Cose di questo mondo

Cose di questo mondo


Michael Winterbottom

Drammatico | Gran Bretagna
(2002)

Di film sull’immigrazione se ne fanno tanti. Ma film che non affrontino il fenomeno migratorio bensì l’atto, il viaggio, il tragitto rocambolesco che un clandestino deve inevitabilmente compiere, si fa fatica a ricordarne. “Cose di questo mondo” va dunque a colmare un vuoto. Di più: benché si tratti di un soggetto adatto a un racconto avventuroso, che potrebbe avvincere attraverso gli espedienti del cinema di (quel) genere (l’avventura), Michael Winterbottom, al suo meglio, senza rinunciare a qualche stilema cinematograficamente efficace riesce a evitare qualsiasi spettacolarizzazione. E per raccontare l’attraversamento di svariati confini opta per una forma liminale, in bilico tra documentario e fiction. L’incredibile storia vera è quella di Jamal, un giovanissimo rifugiato afghano che, dal campo profughi pakistano a Peshawar, decide di spendere l’unica ricchezza di cui dispone – la conoscenza della lingua inglese – per tentare di raggiungere assieme a suo cugino Enayatullah la Gran Bretagna.

Il finto reportage è introdotto (in italiano, mentre per il resto della pellicola il regista ha imposto in tutto il mondo la versione originale sottotitolata) da un narratore esterno, che sciorina le impressionanti cifre annuali del traffico di uomini, una delle industrie più fiorenti in assoluto, per poi renderci partecipi dell’odissea del protagonista, il quale trova difficoltà anche soltanto ad attraversare la prima frontiera (quella iraniana, battutissima dagli afghani), ma non demorde, e tramite qualsiasi mezzo di trasporto terrestre e marino (quelli aerei sono troppo costosi), raggiunge la Turchia, l’Italia (da togliere il fiato lo sbarco a Trieste) e la Francia, dove tira a campare con piccoli lavori saltuari, poi finalmente Londra, dove trova conforto e memoria delle sue origini in una moschea.

Girato in digitale, con quell’effetto-videogioco nelle riprese notturne cui dalla Prima guerra del Golfo siamo abituati, può sembrare un film fasullo; ma è il Winterbottom più autentico, anche se il senso di costante provvisorietà dell’esistenza, lo spaesamento geografico, culturale e sociale, l’impossibilità per Jamal di mettere radici, fanno sì che, alla fine, del film resti un po’ poco. Che sia difficile raccontare dettagliatamente ciò che si è appena visto. Tuttavia non è questo, bensì, verosimilmente, il nome del regista, ad aver causato le stroncature quasi unanimi della critica più militante. Ma, in questo caso, aveva ragione la giuria del Festival di Berlino, che ha giustamente premiato il film con L’Orso d’oro.

19/02/2010

Cast e credits

Titolo Originale
In This World
Distribuzione
Mikado
Durata
88'
Produzione
British Broadcasting Corporation (BBC), Revolution Films, The Film Consortium
Sceneggiatura
Tony Grisoni
Fotografia
Marcel Zyskind
Montaggio
Peter Christelis
Musiche
Dario Marianelli

Trama

Il viaggio clandestino di Jamal e di Enayatullah, due profughi afghani. Dal Pakistan alla Gran Bretagna, attraverso peripezie, drammi, nazioni ostili
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