Killshot

Killshot


John Madden

Thriller | Usa
(2008)

Il meccanismo della caccia all’uomo, con la precarietà della coppia perseguitata, continuamente stimolata dall’inesorabile metodicità del malvivente che li insegue, si alterna a digressioni prettamente esistenziali, monopolizzate dal senso di colpa di Blackbird o dalla speranza del marito di riallacciare il rapporto con la moglie, a cui spetta il compito di costruire il clima psicologico ma anche di illuminare lo spettatore sulle origini di un simile scenario. Esistenze in cerca di riscatto ma costrette a fare i conti con le scelte di un destino che, come sempre in queste storie, decide per conto suo, e rafforza l’idea di un percorso esistenziale scritto in anticipo e difficilmente controvertibile: dalla pallottola che ha ucciso il fratello all’incontro con il teppistello che cerca di derubarlo, e persino nell’incrocio casuale con i due futuri testimoni, tutto il percorso del protagonista è segnato da una volontà più grande di lui che lo costringe a lottare per una felicità chiaramente provvisoria.

Confezionato con mestiere da John Madden, che si avvale di un supporto tecnico (ottima la fotografia di Dechanel) ed attoriale di tutto rispetto, “Killshot” è carente soprattutto sotto il profilo emozionale, non riuscendo mai a prendere le distanze dalla perfezione della sua messinscena e senza sfruttare le potenzialità di una fonte letteraria ricca di sfumature ed ambiguità. Da parte sua il divo americano continua sulla scia delle scelte precedenti, con un interpretazione legata ad un espressività fortemente condizionata dalle intemperanze del passato, e che costringe il suo killer ad esprimersi attraverso il trucco posticcio del viso ed il taglio dei capelli, (raccolti in una treccia, a ricordarne le origini mezzosangue), e con una mimica evidentemente limitata, espressione tutta fisica di quella laconicità che da sempre accompagna la storia cinematografica dell’attore: ammiratori della prima ora e felici della sua resurrezione, ne auspichiamo l’impiego in opere di maggiore complessità.

12/08/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Killshot
Distribuzione
01 Distribuzione
Durata
84'
Produzione
MGM, The Weinstein Company
Sceneggiatura
Hossein Amini (sceneggiatura) Elmore Leonard (autore del romanzo)
Fotografia
Caleb Deschanel
Scenografie
Steven Essam
Montaggio
Mick Audsley, Lisa Gunning
Musiche
Klaus Badelt
Costumi
Beth Pasternak

Trama

Dall’omonimo romanzo di Elmor Leonard, una storia criminale con un killer della mafia (Black bird interpretato da Mickey Rourke) tormentato dal ricordo del fratello involontariamente ucciso, e costretto ad eliminare le persone che lo possano collegare all’omicidio di un vecchio boss. Un giovane sbandato reclutato quasi per caso e due coniugi (Thomas Jane e Diane Lane, quest’ultima ancora in un film con Rourke dopo il lontano e meraviglioso “Rumblefish” di FF Coppola) coinvolti in un programma di protezione testimoni per incastrare il pericoloso malvivente, completano il quadro di una vicenda che, dopo una premessa ambientata in una metropoli minacciosa e senza colori, si sposta quasi subito in una provincia resa più amara dal paesaggio invernale e dagli echi di una colonizzazione che sopravvive della locale comunità indiana, a cui il protagonista appartiene
Wildwood – I segreti del bosco proibito
Wildwood – I segreti del bosco proibito

Il ritorno di Laika dopo sette anni non poteva essere più ambizioso: "Wildwood" di Travis Knight è una maestosa cavalcata attraverso l'immaginario coming of age fantasy contemporaneo, titanica dimostrazione delle capacità della stop motion e dichiarazione d'amore all'animazione tutta

Fatherland
Fatherland

Pawlikowski continua la sua ricerca formale improntata al rigore, con un distacco che stavolta ha anche rilevanza tematica ma sempre al limite con il vuoto esercizio stilistico. Un breve racconto di fantasmi che contiene il conflitto il più possibile, solo per sgonfiarsi ma riuscendo in ultima istanza a darsi un senso nel finale, rinunciando al suo gioco cervellotico

Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale

La città dei vivi
La città dei vivi

Sin dall'anteprima a Venezia 83, l'adattamento di Edoardo Gabriellini de "La città de vivi" ha convinto e non convinto, tra la scelta di lasciare fuori campo il taglio da truecrime, e un sacco di idee interessanti su cui il regista livornese punta non sempre con la stessa convinzione