Séraphine

Séraphine


Martin Provost

Biografico, Drammatico, Guerra | Belgio, Francia, Germania
(2008)

Sette César vinti non sono pochi; si tratta infatti dei premi nazionali di una cinematografia – quella francese – che non teme rivali quanto a qualità media delle pellicole prodotte. Non potrebbe esserci, forse, lancio migliore per un film di valore, quale effettivamente è questo “Séraphine”, per quanto da noi arrivi con colpevole ritardo – se è vero che la protagonista, dal trionfo ottenuto due anni fa, ha già interpretato una dozzina di ruoli in altrettanti film – e sia distribuito, ma non è certo una novità, in maniera del tutto inadeguata.

L’opus numero tre di Martin Provost è al contempo un ambizioso romanzo storico per immagini e una tenue favola con un finale in bilico tra il lieto e il tragico. Il regista sa raccontare, e sviluppa la vicenda evitando facili artifici retorici quali dialoghi a presa sicura, insistiti momenti melò, confusione dei piani temporali. La storia della servetta pittrice si svolge per blocchi narrativi, separati dai grandi traumi collettivi degli anni dieci e venti del Novecento (Prima guerra mondiale, Grande depressione) cui seguono le relative ellissi che interrompono l’emancipazione artistica e sociale della nostra eroina allontanandola dal suo pigmalione e mecenate tedesco (dunque nemico, per i francesi dell’epoca). La tenuta drammatica complessiva, non disprezzabile, è a onor del vero neppure impeccabile.

Ma il percorso di Séraphine ha anche un che di disneyano: la sua condizione di “cenerentola”; l’antagonismo dei padroni, insensibili all’arte e chiusi alle modernità in maniera eccessivamente esplicita; il destino irrimediabilmente avverso.

Più adulta e riuscita la riflessione sull’atipica religiosità della donna, non priva di accenti panteistici; un filo grossolane le corrispondenze individuate tra uomo e natura, fonte di ispirazione se la si contempla, di quiete se vi ci si immerge. Gli sceneggiatori sono comunque attenti a non lasciarle per strada e riscattano tali schematicità con un’ultima sequenza in campo lungo, ammirevole per poesia e pudore.

Non convince del tutto l’osannata Yolande Moreau, talvolta davvero intensa, altrove un po’ fasulla, forse più adatta al comico-grottesco di un “Louise-Michel”. Discorso diverso per le musiche per archi di Michael Galasso: tese, vibranti, essenziali.

22/10/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Séraphine
Distribuzione
Onemovie Entartainment
Durata
125'
Produzione
TS Productions
Sceneggiatura
Martin Provost, Marc Abdelnour
Fotografia
Laurent Brunet
Scenografie
Thierry François
Montaggio
Ludo Troch
Musiche
Michael Galasso
Costumi
Madeline Fontaine

Trama

La storia della vita di Séraphine Louis, diventa celebre come Séraphine de Senlis, umile governante agli inizi del Novecento e artista "spontanea", con una grande e non educata predisposizione alla pittura, il cui lavoro venne scoperto per caso dal critico d'arte e mecenate Wilhelm Uhde
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