Unsane

Unsane


Steven Soderbergh

Thriller | Usa
(2018)

Non scopriamo oggi la prolificità e la poliedricità di Steven Soderbergh, autore a cui l’etichetta di director sta davvero stretta. La compulsiva odissea di “Unsane” ne è l’ennesima testimonianza. Il plot narrativo getta lo sguardo sulla protagonista, Sawyer Valentini (interpretata da una bravissima Claire Foy, già richiestissima all’interno del circuito americano), giovane donna in carriera tormentata da misteriosi demoni del passato. Al cineasta di Atlanta bastano due concetti chiave sui quali costruire un thiller horror apparentemente banale ma in realtà intelligentemente ben costruito, il tema tremendamente attuale dello stalking e (l’ennesima) presa di posizione sulle condizioni del sistema sanitario americano, attraverso il quale “Unsane” si colloca perfettamente all’ultimo tassello di una trilogia che negli ultimi dieci anni ha coinvolto anche “Contagion” ed “Effetti collaterali“.

Partendo da questi due nuclei tematici, Soderbergh, con un ridottissimo budget, avvia di nascosto la produzione con in mano un iPhone 7 al posto della macchina da presa, in modo da ottenere lenti e visuali deformate, una funzionalità necessaria per intraprendere l’ossessivo, depalmiano pedinamento ai danni di Sawyer, nel suo ufficio, tra le strade, nella sua casa. Fino alla cella di isolamento della struttura ospedaliera, dove linguaggio e racconto raggiungono insieme il climax dell’intera opera.

Siamo anni luce distanti da “La truffa dei Logan“. Soderbergh unisce la sperimentazione visiva alla fotografia e al montaggio tipica di Ken Russell, a un gioco sugli stilemi del cinema di genere. La messa in atto di cliché è da questo punto di vista un evidente omaggio al cinema degli scorsi decenni (non a caso “Unsane” ha molteplici riferimenti con il testamento carpenteriano di “The Ward“). Guardando al bicchiere mezzo vuoto, per contro, non può che risentirne immancabilmente l’afflato narrativo.

“Unsane” flirta quindi più con il terrore tecnologico, con le torbide ossessioni, con la psicanalisi e con l’indiscernibilità della propria identità (processo che ricorda molto anche l’Assayas dello scorso anno) che non con il mero entertainment estivo o un thiller mainstream. È un esperimento (anche di marketing) che come tale porta con sé aspetti positivi e altri negativi ma sul quale non si può non riconoscere l’estro di Soderbergh nel plasmare, modellare, giocare col cinema come si fa con la plastilina.

08/07/2018

Cast e credits

Titolo Originale
Unsane
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
97'
Produzione
Extension 765, New Regency Productions
Sceneggiatura
Jonathan Bernstein, James Greer
Fotografia
Steven Soderbergh
Scenografie
April Lasky
Montaggio
Steven Soderbergh
Musiche
Thomas Newman
Costumi
Susan Lyall

Trama

Sawyer Valentini è una giovane donna in carriera che lascia Boston per fuggire dalla minaccia oppressiva di David Strine, uno stalker che la perseguita. Per questo Sawyer vive le relazioni professionali e sentimentali sempre in maniera ansiosa e sospettosa. Per risolvere il suo disagio, la ragazza si rivolge ad una clinica psichiatrica
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