Una notte da leoni 3

Una notte da leoni 3


Todd Phillips

Commedia | Usa
(2013)
Anche la saga dei “leoni” giunge a conclusione. Ma più che un ruggito è un miagolio. Abbandonata definitivamente ogni velleità sociologica che possa aiutare ad inquadrare il Paese di oggi (la fuga verso la trasgressione -Las Vegas o Bangkok cambia poco- come valvola di sfogo da un’esistenza conformata e borghese) la serie diretta da Todd Phillips evita saggiamente (o no?) di replicare la struttura catastrofica-mistery “a ritroso” dei primi due capitoli, e, soprattutto, cala vistosamente il livello di volgarità (visiva più che verbale), che nella “Parte II” aveva alzato in maniera preoccupante l’asticella di “quello che è consentito mostrare” nell’ambito del cinema demenziale, puntando verso un meccanismo da noir “on the road” che rischia di scontentare i fan dei film precedenti (e, difatti in patria, gli incassi si sono dimezzati).

La buona notizia è che, per fortuna, “Una notte da leoni 3” non è l’ennesimo pallido remake fotocopia del capostipite. Quella cattiva è che si ride, e si graffia, molto meno. Quando il boss malavitoso Marshall (un John Goodman in modalità Coen) prende in ostaggio il “solito” Doug, il branco composto dallo sprezzante Phil), il timoroso dentista Stu, e lo svitato bipolare Alan (ormai promosso al rango di protagonista assoluto) è costretto a mettersi alla ricerca del criminale -loro vecchia conoscenza- Mr. Chow, che ha sottratto a Marshall un bottino di ben ventun milioni di dollari. Tra Tijuana e Las Vegas (di nuovo!) l’impresa non sarà facile. Toni, apparentemente, incupiti, più azione e sequenze rocambolesche, e il tentativo di conferire spessore psicologico ai protagonisti, a partire dall’Alan di Zach Galifianakis, che per la prima volta è “obbligato” ad una sorta di cammino di crescita e maturazione, non sono sufficienti a garantire il finale “epico” promesso dal regista, limitando i momenti davvero divertenti ad un pugno di occasioni (l’iniziale incidente causato dalla giraffa, tra effettacci splatter e catastrofismo alla John Landis, l’incursione notturna al Caesar Palace) e offrendo al pubblico un contentino post titoli di coda, in cui i protagonisti sono alle prese con i postumi di un’altra disastrosa festa.

Se la sceneggiatura dello stesso regista e Craig Mazin zoppica tra provocazioni innocue e prevedibilità, a salvare il film dal disastro è la simpatia, innegabile, dei tre interpreti, coadiuvati da una nutrita schiera di bravi caratteristi (il già citato Goodman, la ritrovata ex-escort Heather Graham, Melissa McCharthy, Jeffrey Tambor) purtroppo troppo poco sfruttati, a favore dell’insopportabile Ken Jeong-Chow, che sta in scena più di tutti gli altri, e di cui la produzione minaccia già un temibile spin off.

E così una saga inaugurata all’insegna dell’originalità e della provocazione, si chiude in maniera stanca e docile, come consuetudine nel cinema mainstream americano dell’ultima decade.

30/05/2013

Cast e credits

Titolo Originale
The Hangover Part III
Distribuzione
Warner Bros Italia
Durata
100'
Sceneggiatura
Todd Phillips, Craig Mazin
Fotografia
Lawrence Sher
Scenografie
Maher Ahmad
Montaggio
Debra Neil-Fisher, Jeff Groth
Musiche
Christophe Beck
Costumi
Louise Mingenbach

Trama

Per liberare l'amico preso in ostaggio da un potente boss della malavita, i tre "leoni" sono costretti a tornare nell'amata-odiata Las Vegas e rintracciare il viscido Mr. Chow
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