The Good Shepherd – L’ombra del potere

The Good Shepherd – L’ombra del potere


Robert De Niro

Thriller | Usa
(2006)

“The Good Shepherd – L’ombra del potere” è la storia romanzata della CIA nell’arco di 25 anni, dai ’40 ai ’60.

Edward Wilson (Matt Damon) è uno studente dell’Università di Yale; la sua brillante intelligenza, la vicinanza col suo professore di poesia, un vecchio tedesco di sospette simpatie naziste e, soprattutto, il suo perfetto profilo WASP lo mettono in contatto con la fratria “Skull and Bones”, l’oscura organizzazione segreta su cui neanche G.W.Bush, affiliato anche lui, ha voluto/potuto dire niente di più preciso quando era Presidente.

 Edward si lancia nel mondo adulto che gli procura da subito un lavoro e una moglie, Margaret (Angelina Jolie), sorella del suo nuovo miglior amico. Quanto al lavoro, si tratta di mettere su un servizio di Intelligence nel teatro di guerra nazista, l’OSS, che alla fine del conflitto diventerà la CIA nella versione 1.0, quella che sarà implicata nel pasticciaccio del tentato putsch anticastrista presso la Baia dei Porci e, per questo motivo, riformata pesantemente.

Edward fa carriera, una sorta di kafkiano contabile della Ragion di Stato, spesso in conflitto con la ragione tout court; quando si trova di fronte la scelta più difficile, che mette in pericolo la sua stessa famiglia, prende la sua decisione.

Seconda incursione di Robert De Niro dietro la cinepresa, dopo l’esordio con “Bronx” (1999).

Si tratta di un soggetto molto sentito dal grande attore che ne aveva preannunciato almeno due sequel non ancora prodotti e che difficilmente lo saranno adesso, dopo l’uscita di “J. Edgar” di Clint Eastwood.

Il film, di una fotografia funerea sullo stile di “C’era una volta in America“, condivide con il capolavoro di Sergio Leone anche la struttura analettica, giocata su tre piani spazio-temporali e a incastro (Germania 1940, Cuba 1961, Washington nei mentre e subito dopo) e la solitudine profonda del protagonista, oggi Matt Damon e ieri proprio Robert De Niro-Noodles.

Le analogie si fermano qui, tenuto anche presente che “The Good Shepherd” è una spy-story, con tutto il canone degli sportelli di macchina che sbattono a ripetizione, gli inseguimenti, i dialoghi banali entro cui si veicolano le direttive più delicate e crudeli e tante nervose sigarette che si accendono e spengono a ripetizione.

Il carisma di de Niro permette alla storia una buona amalgama dei suoi tanti attori di primo piano: dai già citati Matt Damon e Angelina Jolie, ad un sorprendente e atletico William Hurt e uno straordinario John Turturro che veste i panni di Ray Brocco, sottufficiale dell’Esercito Americano e braccio destro di Damon. Una citazione a parte per Alec Baldwin, ex sex-symbol appesantito dalla trippa, dal paltò e dal cancro ai polmoni, unica vittima di tutto il fumare compulsivo del film.

Lo stesso de Niro si è ritagliato una particina di raccordo, il generale Sullivan, un vecchio mangiato “pezzo dopo pezzo” dal diabete e ispirato al fondatore dell’OSS e primo capo della CIA, William Donovan.

Immancabile il cameo del mafioso italiano implicato in un qualche modo, via Miami, con la questione cubana. Naturalmente, lo interpreta Joe Pesci che, fuor di logica, gratuitamente, chiede qual è l’essenza del popolo americano a Damon che gli risponde che “loro” (negri, irlandesi, italiani…) negli USA sono solo in visita e ribattendo il concetto un filino razzista della supremazia bianca, anglosassone e protestante, quella del “buon pastore” insomma. Una risposta simile venne anche recitata in “Casinò” (M. Scorsese, 1995) e proprio a De Niro-Asso: “Voi qui siete ospiti e ve lo dimenticate”, riferito alla miniera d’oro di Las Vegas.

De Niro, insomma, ci ha messo un po’ di tutto in questo film gradevole e a tratti velleitario: l’identità americana, il peso hegeliano della Ragion di Stato e la lotta contro il mondo e contro se stessi di tutti gli antieroi che ha spesso interpretato.

Il risultato è un buon pasticcio, nutriente, ipercalorico e che ti rimane un po’ sullo stomaco.

06/01/2012

Cast e credits

Titolo Originale
The Good Shepherd
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
167'
Produzione
Universal Pictures - Morgan Creek Productions - Tribeca Productions - American Zoetrope
Sceneggiatura
Eric Roth
Fotografia
Robert Richardson
Scenografie
Gretchen Rau – Leslie E. Rollins – Alyssa Winter
Montaggio
Tariq Anwar
Musiche
James Horner
Costumi
Ann Roth

Trama

Edward Wilson è un patriota che conosce il significato e il valore della parola segretezza, e che ha fatto della discrezione la sua ragione di vita, dopo una tragica e privilegiata infanzia. In virtù della sua intelligenza, della sua reputazione immacolata e della sua incrollabile fiducia nei valori fondanti dell'America, Wilson diventa il candidato ideale ad una carriera nel mondo dello spionaggio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il giovane idealista viene assunto presso l'Ufficio Servizi Strategici (OSS), antesignano della CIA, una decisione che cambierà per sempre il corso della sua vita e modificherà la configurazione geopolitica del mondo fino ai giorni nostri. Essendo uno dei fondatori della CIA, e lavorando nel cuore dell'organizzazione dove la doppiezza è una dote fondamentale e dove nulla è quello che sembra, l'idealismo di Wilson verrà lentamente eroso dalla sua natura sempre più sospettosa che rispecchia un mondo che sta per entrare nella decennale paranoia della Guerra Fredda.
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