Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani

Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani


Zack Snyder

Animazione | Australia, Usa
(2010)
Zack Snyder, nonostante la (per ora) esigua carriera cinematografica, ha già ampiamente fatto parlare di sé (tant’è che gli hanno affidato il nuovo “Superman”).

Da molti criticato per la sua scelta di non “reinterpretare”, bensì copiare inquadratura per inquadratura, le graphic novel da cui ha tratto “300” e “Watchmen” (da un certo punto di vista il pensiero è anche condivisibile), è pur sempre un regista che, con poche ma mirate pellicole, ha finora dimostrato d’aver una sua personale cifra stilistica (cosa che, peraltro, aveva palesato nel suo passato di regista pubblicitario e di videoclip).

Fautore dichiarato della CG, con “Il regno di Ga’Hoole” Snyder ha abbandonato gli attori in carne ed ossa per creare una storia tutta “cartoon”, il cui livello di dettaglio appare a tratti sublime. In attesa di vedere la sua esposizione “totale” nei confronti del pubblico (“Sucker Punch” in uscita nel 2011 l’ha anche sceneggiato), “Il regno di Ga’Hoole” regalerà ai suoi fan un’ora e mezza – risicata – di epico intrattenimento.

Destinato principalmente ai bambini (non ne consiglierei la visione, comunque, ai più piccolini per via di certe scene), “Ga’Hoole” non manca di emozionare anche gli adulti più “sognatori”. La trama, seppur scontata, è decisamente ben oliata e alle scene movimentate allaccia bei momenti di pathos. Il tocco di Snyder (che non rinuncia ai suoi ralenty estremi a velocità variabile) è forte ma un encomio lo merita sicuramente tutto il reparto degli effetti speciali: più di un’inquadratura lascia il segno.

 

Insomma, questo film piacerà a molti. I bimbi più grandicelli in primis si godranno le bellissime immagini, i momenti divertenti, l’epica avventurosa della lotta del Bene contro il Male e pure quella sana tensione non “caricata” negli sprazzi darkeggianti.

Gli adulti, quelli che sentiranno il bisogno di guardarlo con occhio più smaliziato (per tutti coloro che non reprimono il bimbo che è in noi, vale quanto già detto), ne apprezzeranno gli aspetti della lotta per la sopravvivenza, del coraggio e della voglia di vincere. Si crogioleranno sapendo che, in fondo, un po’ di ottimismo non fa male.

Soprattutto se ben architettato come questo film.

10/11/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Legend of the Guardians: The Owls of Ga'Hoole‎
Distribuzione
Warner Bros.
Durata
87'
Produzione
Animal Logic, Village Roadshow Pictures, Warner Bros. Pictures
Sceneggiatura
John Orloff, John Collee
Scenografie
Simon Whiteley
Montaggio
David Burrows
Musiche
David Hirschfelder

Trama

Basato sulla saga di Kathryn Lasky e Richard Cowdry. Storia di Soren, barbagianni orfano che viene rapito e indottrinato dai malvagi gufi della St. Aegolius Academy. Assieme ad altri giovani orfani come lui riesce però a scappare e approda sull'isola di Ga'Hoole, dove vecchi saggi addestrano i gufi a fronteggiare la malvagia St. Aegolius Academy.
Fatherland
Fatherland

Pawlikowski continua la sua ricerca formale improntata al rigore, con un distacco che stavolta ha anche rilevanza tematica ma sempre al limite con il vuoto esercizio stilistico. Un breve racconto di fantasmi che contiene il conflitto il più possibile, solo per sgonfiarsi ma riuscendo in ultima istanza a darsi un senso nel finale, rinunciando al suo gioco cervellotico

Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale

La città dei vivi
La città dei vivi

Sin dall'anteprima a Venezia 83, l'adattamento di Edoardo Gabriellini de "La città de vivi" ha convinto e non convinto, tra la scelta di lasciare fuori campo il taglio da truecrime, e un sacco di idee interessanti su cui il regista livornese punta non sempre con la stessa convinzione

L’Estranea
L’Estranea

Dopo “La valle dei sorrisi” Paolo Strippoli continua a esplorare la possibilità di contaminazione delle forme del cinema operando uno scatto in avanti rispetto alla capacità di sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico. La suggestione visiva prevale sul disegno d’insieme ma le ambizioni rimangono intatte. Ottima la prova degli interpreti su cui svettano Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi