Sing

Sing


Garth Jennings

Animazione, Musicale | Usa
(2016)

La Illumination Studios non espierà mai la colpa di aver inventato e diffuso al di là di ogni limite di tolleranza gli insopportabili Minions. Il successo di “Cattivissimo Me” (per tacer di seguiti e spin-off) rimane assolutamente incomprensibile e nessuno degli altri film ha mai superato la soglia di attenzione almeno in Italia. Cionondimeno, va loro riconosciuto che con questo “Sing” la casa di produzione fa un bel passo avanti.

Sinossi: un koala possiede un gran teatro in decadenza. Cerca di rilanciarlo con una gara canora. Partecipano i) un gorilla che non vuole far parte della gang del padre, ii) una porcella stanca di stare a badare ai 25 porcellini mentre il marito è al lavoro, iii) una elefantessa senza fiducia in sé stessa, iv) un topo bianco crooner in bolletta, v) una istrice punkeggiante con ragazzo insopportabile. Dopo alcune difficoltà e molte canzoni tutti troveranno la soluzione dei loro problemi nel canto. Insomma, quello che si vede nel trailer. Ma il lettore di Ondacinema sa che il film lo fa la messa in scena, non la trama.

“Sing” quindi vince perché è un prodotto per bambini divertente e fatto bene, in grado di intrattenere anche il genitore accompagnante. Né più né meno. Di questi tempi non è poco (vedi sotto). Il merito va ascritto, crediamo, al regista Garth Jennings. Basterebbe come biglietto da visita essere l’autore di uno dei videoclip fondamentali degli anni ’90 (e quindi della storia dei videoclip): “Coffee and Tv” dei Blur, ma nel curriculum ha anche  “Imitation of Life” dei REM, “Pumping on your stereo” dei Supergrass e l’oseremmo dire seminale “Last Stop This Town” degli Eels. In effetti il perfetto candidato per un film di animazione musicale.  Oltre a curare veramente bene la parte sonora (com’era indispensabile), Jennings sfrutta per effetti comici finti sdoppiamenti di piano focale, split screen, movimenti di camera, montaggio, insomma fa una regia divertente, piacevole a vedersi.

Inoltre la semplicità della storia è un bene. L’ultima città di animali antropomorfi che avevamo visto era l’insulsa “Zootropolis”, con la solita lezioncina Disney su come dovrebbe funzionare la società (cioè: gli animali inferiori non devono ribellarsi). Che sollievo un film per bambini che non ti fa la morale, al massimo ti esorta a non essere troppo timido. L’ultimo film Pixar, “Alla Ricerca di Dory”, oltre a essere molto cerebrale è una tale sequenza di spaventi perdite e lutti che i bambini abbandonano la sala o desiderano averlo fatto. Che sollievo quindi un film in cui la trama procede lineare avendo cura di inanellare gag a raffica – mitica la segretaria camaleonte con l’occhio di vetro, ma menzione d’onore alla band di panda rosse giapponesi.

Certo, la Illumination si fa vanto di usare animazione low cost: “Sing” è costato 75 milioni di dollari. quindi non aspettatevi meraviglie per gli occhi come ad esempio in “Kung Fu Panda 3”, che è costato il doppio. E se volete trasmettere dei valori ai vostri figli attraverso i cartoni animati fate meglio a rispolverare la vostra collezione di DVD di Myiazaki. Ma per trascorrere un freddo sabato pomeriggio al cinema con un bambino “Sing” va benissimo.

07/01/2017

Cast e credits

Distribuzione
Universal
Durata
108'
Produzione
Illumination
Sceneggiatura
Garth Jennings
Montaggio
Gregory Perler
Musiche
Joby Talbot

Trama

Gara canora tra animali antropomorfi
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