Tiffany e i tre briganti

Tiffany e i tre briganti


Hayo Freitag

Animazione | Germania
(2007)

Oggetto smarrito il “c’era una volta”, base che di quello che era il portone di ingresso per accedere alla gran parte dei film d’animazione possibili

Ma con l’avvento e l’avanzare della tecnologia la fiaba su pellicola (e non solo?) è diventata, man mano, un oggetto in via d’estinzione. Eccetto i notevoli risultati di Michel Ocelot o – perché no – alcune riuscite pagine d’animazione del nostro Enzo D’Alò, il cinema tridimensionale ha sostituito il soffice piacere del disegno artigianale: il che non equivale ad una decadenza del genere (anzi!), ma è un dato di fatto che lascia però un vago senso di nostalgia per i tempi che furono.

Jean Thomas (Tomi) Ungerer, francese di lingua tedesca, è, tra i moderni, uno dei più importanti illustratori e scrittori di libri per l’infanzia (nonché celebrato autore satirico), che gli hanno fruttato il Premio Andersen, una sorta di Premio Nobel dei libri per bambini.

Anche a causa della brevità della fiaba “I tre briganti” (pubblicata nel 1960 e tradotta in 18 lingue), Ungerer, è da sempre apparso scettico sulla cessione dei diritti a lui appartenenti (insieme alla casa editrice Diogenes Verlag), ma si è ricreduto con gli anni, anche grazie all’ottimo rapporto instaurato con il produttore cinematografico Stephan Schesch. Pare, che dopo la visione del primo montaggio, lo scrittore sia arrivato ad emozionarsi.

Nonostante alcune pause (durata del film: 75 minuti) “Tiffany e i tre briganti” è un film riuscito. Dichiaratamente destinato ad un pubblico di bambini, rischia curiosamente di deludere quest’ultimi, ormai assuefatti da un ritmo adrenalinico e ultratecnologico qui del tutto assente.

Si comincia con dei titoli di testa spiritosi, con la voce off di Tiffany che rassicura gli spettatori che tutto ciò che vedranno sarà soltanto finzione. Ma sia la sequenza del cimitero iniziale sia le minacciose musiche waitsiane si divertono a contraddire le parole da poco udite.

La narrazione prosegue semplice e lineare e tirando le somme i messaggi sull’amicizia, l’importanza di una sana fanciullezza e la suddivisione di buoni e cattivi risultano immediati e ovvi.

Interessanti sono soprattutto gli effetti cromatici: dai colori pastello si riescono ad ottenere dei giochi di luce, che lasciano sorpresi quando il sole brilla sulla natura che di volta in volta modifica le proprie tonalità dorate.

La regia di Hayo Freitag si concede pochi lussi, ma è curiosa nella sua carrellata iniziale che segue la carrozza a distanza, tra alberi e animali dei boschi, o quando si situa di fronte all’abitazione dei briganti, ponendoci davanti ad un’azione che riprende più porzioni della caverna costringendoci ad una visuale complessa ed articolata, tra l’altro moltiplicata quando si affaccia nelle stanze dell’orfanotrofio.

Un film che è una buona ricetta di immediata tenerezza, giustamente chiusa con un trionfale e rassicurante tripudio di torte in faccia.

13/11/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Die Drei Räuber
Distribuzione
Bim
Durata
75'
Produzione
Animation X, Medianfonds GFP II KG, X Filme Creative Pool GmbH, X Verleih AG
Sceneggiatura
Hayo Freitag, Bettine von Borries, Achim von Borries
Scenografie
Hayo Freitag
Montaggio
Sascha Wolff-Täger, Lars Jordan
Musiche
Kenneth Pattengale

Trama

L'orfanella Tiffany è diretta in carrozza in orfanotrofio, lugubre luogo dove la Cattiva Maestra costringe altri piccoli orfani alla schiavitù. Impaurita da questa prospettiva, la piccola incontra sulla strada tre briganti e, fingendosi figlia di un ricco uomo, quasi li costringe a farsi rapire per un riscatto. La convivenza metterà in discussione la cattiveria dei tre briganti
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