The Bay

The Bay


Barry Levinson

Horror | Usa
(2012)

Jason Blum, fondatore della Blumhouse Production, sta creando un vero e proprio scenario nel sottomondo del cinema horror di questo nuovo millennio. Fiore all’occhiello finanziario della Blumhouse è chiaramente la saga tritura milioni di “Paranormal Activity” che, giunta al suo quarto capitolo (e non ultimo), ha elevato ad un nuovo livello il concetto di pellicola-low-cost-che-sbanca-il-botteghino partendo dall’elementare idea/espediente dell’utilizzo di pochissime cineprese lo-fi sulla scia di “The Blair Witch Project“. Nonostante la scarsa qualità della saga i milioni fatti a palate hanno consentito a Blum di reinvestire in una miriade di altre pellicole a volte molto meritevoli, si pensi ad esempio i recenti “Insidious“, “Sinister” e “Le streghe di Salem” firmato da Rob Zombie. Altre volte decisamente meno meritevoli e arriviamo quindi a parlare di “The Bay”.

Questa volta l’idea di base è quella di virare il found footage movie in un mokumentario, ovvero di creare un finto documentario che racconti gli eventi fittizi accaduti a Claridge (Maryland) il 4 Luglio 2009 attraverso una serie di riprese supposte preesistenti. Il film fallisce sin dal proposito di partenza con una orchestrazione palesemente artefatta da chiarificare immediatamente che l’espediente sul quale l’intero film è costruito non sia altro che un mero pretesto, che da un lato abbatte i costi di produzione e dall’altro semplifica in modo radicale le procedure del lavoro registico. La lapalissiana artificiosità del footage demistifica la finzione in quanto tale disintegrando sin dalle fondamenta ogni ambiguità di fondo. Andando al livello del narrato quella di “The Bay” è una storia eco-horror come se ne narravano tante negli anni 70 (si pensi al “Long Weekend”, 1978, di Eggleston) con una natura che spietata non perdona agli uomini le loro colpe. La storia è ricostruita a posteriori da Donna Thompson (Kether Donohue), quella che all’epoca dei fatti era una studentessa di giornalismo trovatasi casualmente lanciata nel mezzo di una apocalisse imprevista. Il reportage procede collezionando filmati di eterogenea provenienza (cellulari, servizi televisivi, telecamere a circuito chiuso, video familiari, skype…) documentando gli eventi accaduti in quel orrorifico Indipendence Day in un collage di storie individuali tra le quali si salta continuamente in questo film semicorale.

Dietro la cinepresa c’è Barry Levinson, già premio Oscar per “Rain Man – L’uomo della pioggia” e dopo oltre un decennio pellicole sfortunate anche regista a buon mercato, che mostra comunque di saper dire due o tre cose su come si fa un film. Non tutto è infatti da buttare, anzi possiamo dire che dal punto di vista del semplice spavento questa è una delle più efficaci pellicole del recente passato. La tensione è costruita sapientemente dal regista-cinefilo Levinson che orchestra un crescendo di visioni apocalittiche rimaneggiando nelle varie scene suggestioni provenienti dai più disparati continenti del pianeta horror (le citazioni de “Lo squalo” e “Alien” sono le più affascinanti). I vari quadri sono sempre ben diretti e messi in scena, validi ed efficienti nel trovare soluzioni visive che suscitino una variegata gamma di emozioni nello spettatore. Andando dall’angoscia di certe sequenze della cittadina desolata dove l’orrore striscia silenzioso al sanguigno gore sfacciato e morboso di altre i contorni dell’horror sono dipinti con cura e rappresentano il punto di forza di questo “The Bay”.

In conclusione “The Bay” si mostra come una pellicola riuscita solo in parte. Funzionale ed efficiente sul versante dell’orrore, decisamente da rimandare per quel che riguarda l’impianto narrativa finto documentaristico e l’utilizzo dell’espediente del found footage. Tutto sommato una buona prima per Levinson nel mondo dell’horror, ma sul versante delle ecocatastrofi resta decisamente migliore il recente “Contagion” di Soderbergh.

07/06/2013

Cast e credits

Titolo Originale
The Bay
Durata
88'
Produzione
Barry Levinson, Jason Blum, Oren Peli
Sceneggiatura
Michael Wallach
Fotografia
Josh Nussbaum
Montaggio
Aaron Yanes
Musiche
Marcelo Zarvos

Trama

Una ecominaccia terrorizza e devasta una tranquilla cittadina americana.
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