Violeta Parra Went to Heaven

Violeta Parra Went to Heaven


Andrés Wood

Biografico | Cile
(2011)

La vera storia di Violeta Parra, cantante, musicista, poetessa, pittrice cilena. Le origini, il successo, la morte di un’anima inquieta, caotica, produttiva, tormentata. Una pellicola accorata, intima come una confidenza sussurrata.

L’infanzia col padre insegnate, musicista, alcolista, giocatore d’azzardo che alla sua morte non aveva lasciato alla figlia altro che una chitarra. Un oggetto prezioso che la piccola Violeta imparò a suonare lungo le strade polverose racimolando degli spiccioli per mantenere i numerosi fratelli. Poi il cammino lungo tutto il paese per raccogliere testimonianze del folklore cileno, delle tradizioni, la cultura, i suoni e i canti popolari dei quali si fece carico e ripropose nella sua polimorfica arte. Il successo. I matrimoni, i figli, una vita nel naufragio del sentimento, dell’amore, del dolore. Il tour europeo, l’esposizione dei suoi lavori al Louvre e infine l’amore della vita col giovane antropologo Gilbert Favre. Intenso amore. Folle amore. Poi di nuovo in patria con la carpa de la Reina a Santiago e la depressione, nera e densa. Profonda. Il tragico epilogo.

La vita esterna e la vita interna di Violeta viene raccontata dal regista Andres Wood, che oltre a testimoniare la vivacità di questa stagione cinematografica in terra cilena (ricordiamo su tutti i lavori di Pablo Larrain “Tony Manero“, “Post Mortem” e il più recente “No – I giorni dell’arcobaleno“) affonda le mani nella tradizione artistica del suo paese arrivando al cuore della figura centrale della tradizione popolare del paese sudamericano. Lo stile registico di Woods, attraverso uno sforzo mimetico, si aggroviglia secondo l’idea d’arte della stessa Parra: “Sedetevi al piano e distruggete la metrica. Gridate invece di cantare. Soffiate nella chitarra e pizzicate la tromba. Odiate la matematica ed amate il caos. La creatività è un uccello senza alcun piano di volo, non volerà mai in linea retta“. E così la pellicola si attorciglia su se stessa procedendo quasi per intervalla insaniae tra salti temporali e una virtuosa narrazione ellittica che gira su se stessa attorno quel vuoto pieno di lacrime e sangue che è la vita stessa.

Tratto dal romanzo biografico “Violeta se fue a los cielos” scritto da Angel Parra, il figlio della cantante cilena, la pellicola di Wood ritrae la Parra come donna più che moderna, “primitiva” – come sottolinea lei stessa in un’intervista televisiva -, come una donna più che umana cogliendola nell’inverno del suo animo con la stessa delicatezza della voce della cantante. Una voce che si fa eco delle sofferenze dell’umanità tutta, una voce popolare, mitica quasi provenisse dall’antro di una caverna preistorica. Una voce contro l’ingiustizia sociale e contro la sopraffazione. Una voce che si modula attraverso i toni dell’esistenza e come resaca restituisce l’intensità del vissuto con ricchezza di immagini, con travolgente carica ipnotica. Una voce che veicola la vita stessa, l’illusione della felicità, il destino di solitudine, l’intensità dell’amore.

Pellicola vincitrice del Sundance Film Festival 2012 “Violeta Parra” stupisce continuamente e sotto numerosi aspetti, la recitazione affilata come un rasoio della protagonista Francisca Gavilàn che ha imparato a cantare e suonare (sotto la guida del figlio della Parra) per la pellicola, la regia di Woods che sembra filtrare la vita della Parra con un fascio di luce attraverso un prisma di cristallo che ne moltiplica e sfaccetta la monolitica superficie storica in una molteplicità di volti umani e intensi. Impossibile non ricordare anche la fotografia di Miguel Ioann. E la musica di Violeta Parra (Volver a los 17, Run Run se fue pa l’norte, Maldigo del alto cielo sono solo alcune delle numerose meraviglie musicali della Parra che accompagnano la pellicola).

Film biografico intenso e struggente “Violeta Parra” è una di quelle perle cinematografiche che passano sotto il silenzio della stampa, lontano dalle luci dei riflettori più importanti. Ma è al contempo uno di quei rari film che riescono a penetrare profondamente nello spettatore che si apre alla pellicola, alla sua storia di autentica e umana fragilità, al suo modo di narrare, alla sua lieve pesantezza. Pellicola più che consigliata, necessaria per uno spirito sempre assetato di umanità.

08/07/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Violeta se fue a los cielos
Durata
110'
Sceneggiatura
Eliseo Altunaga
Fotografia
Miguel Ioann Littin Menz
Montaggio
Andrea Chignoli
Musiche
Violeta Parra

Trama

La vera storia di Violeta Parra, cantante, pittrice, scultrice, poetessa, musicista cilena
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