Thor

Thor


Kenneth Branagh

Azione, Fantastico | Usa
(2011)
Thor, “possente” (mighty) Dio del tuono, figlio di Odino, creato nel 1962 dai geniali Stan Lee e Jack Kirby, non è di certo il personaggio della Marvel più semplice da trasportare al cinema. Ispirato alla mitologia norrena ma rivisitato attraverso la spigliatezza yankee di Stan Lee, ha sempre rappresentato per i lettori un affascinante connubio tra seriosa epicità, sfrenate invenzioni fantasy e un retrogusto fanciullesco sconosciuto alle altre testate della “casa delle idee”. Di tutti i supereroi della Marvel, non a caso, Thor è sempre stato quello più sganciato dall’attualità politica e storica dei tempi, un supereroe con meno “superproblemi” rispetto ad altri colleghi.

Diciamocelo, Kenneth Branagh non sembrava la persona più adatta a cui affidare un progetto di questo tipo, ma si rivela inaspettatamente l’arma vincente nella riuscita della pellicola. Innanzitutto elimina quasi totalmente i sottotesti messianici-cristologici che avrebbero potuto far pensare all’ennesimo “Superman”, ma anche infondendo, non involontariamente, echi scespiriani nel personaggio di Lee & Kirby. Trasformando la vicenda in una lotta fratricida in cui tutti hanno le proprie ragioni e un lato oscuro da nascondere. Loki, temibile Dio dell’inganno, nei fumetti viscido manipolatore senza scrupoli, nel film diventa più sfumato e “comprensibile”. Figlio “bastardo” di Odino, geloso del prestante fratello, desideroso d’affetto e di mettersi in buona luce agli occhi del padre, non ha smanie di potere (“non ho mai desiderato il trono”), ed è uno Iago quasi più simpatico del protagonista. La sceneggiatura firmata da ben dieci mani, conta soprattutto sull’apporto di J. Michael Straczynski, che conosce molto bene il materiale di partenza, avendo curato le storie del “tonante” dal 2007 ad oggi, e che conferisce alla pellicola lo stesso magico equilibrio tra epicità ed ironia.

Se le sequenze ambientate ad Asgard, la città degli Dei, sono infatti impregnate di adrenalina ed effetti digitali, la parte centrale della pellicola, sulla terra, vede il protagonista, esiliato dal padre perché giudicato troppo arrogante e aggressivo (vorrebbe dichiarare guerra ad un altro regno), simpaticamente alle prese con gli usi e costumi dei mortali (va in un negozio di animali alla ricerca di un cavallo con cui andarsene ecc), e soprattutto fare conoscenza con la bella astrofisica Jane (Natalie Portman) di cui non potrà non innamorarsi. Le due anime del film si incontrano felicemente, anche perché gli alleggerimentii ironici non sono mai troppo calcati e Branagh riesce a rappresentare il mondo degli Asgardiani senza farlo sembrare sciocco o sopra le righe. Dal punto di vista filologico “Thor” accontenta i fan del fumetto poiché ne rispetta più o meno tutti i punti salienti, a partire dalla lotta contro i giganti di ghiaccio, l’esilio sulla terra, i personaggi di contorno (i tre guerrieri, Sif, il “Distruttore”…). L’unica, notevole, differenza, è quella inerente alla forma umana del Dio del tuono. Nei fumetti, esiliato sulla terra, Thor veniva “fuso” nel corpo del mite dottore Donald Blake, che solo in seguito scoprì che poteva evocare a piacimento il possente supereroe. Nel film tutto questo viene semplificato, e al personaggio di Blake si accenna con gusto referenziale solo in un paio di scene. La scelta è però piuttosto comprensibile, anche perché la carne al fuoco è già tanta. Se si esclude l’effetto 3D posticcio e assolutamente inutile, il film-fumetto di Branagh vince sotto tutti i punti di vista e va ad aggiungersi alla lista (non troppo lunga a dire il vero) delle migliori pellicole ispirate ai comics.

 

La macchina spettacolare è perfettamente oliata in ogni sua parte, dalle sequenze action rocambolesche e ben calibrate, alla componente romantica (l’amore “impossibile” tra il Dio Thor e la mortale Jane), e il risultato è cinema “pop” sopraffino e divertentissimo che ha il pregio di presentare al pubblico generalista un personaggio e un universo inedito e accattivante, e allo stesso tempo di incasellare con abilità un altro tassello del mosaico Marvel: oltre ai frequenti richiami ad altre pellicole supereroistiche (si accenna a Tony Stark-Iron Man e a Bruce Banner-Hulk, e inoltre fa la sua comparsa il personaggio di Clint Barton ovvero “Occhio di Falco”), la scena dopo i titoli di coda rilancia l’avventura all’anno prossimo, in cui tutti i personaggi dell’universo fumettistico-cinematografico di Stan Lee (a cui andrà ad aggiungersi il prossimo luglio anche “Capitan America”) faranno squadra ne “I Vendicatori”, vero e proprio film-evento crossover, che porta i comics molto più vicini all’arte filmata di quanto abbiano fatto i vari “Sin City” e “300“.

27/04/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Thor
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
130'
Sceneggiatura
Mark Protosevich, J. Michael Straczynski, Ashley Miller, Zack Stentz, Don Payne
Fotografia
Haris Zambarloukos
Scenografie
Bo Welch
Montaggio
Paul Rubell
Musiche
Patrick Doyle
Costumi
Alexandra Byrne

Trama

Esiliato sulla terra dal padre Odino perchè troppo arrogante, Thor, il Dio del tuono, conosce e si innamora della bella astrofisica Jane, ma deve anche fare i conti con i piani malvagi del fratello Loki, il Dio dell'inganno.
Congo Boy
Congo Boy

LOCARNO 79 - Esordio registico molto promettente in bilico fra romanzo di formazione autobiografico e film musicale d'evasione

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire