Pa-ra-da

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Marco Pontecorvo

Drammatico | Francia, Italia, Romania
(2008)
Accolto a Venezia da applausi scroscianti, arriva in sala il film che vede il debutto alla regia, a quarantadue anni, del figlio del grande Gillo Pontecorvo. Il soggetto è di quelli che fanno discutere: un clown francese di origine algerina (il credibile Jalil Lespert), orfano di padre e nomade di indole, decide di dedicare la propria esistenza al recupero dei “boskettari”, i bambini rumeni che dormono in giacigli improvvisati all’interno della rete fognaria. Con il suo volontarismo idealista, si mette contro la polizia e la mafia locale, cui rischia di sottrarre la manovalanza.

Nel parlare di una società in forte ripresa economica, l’autore sceglie quindi di descrivere gli esclusi da tale sviluppo (senza progresso, direbbe Pasolini), costretti a vivere di espedienti, prostituzione compresa. Tale scelta potrebbe essere foriera di critiche, specie da destra; rappresenta tuttavia, a sua volta, una critica al canonico punto di vista occidentale, che è anche quello iniziale del protagonista, sulla storia e l’attualità dei Paesi dell’est, considerati redenti dalle proprietà taumaturgiche dell’economia di mercato e dall’ingresso nell’Unione Europea.

Il regista inoltre si cala nella vicenda con la giusta crudezza, adattando una sceneggiatura (sempre sua, in collaborazione con Roberto Tiraboschi) piuttosto lineare, per quanto problematica, che evidenzia l’opportunismo delle istituzioni (l’ambasciata francese) e persino delle organizzazioni umanitarie, interessate più alla salvaguardia dei loro progetti in quanto tali che alla crescita e all’emancipazione dei loro assistiti. Accuse coraggiose, per un film che rischiava di scivolare nel buonismo.

Se si azzarda un paragone con il cinema di Gillo Pontecorvo, il figlio Marco ne riprende le tematiche sociali e l’attenzione per la politica estera, ma ne differisce nello stile. Non più un cinema spettacolare, popolare e relativamente convenzionale, realizzato al fine di raggiungere un pubblico il più vasto possibile, bensì una regia con ambizioni autoriali. Ma è proprio qui che, purtroppo, il film delude, almeno in parte. I rapidi e grossolanamente nervosi movimenti di macchina, a unire i primi piani dei personaggi, potevano essere efficaci per immergersi in quei torbidi bassifondi, ma denunciano scarsa personalità e finiscono con l’aggiungere confusione alla narrazione. Inoltre, malgrado la volontà di non edulcorare nulla, talvolta vengono a galla il patetico ed il retorico, specie nella seconda parte dell’opera, che conta almeno tre scene fortemente drammatiche.

La passione civile è dunque ammirevole, la commozione sgorga spesso in maniera autentica, ma il risultato, apprezzabile per un’opera prima, non convince del tutto, per quanto sia prevedibile un certo successo di critica.

17/09/2008

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
100'
Produzione
Panorama Films
Sceneggiatura
Marco Pontecorvo, Roberto Tiraboschi
Fotografia
Vincenzo Carpineta
Montaggio
Alessio Doglione
Musiche
Andrea Guerra

Trama

Un clown franco-algerino cerca di recuperare alla vita civile i bambini rumeni emarginati
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