Tris di donne & abiti nuziali

Tris di donne & abiti nuziali


Vincenzo Terracciano

Drammatico | Italia
(2009)

Dopo la visione di questo film la mia mente ha istintivamente riecheggiato le note di una canzone del grande Piero Ciampi. Quel “giocatore” che, tra una puntata e l’altra, esortava “merda!”, sintagma alquanto significativo che accomuna molti scommettitori d’azzardo. Non è facile essere un giocatore. Bisogna essere disposti a perdere ogni minimo briciolo di dignità, bisogna accettare le pessime figure nei momenti economici più difficili, ma soprattutto, dopo aver maledetto te stesso, sapere di dover fare i conti con le persone che ti vogliono bene. È un “lavoro” difficile a stretto contatto con l’egoismo e l’autodistruzione, e la cosa più sbagliata che una persona può fare in questi casi è appunto quella di essere legato ad altre persone. Proprio come la canzone di Ciampi, la sensazione è quella di un atmosfera spoglia, nuda. E non solo a causa dei soldi che sono stati scagliati via pochi minuti fa.

“Tris di donne & abiti nuziali” non è ne la prima, ne l’ultima pellicola italiana mirata alla droga del gioco. Se Pupi Avati sottolineava nel suo “Regalo di Natale” il tema dell’amicizia (tradita), Terracciano pone dinnanzi ai nostri occhi la problematica vita privata di Franco Campanella, i suoi diversi approcci umani con i membri della sua famiglia. Amato dalla colta e giudiziosa Luisa in procinto di diventare sposa ma fortemente contrastato dal carattere avverso di Giovanni (l’altro figlio), la situazione più difficile la vive però la moglie di Franco, Josephine (un ottima Martina Gedeck, che aveva già lavorato insieme a Castellitto in “Ricette d’amore” nel 2001) moglie sfinita dalle intemperanze del marito ma che dimostra avere grande speranza, nonostante tutto (“Sei un povero disgraziato, ma nella vita non bisogna mai arrendersi ed io con te non mi sono ancora arresa”). Sin dai titoli di testa la vivace musica di Nicola Piovani sembra condurre lo spettatore in un dramma velato da continue folate ironiche (il buffo inseguimento tra un orologiaio e Franco, le sequenze che vedono una vogliosa pasticcera alla continua ricerca del personaggio interpretato da Castellitto) e la scelta è anche buona, perché aggiungono una genuina intelligenza al piano narrativo, soprattutto in un tema drammatico e sicuramente non facile come lo è il gioco d’azzardo. Piuttosto scricchiolante invece la sceneggiatura dello stesso regista e di Laura Sabatino, che più volte cade nel ridicolo come nella sequenza piuttosto pleonastica della Gedeck in chiesa o come quella che vede un’improbabile famiglia decidere di puntare tutta la sua potenzialità economica su una partita a carte giocata dal figlio. Sicuramente non descritta al meglio la figura del professionista di poker Vittorio (Paolo Calabresi), che pure nell’importanza della storia, avrebbe forse meritato una maggiore figurazione a tutto tondo. In compenso, Castellitto e tutta la troupe sfoderano tutta la maestria necessaria all’interpretazione dei personaggi, soprattutto nell’ affrontare l’affascinante linguaggio napoletano, che regala la giusta atmosfera nostrana al film. Il finale, piuttosto prevedibile e pedagogico, permette allo spettatore di alimentare un’impronta nerissima sulle conseguenze ed i rischi prodotti da una vita dedita al gioco. Franco è il sacrificato, colui che porta il messaggio e poi se ne va, trafitto da un proiettile di cui non sentiamo neanche il rumore. Ma forse le carte non contano. Ciò che rimane del film sono solo le parole di Luisa e di Camillo Sbarbaro: “Padre, se anche tu non fossi il mio padre, se anche fossi a me estraneo, per te stesso egualmente t’amerei”.

Presentato nella sezione Orizzonti alla 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nel 2009.

27/09/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Tris di donne & abiti nuziali
Distribuzione
01 Distribution
Durata
100'
Produzione
Camaleo, Kubla Khan, Rai Cinema
Sceneggiatura
Vincenzo Terracciano, Laura Sabatino
Fotografia
Fabio Cianchetti
Scenografie
Battani & De Marino
Montaggio
Marco Spoletini
Musiche
Nicola Piovani
Costumi
Maurizio Millenotti

Trama

Franco Campanella è un pensionato e padre di famiglia, ma soprattutto è un giocatore d'azzardo. La sua vita (e quella dei suoi cari) comincerà a traballare sempre di più in concomitanza della vigilia del matrimonio della figlia più grande, Luisa
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