Captain Phillips – Attacco in mare aperto

Captain Phillips – Attacco in mare aperto


Paul Greengrass

Azione, Biografico, Drammatico | Usa
(2013)

A parte i due film sull’agente della Cia Jason Bourne, il regista inglese Paul Greengrass ha sempre diretto (e a volte sceneggiato) pellicole tratte da storie vere o saggi di inchiesta: “La teoria del volo” sulla malattia di una giovane donna; “Bloody Sunday” sui fatti di sangue causati dall’esercito inglese nel ’72 in Irlanda del Nord; “United 93” sulla caduta dell’aereo di linea che mancò il bersaglio terroristico dell’11 settembre 2001 per il sacrificio dei passeggeri ribellatisi ai dirottatori; “Green Zone” sulla Guerra in Iraq, la caduta del regime di Saddam Hussein e la ricerca delle fantomatiche armi di distruzione di massa.

Restando su questa scia, “Captain Phillips – Attacco in mare aperto” è l’ultima delle vicende “vere” portate sullo schermo da Greengrass. Richard Phillips è stato il comandante del portacontainer statunitense MV Maersk Alabama che nell’aprile del 2009 fu abbordata da quattro pirati al largo delle coste somale. Phillips fu poi rapito e per tre giorni e tre notti fu sotto minaccia di morte, rinchiuso in una scialuppa in mare aperto.  

Greengrass è un regista a cui piace la drammatizzazione di eventi di per sé estremi e il suo stile di messa in scena oscilla sempre tra due poli: una forte aderenza ai fatti veri narrati e una grande spettacolarizzazione degli stessi. L’aderenza ai fatti in questo caso, oltre la fonte primaria che è il libro autobiografico scritto da Phillips, è data soprattutto alla bravura di Tom Hanks che fisicamente è quasi un clone del vero comandante, lavorando sull’espressione facciale e rendendo il suo personaggio umano, uno di noi. E dai quattro attori non professionisti, interpreti i pirati somali con i loro occhi allucinati, a causa della droga che assumono (il quat), e la loro fisicità disperata, che degnamente reggono il confronto con la più affermata star hollywoodiana. La spettacolarizzazione, invece, è creata dal continuo movimento della cinepresa a mano che dona la sensazione allo spettatore di “agire” all’interno della scena. Sensazione potenziata da una messa in quadro molto stretta, con la macchina da presa sempre addosso agli attori, in ambienti chiusi e claustrofobici, con primi e primissimi piani continui e ossessivi.

In “Captain Phillips” Greengrass lavora molto sul corpo (o meglio sul volto) degli attori e gioca sulla contrapposizione chiuso/aperto (la nave, le sale di comando militari, la scialuppa/l’oceano) mettendo in scena la limitatezza delle azioni umane, il senso di ineluttabilità, vale a dire deve andare per forza in questo modo, non ci sono alternative.  

Oltre la messa in scena di un episodio reale e all’utilizzo personale del mezzo cinematografico da parte di Greengrass, il film non presenta grandi spunti di riflessione. Vediamo in modo palese: ancora la grandeur a stelle e strisce con la Nazione Americana che non abbandona mai un suo uomo in pericolo, costi quel che costi; i somali poveri pescatori, costretti a fare i pirati perché non è rimasto altro; Phillips che rappresenta l’icona del buon marito e padre di famiglia, che fa il proprio dovere fino in fondo ed è tutto sommato un eroe per caso; ecc… Temi un po’ abusati  e qui trattati con una certa superficialità. Greengrass non riesce a dire nulla di più di quello che si vede sullo schermo, la realtà – anche se romanzata – rimane cronaca che scivola dallo sguardo e non penetra nel cuore e nella mente dello spettatore.

Rimane il gusto dell’azione, dello spettacolo in grande stile. Greengrass non reinventa nulla, come gli era riuscito in “The Bourne Supremacy” e  in “The Bourne Ultimatum – Il ritorno dello sciacallo“, e questo “Captain Phillips” lo si può annoverare tra le sue pellicole minori, pur rimanendo un film con una tensione tenuta sempre alta dalla prima all’ultima inquadratura.

01/11/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Captain Phillips
Distribuzione
Sony Pitcures
Durata
134'
Produzione
Michael De Luca Productions, Scott Rudin Productions, Translux, Trigger Street Productions
Sceneggiatura
Billy Ray
Fotografia
Barry Ackroyd
Scenografie
Paul Kirby
Montaggio
Christopher Rouse
Musiche
Henry Jackman
Costumi
Mark Bridges

Trama

La storia vera di Captain Phillips, comandante della nave mercantile statunitense MV Maersk Alabama, e del dirottamento che subì nel 2009 da parte di pirati somali.

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