The Nice Guys

The Nice Guys


Shane Black

Giallo | Usa
(2016)

Qualcuno dia una ridimensionata a Shane Black. Classe 1961, aria da intellettuale un po’ svagato, il regista statunitense è, con “The Nice Guys”, alla sua terza regia, dopo una carriera, che definire onorevole è un eufemismo, a sfornare sceneggiature di successo nel campo del cinema action, a partire da “Arma letale”. Il suo esordio dietro la macchina da presa, risalente ormai a più di un decennio fa, aveva provocato scroscianti applausi da larga parte della critica internazionale. Pareva, infatti, che “Kiss Kiss Bang Bang” fosse un clamoroso ritorno della black comedy e del buddy movie, tutto concentrato in un unico lungometraggio. Commedia nera e accoppiata virile sono due elementi cari al Black autore di script per altri e riproposti dunque anche in versione regista. E sono gli stessi che ritroviamo ora in “The Nice Guys”.

Un investigatore privato e un detective dai modi molto spiccioli uniscono le loro forze per risolvere due casi contemporaneamente che, manco a dirlo, nasconderanno molti punti di contatto e riveleranno per i due protagonisti la possibilità di lavorare all’indagine “del secolo”. Il giovane e stravagante investigatore ha le sembianze di Ryan Gosling e il rude e corpulento detective quelle di Russell Crowe. Sullo svolgimento dell’indagine c’è ben poco di nuovo da dire: Black dà fondo a ogni possibile stereotipo del genere a cavallo fra noir e commedia e non risparmia nessun tipo di virtuosismo e trovata che, per quanto ormai inflazionata nell’immaginario visivo del genere, risulta tutto fuorché originale. È nell’altra colonna portante del film che l’autore salva il risultato e fa centro: fiacco come ideatore di gialli venati da ironia e violenza, Black si rivela un ben più abile scrittore di dialoghi, riuscendo ad amalgamare alla perfezione la coppia di protagonisti. Sì, perché il duo Crowe-Gosling riesce a sfoderare una performance simbiotica degna dei grandi istrioni del passato. Un po’ Jack Lemmon/Walter Matthau, un po’ Bud Spencer/Terence Hill, i due divi improvvisano liberamente e si vestono di panni in cui non siamo abituati a vederli.

Gosling strizza l’occhio alle commedie slapstick, Crowe si cala perfettamente in quei ruoli clandestini di certi polizieschi degli anni 70 (il decennio in cui la storia prende piede) di serie B. Abbiamo citato il binomio composto da Carlo Pedersoli e Mario Girotti non a caso: sono stati proprio i due attori hollywoodiani a sottolineare una certa ispirazione tratta dal ciclo “risate e cazzotti” dei nostri due beniamini. E il tutto funziona perché arricchito da una innegabile classe davanti alla cinepresa.

Ma l’opera terza di Black, nonostante il grande impegno dei protagonisti e una precisione chirurgica delle maestranze tecniche, è un titolo che, temiamo, non resisterà al passare di questa stagione cinematografica. Senza cuore, senza anima, ossessionato dalla ricostruzione d’epoca e da un citazionismo sterile, il cineasta originario di Pittsburgh porta a termine un compito ben eseguito da un punto di vista tecnico, certo, ma totalmente impalpabile sotto il profilo narrativo. La commedia nera, l’action metropolitano, il giallo d’epoca sono tutti sottogeneri che amiamo e che restano scolpiti nella storia della pellicola. Ma non basta conoscerne a menadito le regole basilari per poterne ricreare un ottimo esempio: già nel 2005 la coppia composta da Robert Downey Jr. e Val Kilmer aveva dato ottima prova di affiatamento in un contesto generale freddo e impassibile. Stavolta, con il tentativo di sfondare più sul versante brillante che su quello noir, il distacco tra intenzioni e risultato, tra alchimia degli interpreti e sviluppo narrativo, si allarga a vista d’occhio.

07/06/2016

Cast e credits

Distribuzione
Lucky Red
Durata
116'
Produzione
Silver Pictures, Waypoint Entertainment
Sceneggiatura
Shane Black, Anthony Bagarozzi
Fotografia
Philippe Rousselot
Scenografie
Richard Bridgland
Montaggio
Joel Negron
Musiche
John Ottman, David Buckley

Trama

Nella Los Angeles degli anni ‘70, libertina, stravagante e decisamente trendy, un investigatore privato, Holland March (Ryan Gosling), e un detective senza scrupoli, Jackson Healy (Russell Crowe), si alleano per risolvere il caso di una ragazza scomparsa e la morte di una porno star che apparentemente non sembrerebbero correlate: scopriranno che un semplice omicidio nasconde il caso del secolo!
Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia

Coyote vs. Acme
Coyote vs. Acme

Destinato inizialmente a venire distribuito nel 2023, "Coyote vs. Acme" è invece una delle soprese di questo 2026, capace di suscitare riflessioni che vanno ben oltre la confezione apparentemente superficiale nella quale è stata impacchettata la sua distribuzione