The Artist

The Artist


Michel Hazanavicius

Commedia, Drammatico | Francia
(2011)

In Italia il nome di Michel Hazanavicius non è fra i più conosciuti, anche perché da queste parti i due film con cui ha rilanciato in chiave parodistica la figura dell’agente segreto OSS 117 (illustre contributo della cinematografia francese alla stagione dell’EUROSPY) non hanno certo ottenuto gli stessi consensi che in patria. Le cose dovrebbero cambiare con “The Artist”, il film in bianco e nero, quasi “muto” (senza dialoghi ma con un finissimo lavoro sul sonoro), che ha tenuto in alto i colori francesi all’ultima edizione del festival di Cannes e aperto alla grande la terza edizione di France Odeon, rassegna fiorentina dedicata al meglio della produzione d’oltralpe (manifestazione che ha sostituito la memorabile France Cinema di Aldo Tassone). Si tratta di un gioiellino che è destinato a fare breccia nel cuore di molti amanti del cinema, perché è un’opera tenera e amabile, realizzata con stile, che contiene una smaccata dichiarazione d’amore verso la settima arte.

Ambientato ad Hollywood fra la fine degli anni venti e i primi anni trenta, il film racconta la parabola artistica in parallelo, ma dalle opposte fortune, di due star del grande schermo, nel momento del passaggio cruciale dal cinema muto a quello sonoro. George Valentin è un grande divo, la gente accorre a vedere i suoi lavori. E’ il perfetto protagonista di film d’avventura ma è anche l’eroe romantico per eccellenza: ha la prestanza di un Douglas Fairbanks, i baffetti di Clark Gable, un Jack Russell terrier che sembra quello di William Powell nei film sull’Uomo Ombra e balla bene quanto Gene Kelly. Qualcuno vi ha anche visto delle reminiscenze di Chaplin o Valentino, ma probabilmente Hazanavicius (autore anche del soggetto) avrà pensato in particolare a John Gilbert, divo dei silent films, partner prediletto della Divina Garbo, la cui carriera fu irrimediabilmente stroncata dai talkies (malgrado la partecipazione ad un capolavoro come “La Regina Cristina” di Mamoulian), morto non ancora quarantenne in un periodo non tanto diverso da quello raccontato in “The Artist”. A interpretare questo personaggio c’è Jean Dujardin, già complice di Hazanavicius in diverse occasioni (per lui aveva interpretato anche l’agente segreto creato da Jean Bruce), e che regala al divo immaginario non solo presenza, carisma ed agilità, ma, tramite un lavoro di finezza, soprattutto la psicologia di un attore che non si vuole piegare alla nascente moda dei film parlati, perchè lui non si sente solo una star, ma un artista (appunto!). Come la Norma Desmond dell’immortale “Viale del Tramonto” non ama il sonoro, perché non gli piace il chiacchiericcio, la confusione, tutto ciò che non sembra arte. L’attore si è meritato, è proprio il caso di dirlo, il premio come miglior interprete maschile al Festival di Cannes e c’è da credere che altri allori gli si aggiungeranno presto, se il film brillerà, come si dice, durante la stagione dei premi.

Occhi luminosi, sorriso sbarazzino, gambe saettanti, Bèrènice Bejo (l’attrice franco-argentina nella vita compagna del regista) sembra nata per interpretare Peppy Miller, “la ragazza che amerete amare”. Lei e George si conoscono fortuitamente alla prima di un film e si ritrovano su un set, lui grande star, lei figurante. Il produttore John Goodman (impegnato in una versione bonaria di Harvey Weinstein) la vuole protestare ma il divo George si impunta: la ragazza resta nel film. L’esperienza le porta fortuna e la ballerina in poco tempo si ritrova ad essere “the next best thing”, una “it girl” che non sfigurerebbe in una pellicola di Charlot. Lei rappresenta la novità, un modo nuovo di recitare, che si esprime anche con la voce e senza fare le facce.

Ma Peppy è innamorata di George, tra l’altro marito in crisi con la moglie Penelope Ann Miller (già Edna Purviance nella cinebiografia del 1992 dedicata a Chaplin), perché evidentemente non è facile stare con una grande star, specie con una che non ama parlare…Hazanavicius è abile nel restituirci l’idea che fra i due coniugi le cose non vadano, attraverso la sequenza di una cena che richiama il classico “Tom Jones”, dove però l’alternanza campo-controcampo ci restituisce le immagini di due persone sempre più annoiate e distanti fra di loro. Va male l’amore, va male la carriera; Peppy prova ad aiutarlo, discretamente e devotamente al tempo stesso, ma l’orgoglioso George non riesce ad accettarne l’aiuto, preferendo andare a fondo più che mai. Ma forse non tutto è perduto…col sonoro è nato anche un nuovo genere per il quale le gran doti da ballerino di Valentin sembrano perfette…

Oltre ai titoli già citati, vedendo “The Artist” si pensa a “Cantando sotto la pioggia”, “Fantomas”, “The Jazz Singer” o a “E’ nata una stella” e si ritorna ad un periodo in cui il cinema aveva un grande avvenire davanti a sé e Hollywood sembrava davvero una fabbrica di sogni. Il regista e i suoi collaboratori hanno fatto di tutto per regalarci una ricostruzione coi fiocchi e un film che, almeno formalmente, non sfigura a confronto con molte opere di quegli anni; quindi complimenti al lavoro del direttore della fotografia Schiffman, dello scenografo Laurence Bennett o del costumista Mark Bridges, che ci aiutano a respirare lo spirito del tempo, ben rappresentato anche dalla scelta del formato 1.33:1, quello appunto diffuso ai tempi del muto. Ma forse l’omaggio più gustoso e interessante è quello che viene fatto al cinema di Hitchcock, con le note di Bernard Herrman (dalla “Donna che visse due volte”) che fanno capolino nella colonna sonora, opera di Ludovic Bource (altro fiore all’occhiello del film), e la chiara influenza del maestro del brivido inglese nelle sequenze che maggiormente descrivono la crisi e le angosce che tormentano il protagonista.

Ritmato, elegante, appassionante, “The Artist” ha davvero tutti gli ingredienti per diventare un film amato e per il suo regista, i suoi interpreti (c’è anche un cameo di Malcolm McDowell), il suo cast tecnico rappresenta una scommessa vinta a tutti gli effetti.

Per saperne di più: “The Artist” – Incontro con Michel Hazanavicius

25/10/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The Artist
Distribuzione
Bim
Durata
100'
Produzione
La Petite Reine
Sceneggiatura
Michel Hazanavicius
Fotografia
Guillaume Schiffman
Scenografie
Laurence Bennett
Montaggio
Anne-Sophie Bion
Musiche
Ludovic Bource
Costumi
Mark Bridges

Trama

Il divo del cinema muto George Valentin vede la sua stella tramontare a causa dell'avvento del sonoro. Per Peppy Miller il futuro invece si presenta roseo. Ma il cinema non è la sola cosa che lega questi due...
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