CAST & CREDITS

cast:
Carey Mulligan, Peter Sarsgaard, Alfred Molina, Rosamund Pike, Olivia Williams

regia:
Lone Scherfig

distribuzione:
Sony Pictures Classics

durata:
95'

produzione:
BBC Films

sceneggiatura:
Nick Hornby

fotografia:
John de Borman

scenografie:
Andrew McAlpine

montaggio:
Barney Pilling

costumi:
Odile Dicks-Mireaux

musiche:
Paul Englishby

An Education | Recensione | Ondacinema

An Education

di Lone Scherfig

drammatico, romantico, Gran Bretagna (2009)

di Davide De Lucca

Voto: 6.5
Nel 1961 Londra è ancora immersa nelle brumose foschie postbelliche e della guerra fredda, deve ancora diventare la swinging London dei Beatles e dei capelli a caschetto, e la rivoluzione sessuale e lisergica arriveranno solo qualche anno dopo. Jenny (Carey Mulligan), 16 anni, è bella e intelligente, con di fronte un promettente avvenire universitario; ma vive nei sobborghi in un'atmosfera dove ogni cosa la annoia (la famiglia, la scuola, gli amici). Sogna Parigi, i night club, grandi concerti di musica classica, ambienti bohémien colti e raffinati, e di diventare tutto quello che non è bourgeois. Quando in un giorno di pioggia conosce David (Peter Sarsgaard), un uomo adulto, ricco, sofisticato e affascinante, la sua vita cambia radicalmente e si trova improvvisamente a vivere quella realtà che sognava.
 
La sceneggiatura è firmata da Nick Hornby e, diciamolo subito, è la cosa più notevole del film. Si basa sulle memorie sentimentali della giornalista Lynn Barber. Hornby rivisita alcuni temi ricorrenti nei suoi lavori di scrittore: le difficoltà dell'adolescenza e del diventare adulti, la presa di responsabilità, il rapporto tra genitori e figli, la vita delle periferie (e ovviamente c'è anche la musica, ma rimane in secondo piano), abbandonando gli aspetti più ironici e corrosivi del suo stile per un'impronta più romantica. L'istruzione a cui fa riferimento il titolo, quindi, non è soltanto l'ossessione del padre di Jenny (un ottimo Alfred Molina) che vuole vedere la figlia ad Oxford (non in nome della cultura, ma perché abbia un futuro "per bene"), ma è anche l'educazione sentimentale, la conoscenza dell'amore (dolce e amaro), del sesso, e per esteso della vita nel momento in cui i sogni si confrontano con la realtà e si entra (dolorosamente) nell'età adulta.
 
L'atmosfera grigia dei sobborghi londinesi e la mentalità piccolo-borghese dell'epoca si contrappongono alla romantica Parigi e alla mondanità raffinata dei salotti bene, delle gallerie d'arte, delle sale da concerto, dei cinodromi e dei night club. I personaggi sono tutti ben delineati: dalle dinamiche di coppia dei genitori vecchio stampo di Jenny ritratti con bonaria ironia (la madre abituata a sopportare il marito, e il padre un po' ottuso che vuole un futuro per la figlia a qualunque costo), alla sofisticata vita condotta (non senza ombre) da David e i suoi amici, di chi si arrangia per emergere. E soprattutto c'è Jenny, affascinata da tutto il mondo di cui David le spalanca le porte, ma che per viverci viene messa di fronte a se stessa, alle proprie responsabilità, a dover distinguere quel che è giusto da quel che è sbagliato, a dover capire cosa sacrificare e cosa no. E per farlo passa attraverso un'ambivalente perdita dell'innocenza: del corpo e dello spirito. In tutto questo le si propongono due modelli di figure femminili: Miss Stubbs (Olivia Williams), la propria insegnante, intelligente e coerente, uscita brillantemente da Cambridge, ma dal look insignificante e dalla vita monotona, e Helen (Rosamund Pike), svampita e insipida, ma elegante e alla moda. 
 
Peccato per la regia della danese Lone Scherfig (al suo attivo una serie di lavori televisivi - e si sentono), che si trova tra le mani un potenziale narrativo di spessore, e lo riduce a una messa in scena un po' piatta, sia nelle scelte stilistiche molto scolastiche e di maniera, che nella direzione degli attori. Forse un regista britannico si sarebbe trovato più a suo agio con un soggetto simile. Peter Sarsgaard appare quindi un po' troppo piacione e ruffiano coi suoi modi da garbato gentleman, però Carey Mulligan (23 anni durante le riprese) approfitta piuttosto bene della ribalta offertale anche se, suo malgrado, si ritrova conciata alla Audrey Hepburn (forse per una similitudine del salto di classe alla "Sabrina" - che però fa un po' storcere il naso).
 
Film piacevole e apprezzabile per le diverse chiavi di lettura sul mestiere di crescere, fare scelte tra il dovere il piacere, e imparare l'amore (se davvero mai si impara). Temi affrontati con intelligenza e senza malizia da Hornby, soprattutto evitando facili banalità che durante il film si aspettano sempre dietro l'angolo, ma che la regia impedisce di diventare qualcosa di più ampio respiro.