Il sole

Il sole


Aleksandr Sokurov

Biografico, Storico | Francia, Italia, Russia, Svizzera
(2005)

“Il Sole” è l’ultimo atto della trilogia che Sokurov ha dedicato ai potenti del XX secolo.

“Moloch”/Hitler, “Toro”/Lenin, “Il Sole”/Hirohito.

In ognuno di essi l’autore indica un personale disfacimento ai danni del potente di turno: intimo e quasi inconsapevole quello di un Hitler ridotto a marionetta da Eva Braun, mortale quello di un Lenin che si spegne consumato dalla sua malattia, politico e meditato quello dell’ Imperatore Hirohito (interpretato da uno strepitoso Issey Ogata, in patria anche famoso comico, da ammirare preferibilmente in edizione originale).

“Il Sole” è una sorta di summa di questa trilogia.

L’opera parte con azioni in “moviola” attraverso stanze infinite e corridoi claustrofobici, accompagnata da un suggestivo tappeto sonoro, le atmosfere sono visionarie e come in “Arca Russa” si percepisce un’aria da “operetta fantascientifica” e contiene, come nei due film precedenti, gesti di una quotidianità che sa essere banale (il cioccolato ricevuto in regalo), alternativamente interessante (gli studi di biologia marina), privatamente emozionante (le foto di famiglia, la lettera scritta al figlio) o toccare tutti gli elementi citati con tocco paradossale (guardare un album di foto di attori americani).

Ma stavolta lo squallore quotidiano non corrisponde ad uno sguardo grottesco puntato direttamente sul protagonista (pur fisicamente e in qualche movimento accostabile allo Charlot di Charlie Chaplin): sono semmai gli uomini della servitù ad ottenere effetti a tratti divertenti, e sono gli americani a possedere un certo grado di stupidità, generale McArthur compreso (chiari i riferimenti all’oggi). In questo senso il regista, a differenza di Hitler e Lenin, guarda il suo protagonista con rispetto (per non dire ammirazione), denota un’umanità che emerge di scena in scena (il Divino Imperatore dice al suo assistente: “il mio corpo è uguale al tuo, non c’è niente che possa essere Dio”) e che si fa addirittura toccante (“nessuno mi ama tranne mia moglie e i miei primogeniti”). Sokurov adopera una fotografia “fumosa” dai toni bianchi, ci situa in una zona sacra e potente che quasi mette paura, e sa bene di cosa parla.

Ma non è interessato soltanto alla Storia e al peso del Potere: più che mai in quest’occasione emerge un grande ritratto d’uomo che si scopre nient’affatto a suo agio nei panni di un qualcuno a cui non crede. L’atto che compie via radio, il 1° gennaio del 1946 – per la prima volta “umano tra gli umani” – salva milioni di giapponesi suoi sudditi pronti a morire, ma è assieme purificazione personale e denuncia da parte di Sokuorv alla stupidità dei potenti di ieri e di oggi.

I discendenti della dea sole Amaterasu si fermano a 124, i giapponesi ancora in guerra sono salvi, Hirohito può cominciare la propria vita. Ma l’ultima immagine parla chiaro: la Seconda Guerra Mondiale finisce, ma il mondo contemporaneo continua a bruciare tra fuochi e fiamme.

Un cinema da brividi.

04/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Solntse
Distribuzione
Istituto Luce
Durata
110'
Produzione
Andrei Sigle, Igor Kalenov, Marco Muller
Sceneggiatura
Jurij Arabov
Fotografia
Aleksandr Sokurov

Trama

Giappone occupato post-seconda guerra mondiale. I retroscena delle giornate dell’Imperatore Hiroito che precedono il suo definitivo discorso sulla dichiarazione di resa degli Alleati e la rinuncia al suo stato divino.
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