Adam

Adam


Max Mayer

Commedia, Romantico | Usa
(2009)
Dovendo fare i conti con una distribuzione in ritardo fisiologico, “Adam” rischia di passare quasi inosservato. Presentato al Sundance Festival lo scorso anno così come “Mary and Max” (a proposito di distribuzioni castranti), anche qui il protagonista è affetto da Asperger – disturbo neurologico che conduce all’isolamento rendendo difficili le relazioni sociali. Come a ribadire la deriva solitaria delle persone, sempre più simili alle stelle dell’universo in espansione del planetarium privato che Adam mostra a Beth: si allontanano le une delle altre finché non resterà nulla. E Beth trova il tutto affascinante, ma terribilmente triste.
Adam (Hugh Dancy) è un ventinovenne che vive a New York, solo, isolato, metodico, fissato con l’astronomia, incapace di relazionarsi, di comunicare i propri sentimenti e di comprendere perfettamente gli atteggiamenti delle persone. Nella lavanderia del proprio palazzo conosce Beth (Rose Byrne), ragazza della porta accanto appena trasferita, insegnante d’asilo, aspirante autrice di libri per bambini, bella, dolce, comprensiva. La storia d’amore si sviluppa tra momenti prevedibili e canonici del genere, si appoggia ai turning point da manuale di sceneggiatura, eppure riesce a piacere, convincere e coinvolgere fino alla fine, con più di una scena degna di nota (il già citato planetarium fatto in casa, Adam di fronte all’asilo di Beth, il training per il colloquio di lavoro). I momenti melensi a un passo dall’irritante non mancano, ma sono ben dosati; e se qualche sequenza poteva rivelarsi più divertente, i personaggi risultano comunque credibili nonostante l’aura di fiaba sentimentale che pervade il film. Non a caso l’apertura è riservata alla citazione de “Il piccolo principe”, a beneficio dei duri d’orecchio, per un film che si muove tra stelle, pianeti, libri “per bambini”, e un personaggio estraneo alle sterili convenzioni, con una chiusura coerente che evita inutili ruffianerie.
Il Max di Elliot non aveva più molte speranze, ma per Adam sembrano esserci ancora dei margini. E mentre lui tenta di cambiare e agire, Beth è invece costretta a rotture dolorose, a scegliere tra due figure maschili speculari: il proprio padre (Peter Gallagher), disonesto e bugiardo (yuppie invecchiato della stessa risma del personaggio di “Sesso, bugie e videotape”), e Adam, fin troppo onesto e sincero. Due nature deformi agli opposti, ma entrambi egoisti, incapaci realmente di amare, con la differenza che uno potrebbe farlo mentre l’altro è malato. E in questo stato di anastesia sentimentale Adam sembra quasi il ribaltamento della (pseudo)normalità: non comprende le ipocrisie della gente comune e non sa metterle in atto, non conosce e non sa esercitare la finzione delle convenzioni sociali. 
I colori ocra e marrone, ripetuti anche nel guardaroba dei personaggi (menzione per la costumista della Byrne, squisita eleganza che la rende ancora più adorabile) sono dominanti in questa New York fredda e autunnale della gente che cammina rapidamente e a testa bassa, e dove la scoperta di due procioni al Central Park passa inosservata a tutti tranne ad Adam; ottima colonna sonora con alcuni brani indie, come ottimi si rivelano Hugh Dancy e Rose Byrne – magari penalizzati nella versione italiana da un doppiaggio non proprio esaltante, così come i dialoghi. Regia intelligente e funzionale al di là di alcune comprensibili ingenuità narrative. Noi simpatetici dell’Asperger e malati di insano romanticismo apprezziamo comunque, e vedremo di tenere pronta una tessera per l’utilizzo della lavanderia condominiale, non si sa mai.

01/08/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Adam
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
99'
Produzione
Deer Path Productions, Olympus Pictures
Sceneggiatura
Max Mayer
Fotografia
Seamus Tierney
Scenografie
Tamar Gadish
Montaggio
Grant Myers
Musiche
Christopher Lennertz
Costumi
Alysia Raycraft

Trama

La storia d'amore tra Adam, malato di Asperger che vive isolato a New York, e Beth, sua nuova vicina di casa
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