Le regole dell’attrazione

Le regole dell’attrazione


Roger Avary

Drammatico | Germania, Usa
(2002)

College, feste, prima volta, masturbazioni, fellatio, genitori che “son peggio dei figli”, facce spaccate. Gli ingredienti per condire un fritto misto sulla scia dei maiali di “American Pie” e derivati ci sono tutti. Forse, addirittura dopo la visione si comprendono i motivi che hanno spinto gli incapaci distributori a conservare nel cassetto, per ben due anni, questo prodotto di Roger Avary dagli occhi dell’ incapace pubblico italiano. A chi può interessare un simile film nel nostro paese? A chi sono destinate le difficili ed intraducibili pagine di Bret Easton Ellis tradotte in immagini?

Basti partire dal “trattamento italiano” riservato al film: nei titoli di testa Avary diventa Avery (!) e più sequenze vengono tagliate o tagliuzzate, per evitare il divieto ai minori di 18 anni.

Ecco il punto: distribuzione e critica incolta hanno realmente provato a spacciare “Le regole dell’attrazione” per uno dei tanti prodotti del filone adolescenziale destinato ad un gruppo di ragazzini di bocca buona. Calcoli falliti evidentemente: il successo di pubblico non è mai arrivato.

Visione difficile dunque, per un film destinato a “pochi intimi”. Ma chi non demorde può ricevere una piacevolissima sorpresa ed amare “Le regole dell’attrazione”, operetta che si pone a matà strada tra Altman e Tarantino (ricordiamo che Avary è co-sceneggiatore di “Pulp Fiction“), divertente ed antipatica che qua e là rasenta il detestabile, e in ogni caso sgradevole.

Tra le altre cose non tutti i personaggi sono perfettamente delineati e sono comunque descritti in maniera calcolata, con un che di freddezza. Ma qui viene il bello: quest’ultima fa guadagnare punti al film, piuttosto che esserne il proprio limite, così come i personaggi volutamente stereotipati (la vergine, il gay, il belloccio, le mamme stupide) giocano con il contenitore per modellare il contenuto.

Avary studia e calcola, certo, ma lo fa con fantasia, adottando uno stile pop che si ciba di abusi tecnici (e sessuali) che accelerano, compongono, riavvolgono, scompongono, avvolgono, ricompongono i pochi pezzi restanti. Dissemina indizi sfocati e mascherati, semina tutto ciò che può impastando i protagonisti di calore, colore e rumore, forse ingannandoli di un bene che non può esserci nei confronti di una gioventù ridotta in manichini che differiscono solo per capelli, muscoli e gusti sessuali.

Il cerchio si chiude con un nulla di fatto o forse è soltanto un ritorno a ciò che è giusto che sia. Con delle definitive regole che sprigionano un vuoto ineluttabile che nemmeno un suicidio in vasca da bagno può risaltare.

Ricco di scene cult, “Le regole dell’attrazione” è dedicato agli adolescenti che vomitano la propria età.

07/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
The Rules Of Attraction
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
110'
Produzione
Greg Shapiro
Sceneggiatura
Roger Avary
Fotografia
Robert Brinkmann

Trama

Anni ’80. Girandola di giovani benestanti in un college americano: droghe, sesso, sbornie ed incapacità di amare.
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