G.I. Joe – La nascita dei Cobra

G.I. Joe – La nascita dei Cobra


Stephen Sommers

Azione | Usa
(2009)
Che Hollywood fosse sostanzialmente una fabbrica di grossi giocattoloni si sapeva, ma oggi questa regola rischia di ripetersi all’inverso. Dopo i robot “Transformers“, traslati sullo schermo da Michael Bay, con esiti commerciali stupefacenti, è il turno dei celeberrimi “G.I. Joe”, prima action figures negli anni ’70, rispolverati poi una decina d’anni dopo, con enorme successo, grazie al cartoon “G.I. Joe: A Real American Hero”, cui seguì pure una serie a fumetti edita dalla Marvel. Molto amati dai più piccoli, ma spesso contestati per i presunti messaggi bellicisti che propagandavano (per i Joe la soluzione migliore è la guerra), i soldatini della Hasbro arrivano sul grande schermo sotto la direzione di Stephen Sommers, esperto in barraconate come “La mummia” e “Van Helsing”, forti di un budget superiore ai 170 milioni di dollari.

 

A conti fatti si tratta di una costosa e innocua sciocchezza, girata nemmeno tanto bene, di certo però, meno indigeribile di altre cose viste di recente. “G.I. Joe – La nascita dei Cobra” è un blockbuster conscio della sua natura puerile, che non si nasconde dietro fasulle introspezioni psicologiche o ambigui sottotesti politico-guerrafondai. E’ un baraccone tutto azione ed effetti speciali (quelli in digitale abbastanza mediocri, ma tanto conta la quantità più della qualità) che non si prende sul serio nemmeno un secondo. Scenografie assurde e magniloquenti (il covo del cattivo, un’immensa struttura situata sotto il polo nord!) che riportano alla mente i lavori di Ken Adam per i primi 007 con Connery, l’arsenale di armi iper tecnologico utilizzato dai buoni (inguainati in tute alla “Iron Man“), la carnevalesca galleria di cattivi. Sommers azzecca pure una sequenza, quella dell’adrenalinico inseguimento per le strade di Parigi, con conseguente crollo della Tour Eifel (inizia ad essere piuttosto inquietante la tranquillità con cui gli americani si divertono a distruggere monumenti storici in giro per il mondo), che sa coniugare alla perfezione ritmo e ironia.

Poco altro da aggiungere: il plot verte attorno alla battaglia tra i “G.I. Joe” e i temibili Cobra, che vogliono destabilizzare l’ordine mondiale utilizzando una micidiale arma chimica. In mezzo ai quattro (ripetitivi) combattimenti, tra le due fazioni, vengono pennellate con conscia superficialità e concisione le psicologie dei personaggi principali. Poco conta il cast di buon nome (un punto abbastanza basso in particolare per il giovane Joseph Gordon-Levitt nel ruolo del “mad doctor” di turno, costretto in un mascherone alla “Darth Fener”), i protagonisti restano figurine bidimensionali. L’unica che riesce a mescolare con classe ironia, glamour e intensità è Sienna Miller, killer redenta, davvero ammaliante nella tutina attillata della Baronessa.

 

Siamo pronti a scommettere che i prossimi ad essere riesumati dall’oblio saranno “He-Man” e i “Power Rangers”.

14/09/2009

Cast e credits

Titolo Originale
G.I. Joe: The Rise of Cobra
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
118'
Sceneggiatura
Stuart Beattie, David Elliot, Paul Lovett
Fotografia
Mitchell Amundsen
Scenografie
Ed Verreaux
Montaggio
Jim May, Bob Ducsay
Musiche
Alan Silvestri
Costumi
Ellen Mirojnick
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