CAST & CREDITS

cast:
Benoît Poelvoorde, Chiara Mastroianni, Nadine Labaki, Roschdy Zem, Peter Coyote

regia:
Xavier Beauvois

distribuzione:
Arches Film

durata:
114'

produzione:
Why not production, Wild Bunch

sceneggiatura:
Etienne Comar

fotografia:
Caroline Champetier

montaggio:
Marie-Julie Maille

La rançon de la gloire | Recensione | Ondacinema

La rançon de la gloire

di Xavier Beauvois

commedia, Francia/Belgio/Svizzera (2014)

di Alessandro Corda

Voto: 7.0
Xavier Beauvois è passato due volte dal concorso di Venezia (con "Selon Matthieu" nel 2000 e con "Le Petit Lieutenant" nel 2005) senza mai ottenere alcun riconoscimento. Solo Cannes nel 2010 premiò "Uomini di Dio" con il Gran premio. Questa volta Beauvois torna con "La Raçon de la Gloire" (Il prezzo della gloria) e porta in concorso una commedia, genere piuttosto raro in una selezione ufficiale. Non manca un fondo amaro in quanto l'ambientazione è quella della povera gente, stranieri in terra straniera alla ricerca di una collocazione sociale che possa dare loro anche una sicurezza per il domani. Al di là di questo sfondo di disagio, la commedia è però raccontata con toni candidi e favolistici (con un'impronta molto vicina ad Aki Kaurismaki).

Ginevra fine anni 70, Eddy (Benoit Poelvoorde) esce di galera per un reato che non verrà mai spiegato e viene accolto da Osman (Roschdy Zem) che lo ospita a casa sua a patto di badare a sua figlia Samira finchè la madre starà in ospedale per un'operazione all'anca. Tra Eddy e la bambina si instaura da subito un rapporto di affetto e gioco, lui l'aiuta con il francese e la porta a giocare fuori o al Luna Park. Arriva Natale con la sua atmosfera di festa che vorrebbe ogni famiglia felice e spensierata, mentre i due amici non hanno soldi e si devono misurare con alcune spese in arrivo. La notte di quel Natale del 1977 muore Charlie Chaplin e viene seppellito a pochi chilometri da Ginevra. A Eddy viene un'idea folle e disperata: trafugare la salma del grande Maestro e chiedere un adeguato riscatto agli eredi.

Ispirato a un fatto di cronaca (la salma di Chaplin fu davvero trafugata dal cimitero di Corsier sur Vevey e per il suo ritrovamento fu chiesto un riscatto di 600.000 dollari americani), il film racconta la storia di due uomini che hanno una visione della vita diametralmente diversa: Osman è un serio padre di famiglia che lavora e ripete continuamente alla figlia che il suo futuro sarà quello che potrà e non quello che vorrà a causa delle ristrettezze economiche, Eddy invece vive alla giornata e vede la vita come un grande gioco.

La scommessa di Beauvois è proprio quella di raccontare questa vicenda coi toni chapliniani di una favola moderna dove prevale il candore dei personaggi. Le loro azioni che sconfinano nell'illegalità hanno un nobile scopo e, pur sbagliando, non potranno che meritarsi un bel happy end come nei più grandi successi del regista inglese. La recitazione di Poelvoorde, molto fisica, inventa gag da cinema muto (come quella dell'antenna della televisione) e la regia di Beauvois esalta questa visone "chapliniana" con riprese quasi sempre fisse e frontali.

Il risultato è tutt'altro che scontato: un film che si fa volere bene proprio per questa semplicità lontana da qualsiasi intellettualismo. Il tutto è impreziosito da una serie di comprimari ben caratterizzati e in parte (come il personaggio di Peter Coyote) e da una colonna sonora trionfale e squillante che si diverte ad arrangiare le musiche de "Il monello" e "Luci della ribalta".
Il finale con l'apparizione del circo (Chiara Mastroianni) è la conferma che la visione della vita gioiosa e spensierata di Eddy ha avuto la meglio.