Ajami

Ajami


Scandar Copt, Yaron Shanii

Drammatico | Germania, Israele
(2009)

Esordio alla regia per Scandar Copti e Yaron Shani, “Ajami” racconta una storia cruda di violenza, quella violenza in Medio Oriente reiterata e all’apparenza senza fine, dettata da convinzioni e convenzioni religiose ed etniche in città che sono polveriere, strade come trincee e case che diventano rifugi. Il film è ambientato tra Jaffa e Tel Aviv, dove si intrecciano tre vicende sullo sfondo degli odi razziali e religiosi tra musulmani ed ebrei. Omar rischia di pagare con la vita un regolamento di conti per un omicidio commesso dallo zio e deve trovare il denaro per risarcire l’affronto e restare vivo; Malek cerca di rimediare disperatamente i soldi per pagare i costi dell’operazione che potrebbe salvare la vita alla madre in fin di vita; e il poliziotto Dando tenta di far luce sulla scomparsa del proprio fratello in procinto di rientrare dal servizio militare, ma mai tornato a casa.

Ricorda per alcuni tratti “Gomorra“, questo “Ajami”, trasportato in un altro luogo. Ci sono le periferie, le auto con la musica a tutto volume, le armi, la droga, vite violente, faide tra famiglie, leggi che si sovrappongono a quelle dello stato, destini già segnati dall’adolescenza, persone vinte in partenza. Qualche sequenza ricorda anche il brasiliano “Tropa de Elite”. La struttura narrativa è basata sulla formula risposte prima/ domande poi, simile quindi a “Rapina a mano armata”, o al Tarantino prima maniera per intenderci (e altri riferimenti al cinema di Tarantino non mancano nell’intero film), con un intreccio che si snoda in un ristretto arco temporale, va avanti e torna indietro, mostra gli effetti prima e le cause poi. Questo gioco drammaturgico di piccoli equivoci e depistaggi allo spettatore, però, se da un lato mantiene viva la tensione lungo tutto il film, dimentica qualche personaggio per strada tra i molti messi in scena.

La storia sembra insistere sul significato del gruppo: l’unione – da consolidare o infrangere -, la parentela, l’amicizia, la coppia, il senso della famiglia e del dovere verso questa. Il legame di sangue è vincolo da preservare, che può costare molto, o che “bisogna” far pagare. Il nucleo quindi (famigliare o religioso) viene protetto, difeso dal “nemico”, da ciò che è diverso, e si finisce con lo scontare la scelta di campo o il tentativo di rompere la “regola” per ottusa che possa essere. I personaggi sono messi di fronte alla scelta fra bene e male, all’interpretazione del senso della giustizia, alla necessità dell’infrazione di un divieto. E si pone allora il problema della sovrapposizione della legge scritta e di quella non scritta. Si compiono scelte in nome di valori, quando tutti i valori vengono deformati da punti di vista differenti.

Alcune scene sono particolarmente toccanti, altre sono pugni allo stomaco ben costruite, ma nel complesso non manca qualche perdita di tempo di troppo che rallenta il film e ne intacca il ritmo, così come qualche luogo comune (questo matrimonio non s’ha da fare, ad esempio). Forse troppa carne al fuoco, magari dettata dalla genuina voglia di raccontare, mostrare, far vedere, denunciare.

Opera tutto sommato interessante, gradevole e ben prodotta in quanto film di critica e condanna alla violenza etnica e religiosa, che però risente di un po’ di manierismo e manca di una certa originalità, o forse di personalità da parte dei registi, che sembrano volere dire troppo senza però toccare nervi scoperti, se non quelli convenzionali e già noti.

15/08/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Ajami
Distribuzione
Vertigo Films
Durata
120'
Produzione
Inosan productions, Twenty Twenty Vision Filmproduktion GmbH, Vertigo Films
Sceneggiatura
Scandar Copti, Yaron Shani
Fotografia
Boaz Yehonatan Yaacov
Scenografie
Yoav Sinai
Montaggio
Scandar Copti, Yaron Shani
Musiche
Rabih Boukhari

Trama

Omar cerca il denaro per non essere ucciso in seguito a un omicidio commesso dal proprio zio; Malek ha bisogno di soldi per salvare la vita alla madre malata; il poliziotto Dando vuole scoprire la verità sulla scomparsa del fratello soldato
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