Scusa, mi piace tuo padre

Scusa, mi piace tuo padre


Julian Farino

Commedia, Drammatico, Romantico | Usa
(2011)

Orange Drive, sobborgo del New Jersey, zona residenziale middle-class dove prendono corpo frustrazioni e insoddisfazioni di due famiglie di amici durante le festività invernali tra il Black Friday e Natale. In un contesto simile l’attrazione “sconveniente” tra David e Nina, 50 anni lui e 24 lei, potrebbe richiamare “American Beauty”, ma questo “The Oranges” non ne condivide le ambizioni e nemmeno lo stesso impatto.

Quando Nina, girovaga e irrequieta, viene lasciata dal suo ragazzo, decide di tornare a casa. La madre tenta subito di accasarla con Toby, figlio della coppia dei loro amici-vicini di casa. Lei però si innamora, ricambiata, di David, il padre di Toby. La relazione scombina gli equilibri di tutti i personaggi: da Vanessa, l’altra figlia di David, voce narrante da sempre invidiosa della coetanea Nina e sul punto di cambiare vita senza trovare il coraggio, alla moglie di David, Catherine, fissata col Natale e le tradizioni, fino ai genitori di Nina.

Addobbi, cori, musiche e clima natalizio, tra tradizioni e ossessioni, fanno da sfondo a una dramedy che il produttore Anthony Bregman sostiene pensata per coloro che sono scettici sui soliti film di Natale. In realtà c’è poco di scandaloso o controcorrente: la vicenda rimane sempre in superficie e il film esita a prendere una direzione decisa. Parla di felicità e soddisfazione personale che tutti i personaggi ricercano ognuno a proprio modo, con l’amore, il lavoro, la beneficenza, ma il tutto rimane irrisolto. Fa compiere un percorso di cambiamento a tutti i componenti delle due famiglie, dopo il quale non si torna indietro, con un processo di presa di consapevolezza diverso per ognuno di loro. Ma nel farlo non approfondisce mai i personaggi, che rimangono appiattiti, senza trovare il giusto spazio e una loro dimensione. Anche i due protagonisti Nina e David finiscono per essere poco convincenti nella loro evoluzione e il loro rapporto si sviluppa in fretta. E quando il film tenta qualche impennata irriverente, sembra qualcuno a una festa che tenta di far ridere gli altri gratuitamente, ma senza riuscirci.

La sceneggiatura, oltre a non approfondire i personaggi, ha una parabola tutto sommato prevedibile e dialoghi insipidi. Come la regia è poco coraggiosa: scalfisce solo la superficie, manca molte occasioni di sfruttare possibili trovate, sia sul versante comico che drammatico. Il britannico Julian Farino mostra tutto il suo background di documentarista e regista televisivo indovinando solo a tratti il giusto spunto e il ritmo adatto alle situazioni. Non c’è critica sociale, nessun riferimento al perbenismo ipocrita se non qualche accenno alle regole che vincolano i rapporti: meno di un buffetto a un neonato.

Un buon cast, che pur avendo trascorso molto tempo insieme per trovare l’affiatamento necessario, non lo rende mai evidente. Tutti danno l’impressione di essere poco convinti. La gossip girl Leighton Meester è quella con in palio la posta più alta cercando un proprio lancio cinematografico dopo il successo televisivo. È già stata ninfetta innamorata di Laurie in un paio di puntate di “Dr. House”, cosa che – spiegano gli stessi attori – ha aiutato a rompere il ghiaccio tra i due, anche se l’intesa non sembra consolidata. Lo stesso Hugh Laurie, artista poliedrico, non esprime al meglio il suo potenziale in nessuno dei due spettri della commedia o del dramma, e la sua sola presenza non basta a sollevare le sorti del film.

Superfluo, infine, qualunque commento al titolo italiano di mocciana memoria.

Piatto e trascurabile, “The Oranges” fatica a trovare il ritmo giusto e funziona solo in poche scene. Per il resto annoia, infastidisce o lascia al massimo indifferenti. Per un film che poggia sui personaggi e sulla loro realizzazione, il loro mancato sviluppo e lo scarso coraggio lo rendono insufficiente e incolore.

08/12/2012

Cast e credits

Titolo Originale
The Oranges
Durata
90'
Produzione
Likely Story, Olympus Pictures
Sceneggiatura
Ian Helfer, Jay Reiss
Fotografia
Steven Fierberg
Scenografie
Dan Davis
Montaggio
Jeffrey M. Werner, Carole Kravetz Aykanian
Musiche
Klaus Badelt, Andrew Raiher
Costumi
David C. Robinson

Trama

I Wallings e gli Ostroffs sono due famiglie di amici che vivono l'una di fronte all'altra in un sobborgo del New Jersey. Nina Ostroffs, viene lasciata dal suo ragazzo a San Francisco, dove si è trasferita, e decide di tornare a casa per il Giorno del Ringraziamento. Sua madre tenta subito di farla avvicinare a Toby Wallings, figlio dei loro dirimpettai. Lei però si innamora, ricambiata, di David, il padre di Toby e Vanessa, nonostante la differenza d'età. La loro relazione scombina gli equilibri delle due famiglie.
Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale

L’amore che rimane
L’amore che rimane

Pálmason si fa cantore della semplicità e mette in scena un'elegia del quotidiano in cui il paesaggio, rispettato e custodito dai personaggi, diventa protagonista e spazio emotivo del racconto