Vincent deve morire

Vincent deve morire


Stéphan Castang

Commedia, Horror, Satira | Belgio, Francia
(2023)
6.5

vincent deve morire

Se ogni tanto avete voglia di ammazzare il mondo, sappiate che il mondo la pensa allo stesso modo. Il promettente esordio di Stéphan Castang comincia come un thriller psicologico dai toni demenziali, prosegue come un horror e finisce a metà tra la commedia romantica e il fantasy apocalittico, strizzando l’occhio ai numi tutelari Romero e Carpenter, maestri insuperati del genere horror a sfondo satirico.

Tutto parte da un’idea molto semplice: Vincent (Karim Leklou) viene aggredito senza ragione da uno stagista, che non viene manco licenziato. Poi, da un collega. Poi da degli sconosciuti. Dopo varie sequenze esilaranti che includono il pestaggio a dei bambini (umorismo tarantiniano), si rifugia in campagna. A questo punto, quasi non sorprende vederlo rotolare in una fossa settica mentre si azzuffa con il vicino. Vincent sembra piacere soltanto alla eccentrica cameriera Margaux (Vimala Pons), altra anima persa.

Tutti gli altri lo vogliono morto. Fino a quando il dramma, da kafkiano e individuale, si fa hobbesiano e collettivo.

L’allegoria di Castang, per niente sottile, descrive una società in cui la violenza è prossima in ogni momento alla deflagrazione, quando non ci si perde tra i mille specchi del digitale che ci fanno isolati e mansueti. Difatti è il contatto visivo a scatenare le aggressioni, sottolineato dalla colonna sonora (anch’essa carpenteriana, ricorda “La cosa“) di John Kaced che torna e ritorna a pizzicare le corde dell’ansia. Spietato ritratto post-pandemico che si regge a buon diritto sulle spalle di un protagonista con il perfetto physique du rôle: un corpo comune, un volto comune, una stazza e una docilità bovine, che incarnano alla perfezione l’aggressività improvvisata, goffa ed erratica, di un protagonista che lo è divenuto suo malgrado, in una vicenda che oscilla fra l’assurdo e il tragico.

Oscillante e distorto è anche lo sguardo di Castang, che opta per un formato anamorfico abbinato a scelte che solitamente non lo esaltano, come riprese a mano, inquadrature anguste e con poca luce. La visualità segue l’andamento del film, che da una prospettiva individuale si allarga per gradi fino ad abbracciare uno spaccato sociale. La forte vena ossessiva e paranoica viene alleggerita dall’elemento comico-romantico, che tuttavia non dissolve un’impressione di ripetitività e progressivo inaridimento dello script.

Però, buona la prima.

04/06/2024

Cast e credits

Titolo Originale
Vincent doit mourir
Distribuzione
I Wonder Pictures
Durata
108'
Produzione
Capricci Films et al.
Sceneggiatura
Mathieu Naert
Fotografia
Manuel Dacosse
Scenografie
Samuel Charbonnot
Montaggio
Méloé Poillevé
Musiche
John Kaced
Costumi
Charlotte Richard

Trama

Tutti vogliono ammazzare Vincent.
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