Somnia

Somnia


Mike Flanagan

Horror | Usa
(2016)

La tematica dell’elaborazione del lutto pare essere diventata un refrain in una certa produzione cinematografica contemporanea, che sfrutta il genere thriller-horror per indagare i meccanismi di rimozione della psiche umana e che punta sul perturbamento e sul terrore generato dal riemergere del rimosso: un rimosso rielaborato dall’inconscio e rigurgitato sotto forma di nevrosi, ansie e soprattutto incubi.

Non c’è dubbio sul fatto che in ciò il primato spetti, negli ultimi anni, a Jennifer Kent e al suo “Babadook“, ma l’esordio della registra australiana non rimane un caso isolato e sono almeno due i film di quest’annata cinematografica che è legittimo inserire in tale filone: “The Boy” e quest’ultimo “Somnia”.

E se il primo dei due ha rappresentato (pur nella sua tiepida mediocrità) un piccolo passo avanti nella carriera di William Brent Bell, l’ultima fatica di Mike Flanagan è invece un grosso passo indietro rispetto al suo precedente “Oculus“, che era stato accolto come un prodotto più che discreto, e potrebbe rappresentare il preoccupante sintomo di una precoce perdita di ispirazione per il regista di Salem.

“Before I Wake”, questo il titolo originale della pellicola, racconta la storia di Cody: ragazzino brillante e ben educato, adottato da una giovane coppia rimasta sola dopo la tragica morte del figlio. Ma la tanto ambita felicità familiare dovrà fare i conti con l’involontaria capacità di Cody di dar vita ai propri sogni: se infatti inizialmente prevalgono le farfalle colorate e i bei ricordi, presto arriveranno anche i peggiori incubi.

Le prime avvisaglie di sterilità e di aridità nell’ideazione di un materiale nuovo si avvertono già su un piano prettamente tecnico:

Se da un lato è lodevole l’utilizzo di un montaggio che rifiuta i ritmi serrati tipici del genere, prediligendo invece l’utilizzo di piccoli piani-sequenza, sul piano della narrazione il film è indiscutibilmente troppo lento. La parte iniziale, dedicata alla caratterizzazione dei personaggi, occupa una spazio preminente all’interno del racconto, togliendo respiro e spazio allo sviluppo e costringendo una conclusione frettolosa oltre che alquanto scontata.

Ma il difetto principale, che intacca le fondamenta stesse su cui è costruita l’opera, è situato a livello di scrittura, ovvero là dove si cade nell’errore di assegnare un volto e un corpo all’incubo, di mostrarlo allo spettatore nella sua fisicità, vanificando in tal modo ogni possibilità di preservare l’inquietudine e contraddicendo il principio stesso su cui il film si basa, secondo cui l’incubo scompare quando lo si conosce.

Ciò che mina alla radice il lavoro di Flanagan è l’incapacità di rendersi conto che la natura dell’inquietudine poggia proprio sull’impossibilità di razionalizzarla, ovvero sull’invincibilità di un’ente impalpabile e inconsistente, che scompare del tutto qualora lo si materializzi e lo si disponga alla com-prensione della ragione (ad esempio fornendone un’immagine).

A quest’incapacità di intimorire, dovuta a questo minamento del carattere inconscio dell’incubo, si rimedia con facili trucchi ormai venuti a noia, che non richiedono abilità tecniche né doti intellettuali e che assicurano spaventi immediati, ma alla lunga fastidiosi e che sicuramente non aggiungono nulla alla sostanza e alla credibilità del prodotto finito.

Si potrebbe ritenere lapalissiano il giudizio secondo cui, in un presente in cui l’effetto speciale ci ha abituati a gradi di realismo sempre maggiori e dove risulta insufficiente l’utilizzo della verosimiglianza quale generatore di incredulità e di spavento, il cinema horror debba puntare sempre più sul non-mostrato e sull’irrazionalizzabile per poter colpire il pubblico.

Tuttavia visti i continui errori in questo senso che anche registi promettenti finiscono col commettere, ci pare bene ribadire questo principio un’altra volta ancora.

28/05/2016

Cast e credits

Titolo Originale
Before I Wake
Distribuzione
Koch Media
Durata
97'
Produzione
Demarest Films, Intrepid Pictures, MICA Entertainment
Sceneggiatura
Mike Flanagan, Jeff Howard
Fotografia
Michael Fimognari
Scenografie
Patricio M. Farrell
Montaggio
Mike Flanagan
Musiche
Danny Elfman, The Newton Brothers

Trama

Dopo la tragica morte del loro figlio, Jessie e Mark adottano Cody: un educato bambino che sembra poter ridare alla coppia la felicità perduta. Ma i disturbi del sonno e l'innata capacità del ragazzino di rendere reali i sogni renderanno presto traumatica e pericolosa la vita famigliare.
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