Il carretto fantasma

Il carretto fantasma


Victor Sjöström

Drammatico, Fantastico | Svezia
(1921)

“Il carretto fantasma” (Körkarlen) è una delle più riuscite pellicole dello scandinavo Victor Sjöström, regista e attore attivo a partire dal periodo del muto. Il film, uscito nelle sale nel 1921, fu tratto dall’omonimo romanzo del 1912 della connazionale Selma Lagerlöf, Nobel per la letteratura; la traduzione dell’originale in sceneggiatura per il grande schermo implicò notevoli difficoltà nella resa della assai intricata trama, ma fu priorità dell’autore rendere soprattutto l’atmosfera generale, approccio che dette ottimi risultati, sia di critica che di pubblico.

Incredibile innovatore e fondamentale pioniere di una disciplina, il cinema, ancora ai suoi primordi, Sjöström ebbe un cursus lavorativo piuttosto complesso e multiforme, soprattutto al principio della sua carriera, aspetto che, insieme a una adolescenza alquanto sofferta e al difficilissimo rapporto col padre, influì profondamente nella formazione della sua sensibilità artistica. La durissima figura paterna e la morte prematura della madre, dopo un periodo di notevoli difficoltà economiche e terribili sacrifici, determinarono infatti nell’autore una indissolubile ferita, che si tradusse successivamente nella descrizione dei caratteri dei personaggi all’interno della sua produzione cinematografica: la donna stoica, eroica e colpita da indicibili sfortune, emblematica è la nobile e sventurata Ingeborg di “Ingeborg Holm”, è contrapposta a soggetti maschili che si rivelano assai negativi. Tale dicotomia nella resa dei generi è perfettamente rispettata in “Il Caretto fantasma”: il protagonista, David Holm, tipico antieroe interpretato da Sjöström stesso, è dedito al bere e al picchiare la moglie, mentre Edit, operoso membro dell’Esercito della Salvezza (associazione di stampo religioso  votata al soccorso degli indigenti), è raffigurata secondo i canoni propri della santa cristiana; la donna, propensa al proprio sacrificio per amore del prossimo, dopo averlo più volte soccorso e cercato di aiutare, muore proprio a causa di una malattia da lui trasmessale.

La vicenda di esemplare redenzione ha come punto di partenza una leggenda scandinava, quella del carretto fantasma, mezzo sinistro e  malandato che raccoglie le anime dei defunti per conto della Morte; il suo conducente ogni anno è sostituito dall’anima di un peccatore trapassato la notte di San Silvestro (l’ultimo di dicembre) e, nel caso specifico, sembrerebbe prescelto proprio il protagonista David Holm, morto in un cimitero durante rissa con un gruppo di ubriachi, compagni di scorribande; tuttavia il suo sincero pentimento, anticipato da un flash back che mostra allo spettatore tutte le nefandezze da lui compiute, lo dispenserà dall’ingrato compito, fornendogli anche una possibilità di redenzione. La pellicola è dunque caratterizzata da un forte afflato moralizzatore, tratto tipico della produzione in Svezia tra gli anni dieci e venti, che in tale epoca era sottoposta ad uno stretto vincolo di censura,  come constata Bengt Idestam- Almquist nel suo saggio “Dramma e rinascita del cinema Svedese”. Il film fornisce dunque un verosimile affresco della società svedese protestante, permettendo allo spettatore di oggi di comprenderne la natura e le problematiche.

Anche dal punto di vista formale l’opera risulta di incredibile raffinatezza, paragonabile tranquillamente ai coevi e più conosciuti esponenti della produzione francese e tedesca, ad un certo livello più compiuta; in essa sono infatti unite armoniosamente le due tendenze preponderanti e antitetiche della cinematografia delle origini: l’estetica espressionista, il gusto per il macabro di marca tedesca, e quella realista, sviluppata nella precedente produzione scandinava dal regista stesso e da Mauritz Stiller, altra personalità imprescindibile. Complesso nello scorrimento diegetico, manierista nella regia e fantasmatico nello sviluppo del fotogramma, il film accompagna dunque alla componente surreale uno (straordinario per il periodo) naturalismo nella caratterizzazione dei personaggi; da una parte infatti la tendenza astrattiva della componente fantasmatica è perfettamente sviluppata attraverso raffinati effetti speciali e distorsione delle immagini (in primis la sovraimpressione che permetteva la resa di presenze ultraterreni, come il guidatore del carretto fantasma), dall’altra è rispettata la  propensione svedese al realismo, realizzata attraverso una recitazione meno teatrale, l’approfondito studio di caratteri umani e un minore trucco degli attori, conferendo così più naturalezza ai personaggi e verosimiglianza alle azioni; quest’ultimo aspetto sarà peraltro ripreso successivamente nei film naturalisti italiani e russi.

Quantunque dallo sviluppo e dalla forma molto complessi, la pellicola ebbe un incredibile successo, tanto da essere distribuita in maniera diffusissima a livello internazionale, sia in Europa (Francia, Germania, Italia e Inghilterra), sia oltreoceano negli Stati uniti, sia in Russia, influenzandone la produzione successiva; grazie ad essa fu possibile l’affermazione a livello mondiale del cinema svedese e il trasferimento di Sjöström a Hollywood. Sebbene poco ricordata e distante dal gusto dell’odierno pubblico, l’opera è imprescindibile per il suo valore tecnico e per la sua innovatività nel contesto in cui venne creata; documento storico, antropologico e importante testimonianza dei primi risultati di una industria nascente a livello locale e internazionale, esso risulta una tappa fondamentale per i successivi sviluppi.

14/07/2014

Cast e credits

Titolo Originale
Körkarlen
Durata
93'
Produzione
Svensk Filmindustri
Sceneggiatura
Victor Sjöström
Fotografia
Julius Jaenzon

Trama

David Holm, uomo dedito al bere e violento con la famiglia, dopo una rissa con degli amici ubriachi al cimitero, muore nella notte di San Silvestro. Secondo una leggenda scandinava, essendo deceduto in quel momento, è destinato ad assumere l'infausto ruolo di guidare il "carretto fantasma",il cui conducente sostuisce la morte nel raccogliere sul lugubre mezzo le anime dei penitenti. In un lungo flash back rivivrà le sue peggiori azioni e gli sarà data occasione di redimersi.
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