Hitparzut X (Naomi)

Hitparzut X (Naomi)


Eitan Tzur

Drammatico | Israele
(2010)
Il titolo orginale fa riferimento a un fenomeno astronomico, un’esplosione cosmica che coinvolge una stella vecchia e una più giovane, suggestione che evidentemente ha una forte ricaduta sulla trama. Il film probabilmente verrà distribuito col titolo di “Naomi”, e ci auguriamo trovi giusto rilievo. E Naomi (Melanie Peres) è appunto il nome della giovane e avvenente moglie di Ilan (Yossi Pollak), noto professore di astrofisica in un istituto di Haifa, di mezza età, pacato, ma sospettoso, che scopre di essere tradito. La sua reazione è inaspettata e violenta, e genera una catena di eventi quasi incontrollabili. “Quasi” perché il caso si mescola alle azioni dell’uomo e degli uomini, complotta allo stesso tempo con e contro di loro.
Film di matrice letteraria, tratto dall’omonimo romanzo di Edna Mazia, anche sceneggiatrice, che si regge sicuramente e solidamente sul racconto, pur pagando leggermente la verbosità e alcuni tempi morti. Al di là di questo, è una metafora riuscita sull’amore e sul sacrificio, la gelosia e il tradimento, il delitto e il rimorso, il caso, le azioni e le conseguenze – tanto che potrebbe piacere ad Allen. Fino a che punto ci si può spingere per amore? Si può commettere un delitto, restare impuniti e convivere col rimorso? Si può arrivare a pagare per qualcun’altro?
Ci sono anche la tradizione e le radici ebraiche, ma soprattutto il rapporto madre-figlio prima ancora che marito-moglie, incarnate dal personaggio della madre di Ilan, con la sua protezione a tutti i costi ed espiazione delle carenze passate. Ilan, uomo di scienza, si trova a combattere col sentimento della gelosia, con un grande amore per una donna più giovane della quale non è sicuro; opera in modo sistematico per avere delle risposte, ma la sua reazione violenta e incontrollata è quasi animalesca, estrema, contraddittoria, sorprendente, e per porvi rimedio necessita dell’aiuto materno, in quello che è un rapporto conflittuale e complesso. C’è una forte idea di circolarità, riappaiono oggetti, personaggi, situazioni, in una giostra di eventi, incidenti e coincidenze dove la sorte risulta beffarda e benevola allo stesso tempo. Ilan ragiona freddamente per salvarsi e allo stesso tempo l’istinto sembra guidarlo verso la ricerca della penitenza. Lo sfondo è quello di un paesaggio freddo e grigio, periferie di auto vecchie e case arredate con uno stile un po’ retrò.
Peccato per una fotografia un po’ slavata, che comunque non intacca l’atmosfera tesa del film esaltata da un’ottima colonna sonora di musica da camera. Regia asciutta per Eitan Tzur (all’esordio con alle spalle molte serie tv), dialoghi riusciti, spesso ironici (e che in alcuni punti sarebbe stato divertente spingere ulteriormente sul versante dello humor nero, in sintonia coi toni del film stesso), e un cast perfettamente funzionale al racconto.
Presentato a Venezia 67 nella sezione della Settimana internazionale della critica.

05/09/2010

Cast e credits

Durata
90'
Produzione
EZ Films, July August Productions
Sceneggiatura
Edna Mazia
Fotografia
Shai Goldman
Montaggio
Boaz Leon

Trama

Ilan professore di scienze, scopre di essere tradito dalla giovane e attraente moglie Noemi. La sua reazione violenta e inattesa genera una serie di conseguenze che dovrà affrontare 
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