Red Eye

Red Eye


Wes Craven

Thriller | Usa
(2005)

Misteri della critica americana. Il precedente, imperfetto, ma comunque più riuscito e personale, film di Wes Craven, “Cursed”, è stato stroncato all’unanimità (e ignorato dal pubblico), mentre il nuovo, e più convenzionale, “Red Eye” è stato addirittura elogiato come una delle opere più riuscite dell’intera carriera del regista americano, papà di Freddy Krueger.

L’idea/scommessa alla base di “Red Eye” (cosa significhi il titolo il film non lo dice, però) non è poi così nuova, ed è di stampo hitchcockiano: ambientare un thriller nel medesimo spazio per tutta la sua durata (o in questo caso per tre quarti di pellicola).

Durante un volo notturno diretto a Miami, una ragazza (Rachel McAdams, bellissima quanto anonima) è ricattata dal giovane e astuto killer Jack (sic!) Rippner (Cillian Murphy). Se si rifiuta di aiutare il suo aguzzino nell’assassinio di un noto politico che alloggia nell’albergo da lei diretto, ne eliminerà il padre.

 

Metafora delle paranoie dell’America post undici settembre? Ambiguo gioco del gatto e del topo, in cui i protagonisti per nascondere il loro vero volto, e le proprie intenzioni, non hanno bisogno di una maschera di halloween come il maniaco di “Scream”? Il film non è nulla di tutto questo, purtroppo. Messa in scena pseudo televisiva e piatta, in cui è impossibile riconoscere la mano del regista de “Il Serpente e l’arcobaleno” e “Nightmare”, sceneggiatura prevedibile e con ben poche sorprese (ovviamente nell’ultima parte la protagonista si scoprirà più dura e tenace del killer, e gli darà del filo da torcere), tensione al minimo, dialoghi risibili.

 

Un thrillerino banale e innocuo, quasi la versione ad alta quota, e mal riuscita, di “Collateral” di Michael Mann. Evidentemente Craven fuori dal genere horror ha poche carte da giocare (come già era parso nello scipito melò “La musica del cuore”), o forse è solo il segno di un’impasse creativa che ormai dura da diversi anni (il terzo episodio di “Scream” gridava già vendetta).

 

Degna di nota solamente l’interpretazione di Cillian Murphy (perfetto come psicopatico anche nel recente “Batman Begins”), volto effeminato e ambiguo, è un perfetto assassino dai modi raffinati e dalla battuta cinica, che regala i pochi brividi della pellicola.

28/07/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Red Eye
Distribuzione
Paramount
Durata
85'
Sceneggiatura
Carl Ellsworth
Fotografia
Robert D. Yeoman
Scenografie
Bruce Alan Miller
Montaggio
Patrick Lussier, Stuart Levy
Musiche
Marco Beltrami

Trama

Un thriller in tempo reale, (quasi) tutto ambientato negli ambienti claustrofobici di un aereo di linea: la giovane Lisa viene ricattata dal viscido Jackson Rippner, che tiene in ostaggio il padre di lei: Rippner vuole che Lisa diventi complice nell'omicidio di un noto politico che soggiorna nell'hotel diretto dalla ragazza

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