V per Vendetta

V per Vendetta


James McTeigue

Azione, Fantascienza, Thriller | Usa
(2005)

Maschere

Nel film ci sono diverse maschere che si muovono su due livelli diversi. Al primo livello, quello diegetico, assistiamo alle azioni del personaggio principale – V per l’appunto – che si nasconde dietro una maschera per tutto il film, simbolo iconico espresso all’ennesima potenza, im-segno che trascende il personaggio e diventa rappresentazione del Mito (con la M maiuscola) – con una strepitosa interpretazione attoriale di Hugo Weaving basata sulla voce e il gesto, sul segno del corpo e dei suoi movimenti cine(ma)tici –  dell’Eroe che lotta per la libertà in un’Inghilterra sotto una dittatura in un presente/futuro distopico. Ma tutti i personaggi  indossano maschere: quella della vittima oppure del dittatore; quella del persecutore o del manipolatore; dallo stupratore al narcisista ossessivo e così via (con attori tutti all’altezza della dinamica strutturale della narrazione filmica come Natalie Portman, Stephen Rea, John Hurt); perché si assiste a una messa in scena, una danse macabre, della rappresentazione del potere e del controllo dell’uomo sull’uomo basato sull’esercizio della paura. Le maschere al secondo livello, quello extradiegetico invece, sono del regista McTeigue dietro cui si nascondono i fratelli Wachowski (come sceneggiatori e produttori) e si può ben dire che “V per Vendetta” è un loro film tout court per i temi, i personaggi, persino per la messa in quadro (in modo molto esplicito nei combattimenti di V che sembrano degli spin off di “Matrix”). Ma dietro alla maschera dei Wachowski si nasconde il romanzo grafico dell’autore inglese Alan Moore – che però ha disconosciuto il film dei registi americani. Un mise en abyme di maschere, una matrioska iconica, sia al di là sia al di qua dello schermo.

 

Vendette 

V compirà la sua vendetta personale contro i propri carnefici che lo hanno creato e sarà l’artefice della ribellione del popolo contro lo stesso regime. Tra le sequenze più belle di tutto il film ne citiamo due: l’attacco di V alla televisione, strumento di controllo totalitario, e la massa delle persone che affrontano, disarmati, l’esercito a difesa delle istituzioni dittatoriali indossando la stessa maschera di V. Sono entrambe esempi perfetti di messa in scena e utilizzo del montaggio al servizio del tessuto narrativo e del testo cinematografico. V ucciderà uno a uno i rappresentanti degli strumenti del dominio: la televisione, la scienza, la religione, la polizia politica, in una messa in scena a tratti semplicistica e ossessiva, ma sempre efficace e con continui rimandi letterari e cinematografici (dal “Conte di Montecristo” di Dumas a “1984” di Orwell; dal “Fahrenheit 451” di Truffaut alla stessa trilogia di  “Matrix” dei Wachowski).

 

La paura dell’indifferenza

Ma alla base del film c’è anche la paura, vivere nella paura. Una sequenza significativa è la metamorfosi di Evey (Natalie Portman) a cui V farà subire, in una prigione virtuale, quello che lui ha subito nella prigione reale (del testo cinematografico, e attraverso un bellissima idea di sceneggiatura di una storia di una donna incarcerata nella stessa prigione di V per la sua omosessualità) rappresentazione delle torture che milioni di persone subiscono nelle prigioni del mondo. Ma la vera paura rimane l’indifferenza della maggioranza, l’indifferenza delle persone di fronte al male, l’acquiescenza di un popolo che permette il ritorno del Male (senza radici né memoria) come spiega bene Hannah Arendt nel suo “La banalità del male”, dove la distinzione tra realtà e finzione non esiste più. Ma come dice ancora la filosofa tedesca, alla fine, ogni dominio totalitario “racchiude in sé i germi della propria distruzione”. E “V per Vendetta” è un perfetto e riuscito esempio di Cinema dove viene coniugato impegno e spettacolo e della sua forza di penetrazione iconica nella Realtà (la maschera di V dalla realtà filmica è passata nella realtà fisica come simbolo del movimento di hacker politici Anonymous).

01/06/2013

Cast e credits

Titolo Originale
V for Vendetta
Distribuzione
Warner Bros
Durata
120'
Produzione
Andy Wachowski, Grant Hill, Joel Silver, Lana Wachowski, Roberto Malerba
Sceneggiatura
Lana Wachowski, Andy Wachowski
Fotografia
Adrian Biddle
Scenografie
Owen Paterson
Montaggio
Martin Walsh
Musiche
Dario Marianelli
Costumi
Sammy Sheldon

Trama

 

In un’Inghilterra oppressa da una dittatura, la giovane Evey incontra una sera il misterioso V che la salva dalle mani della polizia politica. Inizia così una storia di conoscenza, complicità e contrasto tra i due, con V che mette in atto la sua vendetta contro gli uomini del regime che anni prima lo hanno incarcerato e torturato, fino alla rivolta e al sacrificio finale per rendere libero un popolo e Evey stessa.

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