla mediocrità al trionfo in ambito pugilistico lo avevamo già visto in “Cinderella Man”, così come la famiglia, tratteggiata come nucleo quasi antagonista (i ruoli della madre e delle sorelle) anziché come risorsa e protezione non può che far ritornare in mente la “ragazza da un milione di dollari” di Clint Eastwood. Tra duri allenamenti alla Rocky accompagnati da una colonna sonora davvero esplosiva (Rolling Stones, Aerosmith, Red Hot Chili Peppers) e sequenze maggiormente introspettive e di impronta familiare, il film procede lineare, senza particolari sconvolgimenti, fino al prevedibilissimo happy ending conclusivo. Cos’è allora che rende “The Fighter” una fidata opera cinematografica? Oltre alle affascinanti sequenze degli incontri (merito di una regia virtuosa ma pur sempre attenta e pulita), il punto forte è senz’altro rappresentato dal cast e, insieme, da una sceneggiatura che privilegia la libertà degli attori. Il cinismo e l’egoismo di Melissa Leo e la demenza commovente di Christian Bale hanno fatto incetta di premi, compresi i prestigiosi Oscar che i due si sono meritatamente portati a casa come migliori interpreti non protagonisti. Anche Mark Wahlberg è in stato di grazia (Russell lo ha già diretto in “Three Kings”) e immedesima alla perfezione la mediocrità di un provinciale alla ricerca della redenzione definitiva.

“The Fighter” è un film onesto che non si limita a raccontare dall’esterno la scalata di un pugile secondo i canoni della “storia vera”. È soprattutto un’opera che va letta da una prospettiva umana, che eleva a morale soprattutto il rapporto fraterno (Micky/Dicky) e più in generale quello familiare e sentimentale. Una storia che potremmo aver visto anche più di una volta sul grande schermo ma che sicuramente non fallisce nel saper appassionare lo spettatore, nel lanciare spunti riflessivi mai banali.

03/03/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The Fighter
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
118'
Produzione
Mandeville Films, Relativity Media
Sceneggiatura
Eric Johnson, Keith Dorrington, Paul Tamasy
Fotografia
Hoyte Van Hoytema
Scenografie
Judy Becker
Montaggio
Pamela Martin
Musiche
Michael Brook
Costumi
Michael Autieri, Debbie Holbrook

Trama

La vera storia del pugile Micky Ward, campione nella categoria pesi leggeri e del suo fratellastro Dicky Eklund, ex pugile professionista ed allenatore di Micky

Shumei – The Living Legacy of Kabuki
Shumei – The Living Legacy of Kabuki

VENEZIA 83 - Opera eccentrica nella gargantuesca filmografia di Miike Takashi, “Shumei – The Living Legacy of Kabuki” è un documentario, didattico in larga parte, che ha come oggetto il teatro kabuki e, in particolare, il clan familiare Ichikawa, custode di questa peculiare forma artistica

The Echo Chamber
The Echo Chamber

VENEZIA 83 - Andrea Pallaoro porta sul grande schermo l'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, con una messa in scena raffinata, elegante, ipnotica, che però sembra sbiadire e perdersi nel finale

Look Back
Look Back

VENEZIA 83 - Alle prese con il manga cult di Fujimoto Tatsuki "Look Back" Kore-eda Hirokazu opta per un adattamento fedele e una regia minimale che aiutano a espandere la componente coming of age del fumetto, traendone un altro significativo capitolo del suo cinema sulla crescita

Woman Unknown
Woman Unknown

VENEZIA 83 - May el-Toukhy, unica regista donna in concorso, racconta con estremo rigore nordico il dopoguerra danese e gli effetti del trauma storico sui corpi delle donne. Non rimane nessuna speranza

Primetime
Primetime

VENEZIA 83 - Esordio di finzione dell'apprezzato documentarista Lance Oppenheim, "Primetime" si distingue per la sarabanda di tecniche e trovate stilistiche, le quali si rivelano alla lunga però l'unico elemento convincente di un'opera confusa e impulsiva quanto il suo protagonista

Wild Horse Nine
Wild Horse Nine

VENEZIA 83 - McDonagh torna alla Mostra dopo il successo de "Gli spiriti dell'Isola", e sembra ancora una volta trovare la formula perfetta per la sua messa in scena tragicomica, tra il golpe cileno del 1973 e i Moai dell'Isola di Pasqua, il tutto condito da un duetto tra John Malkovic e Sam Rockwell a tratti irresistibile

Succederà questa notte
Succederà questa notte

VENEZIA 83 - Nonostante qualche tocco di colore resta un film stanco, che coinvolge solo quando si ritorna agli stilemi che hanno reso Moretti famoso. Per il resto si sguazza nei cliché di un dramma borghese

The Dog Stars – Le stelle dopo la fine
The Dog Stars – Le stelle dopo la fine

"The Dog Stars" è un'opera emblematica per inquadrare la figura di Scott come regista, sempre a cavallo tra autorialità e mestiere. Un'opera imperfetta e piena di lacune ma quanto mai vitalistica e piena di speranza