Lunedì mattina

Lunedì mattina


Otar Iosseliani

Commedia, Drammatico | Francia
(2001)

Sulla parete di una chiesetta di campagna prende forma, con la lenta implacabilità che è propria del destino, un affresco raffigurante san Giorgio nell’atto di colpire il drago. Ma il curato è inquieto: il dipinto gli sembra “non ortodosso”, e il cavaliere vi appare come un aguzzino, più che come un salvatore. La replica del pittore è glaciale: il santo era un uomo crudele, che ha privato una dama dell’animaletto cui ella era affezionata.

Metafora trasparente: il drago sta per la gioia di vivere che l’uomo sperimenta finché non arriva il Dovere a ristabilire un ordine che non è salvezza, ma vuota disciplina, mera castrazione. Alla fine della settimana ci illudiamo di essere liberi, ma ogni lunedì mattina ci riporta alla realtà, e la sigaretta, minuscola fiamma prodotta dal draghetto in cui ci trasformiamo per un paio di giorni, deve essere spenta. Non serve fuggire: il ritorno alla “normalità” può essere procrastinato, non eluso.

Unico rimedio, provvisorio, a tale condanna: la finzione, una parentesi rigeneratrice. Ma Iosseliani, attento ad evitare ogni parvenza di vacua retorica, non concede nulla (o quasi) alla Grande Arte, preferendo concentrarsi su forme minime, anche meschine, di rappresentazione menzognera.

In una città come Venezia il regista non si sofferma su chiese o monumenti, ma su una figura di nobile decaduto: la scena, con un dialogo sapientemente vacuo e millimetrici movimenti di macchina, costruisce un’atmosfera di mascherata patetica e sterile, ma infinitamente bella da vedere e da ascoltare. E da proiettare, come fanno i ragazzi con la diapositiva che ripropone il tema dell’affresco sacro.

Come i suoi personaggi, il regista ama ciò che è “inutile” e rigorosamente simulato: ad esempio, la scena in cui Vincent viene pestato da un gruppo di teppisti è costruita in modo che la parte più violenta dell’azione sia celata agli sguardi del pubblico da un portone accuratamente chiuso. Il protagonista è trasportato all’interno dagli avversari e, poco dopo, torna in strada, sanguinante e con la giacca strappata: il tutto in una sola inquadratura, nella quale l’edificio diviene palese quinta teatrale.

Come il “suo” marchese veneziano, il regista si diverte a radunare indizi, invenzioni, scherzi geniali e imprevedibili, non di rado carichi di un’ironia sublime. Magnifico il caso delle tre signore che “vegliano” il padre di Vincent e, a un certo punto, giocano con un gomitolo di lana: davvero terribili, come Parche.

(in collaborazione con Gli Spietati)

11/04/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Lundi Matin
Distribuzione
Mikado
Durata
120'
Produzione
Mestiere Cinema, Mikado Cinema, Pierre Grise Productions
Sceneggiatura
Otar Iosseliani
Fotografia
William Lubtchansky
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