Tomorrowland – Il mondo di domani

Tomorrowland – Il mondo di domani


Brad Bird

Avventura, Fantascienza | Usa
(2015)

Le improbabili peripezie di una giovane sognatrice, figlia di un ingegnere aereospaziale della Nasa e inguaribile ottimista, che attraverso il contatto con una misteriosa spilla riesce a vedere un meraviglioso mondo del futuro, sospeso in un’altra dimensione: Tomorrowland. Con l’aiuto di una bimba-robot proveniente da quel luogo e di uno scienziato burbero e disilluso che lì c’era stato già da bambino, riuscirà ad accedervi, salvo scoprire che la situazione è ben più grave di come la immaginava. Da lì, di fatti, le toccherà compiere un’ovvia, ma tutt’altro che facile, missione: mettere in salvo il suo pianeta e, con esso, l’intera umanità da un’imminente catastrofe.

Il talentuoso Brad Bird si butta a capofitto in questo classicissimo e scoppiettante cocktail di avventura, fantascienza, azione e buoni sentimenti che alla radice è cinema spielberghiano tout court. Lo fa a proprio modo, ovvero attingendo a piene mani dalla sintassi dell’animazione, sua terra d’origine e campo d’elezione, aiutato da uno script che sciorina colpi di scena senza soluzione di continuità in un profluvio di fughe, esplorazioni, inseguimenti, esplosioni e capitomboli di ogni specie, per il sollazzo del pubblico più e meno giovane. Insomma, un’operazione simile a quella organizzata per il precedente “Mission: Impossible – Protocollo fantasma“, con la differenza che in quel caso la girandola di trovate fungeva quasi da chiosa beffarda, autoironica, e costruiva una parodia che, smontando la suspense seriosa dell’action, contemporaneamente ne esaltava il ritmo tamburellante, il movimento centripeto, e rilanciava un franchise al quale nulla di nuovo restava da dire. In “Tomorrowland” questa vorticosità vive invece una contraddizione di fondo – non necessariamente un difetto, sia chiaro. L’eroina è infatti una ragazza-prodigio che non smette mai di interrogarsi su ciò che vede, di cercarne e trovarne le ragioni e che, anche di fronte a un destino che sembra già scritto, resta fiduciosa nel potere della volontà e della ragione umana, capace di cambiare anche l’ineluttabile. Questo elogio dell’homo faber ipsius fortunae sta racchiuso in un film che, d’altro canto, esalta esplicitamente l’incanto incondizionato come valore supremo (e lo fa per bocca di uno scienziato, per giunta). Del resto, per trarne un po’ di divertimento, anche gli spettatori dovranno benevolmente predisporsi a piccole amnesie, dimenticando ciò che si era detto o fatto qualche scena prima e sorvolando senza troppi “ma” sugli innumerevoli passaggi arbitrari e inspiegati che scandiscono le vicende a ogni piè sospinto. Voluta o meno che fosse, questa discrasia tra il principio di autodeterminazione e quello di meraviglia poteva offrire qualche spunto originale o, quantomeno, concludersi in modo appena più interessante del vago, predicatorio e banalissimo inno all'”ottimismo sempre e comunque”, messo in coda come fosse un superpotere. Quello sì, difetto grossolano.

Sul piano puramente visivo e immaginifico “Tomorrowland” si lascia guardare piacevolmente, pur senza brillare come si prevedeva. I guizzi divertenti non si fanno aspettare – la sequenza nel negozio di cianfrusaglie spaziali o la trasformazione della Tour Eiffel in lancia-razzo, tanto per citarne un paio – ma da un esperto creatore di scenari fantastici come Brad Bird era lecito aspettarsi qualcosina in più. Se una certa attinenza tematica con tanto di slittamenti spazio-temporali sembrano quasi volerlo trasfigurare sul finale in “Interstellar” disneyano e fanno riaffiorare il talento parodistico del suo autore (senza però la freschezza e lo smalto de “Gli incredibili”), l’immagine della città del futuro, resa seducente da un esuberante piano sequenza iniziale, rimane in fin dei conti abbastanza piatta sia nella versione florida col traffico svolazzante e un verticalismo sinuoso e tubolare in stile Emirati Arabi, sia nella devastazione post-apocalittica. Allo stesso modo, un cast azzeccato fa perno sull’inossidabile cinegenia di Clooney, a suo agio pure nei panni di un personaggio più ammusonito del solito, senza dare il giusto spazio a un villain del calibro di Hugh Laurie, il cui potenziale resta inespresso.

Insomma, per quanto sincero, l’ennesimo tentativo di riagganciarsi con nuove risorse a un modello di intrattenimento cinematografico classico e genuino – un po’ “Indiana Jones“, un po’ “Back to the Future” – si estingue semplicemente nel già visto. Ha però un merito innegabile: ci ricorda che ogni costruzione fantastica, ogni utopia, ogni agognato ritorno al futuro – tanto se non più dei ritorni al passato – trae origine necessariamente dalla nostalgia.

23/05/2015

Cast e credits

Titolo Originale
Tomorrowland
Distribuzione
Walt Disney
Durata
130'
Produzione
Brad Bird, Damon Lindelof
Sceneggiatura
Brad Bird, Damon Lindelof
Fotografia
Claudio Miranda
Scenografie
Scott Chambliss
Montaggio
Walter Murch
Musiche
Michael Giacchino
Costumi
Jeffrey Kurland

Trama

Tra mille avventure, una ragazza ottimista e sognatrice e uno scienziato scorbutico hanno accesso a un mondo inaccessibile, in un altra dimensione spazio-temporale, Tomorrowland. Da lì dovranno tentare di salvare la Terra e l'umanità da un'imminente catastrofe che sembra inevitabile.
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