Downsizing – Vivere alla grande

Downsizing – Vivere alla grande


Alexander Payne

Commedia, Drammatico, Fantascienza | Usa
(2017)
Il suo film più ambizioso, il suo film meno riuscito: ecco, in parole molto semplici e dirette, cosa rappresenta “Downsizing” per Alexander Payne. Dopo una serie di pellicole, da “About Schmidt” a “Nebraska“, che cercavano di ritrarre la quotidianità tragicomica di alcuni loser made in Usa, Payne sembra ritornare a una narrazione più vicina ai caustici esordi di “Citizen Ruth” ed “Election”, anche se senza quella sana e sovversiva vena provocatoria tipica dei film indie statunitensi anni ’90. Se infatti da un lato “Downsizing” sembra aggiornare la satira presente in quei film, dall’altra si adagia su un politicamente corretto dolce e rassicurante vicino alle prove più recenti del regista di origini greche. Non che sia questo, a dir la verità, il limite principale dell’opera. “Downsizing” è evidentemente vittima delle aspirazioni del suo autore, incapace di dare solidità alla propria opera nel tentativo di giocare sempre più al rialzo. Fa strano notare come un ottimo sceneggiatore quale Payne, autore in passato con il fidato Jim Taylor di script pressoché perfetti, possa essere responsabile di una tale incoerente e altalenante narrazione, che accumula temi su temi, procedendo di ellissi in ellissi, senza riuscire ad amalgamare il tutto in un qualcosa di compiuto.

In fondo che qualcosa non vada lo si capisce già dall’inizio, quando un gruppo di scienziati norvegesi scopre il modo di ridurre gli esseri umani a soli dodici centimetri: un’ottima soluzione al problema del sovrappopolazione mondiale, no? Certo ma, soprattutto, la possibilità per le persone di ricominciare una nuova vita, con tutti i comfort possibili e senza più difficoltà di natura economica. E così dall’universale (la scoperta degli scienziati) si procede al particolare: un uomo (Matt Damon) decide di miniaturizzarsi insieme alla moglie (Kristen Wiig), per poter così vivere nel lusso sempre desiderato e condurre la vita agiata che, altrimenti, avrebbe solo sognato.

“Downsizing” è come diviso in due blocchi distinti: un prima la miniaturizzazione e un dopo la miniaturizzazione. Due storie differenti, con mondi differenti, personaggi differenti e tematiche differenti. Nella prima parte Payne sembra interessato ad analizzare le difficoltà insite alle relazioni di coppia, giocando inoltre molto sulla dialettica tra il mondo degli uomini a grandezza naturale e quello di coloro sottoposti a rimpicciolimento, con alcune riuscite sequenze (i camei di Neil Patrick Harris e Laura Dern), alcuni tentativi grossolani di insinuare dubbi di natura politica (la polemica sul diritto di voto non coglie minimamente nel segno) e una tesa ma divertente preparazione all’intervento decisivo, ricca di citazioni e perfettamente resa da un punto di vista visivo. Nella seconda parte, però, il regista volta completamente pagina, ricomincia da capo, inizia a girare un altro film.

Purtroppo Payne, che nel raccontare la quotidianità è (quasi) sempre stato bravo dove non bravissimo, non si accontenta della particolare storia di questo uomo qualunque americano, ma sposta lentamente l’attenzione ai Problemi con la “p” maiuscola: la sovrappopolazione, il conflitto di classe e nientemeno che la fine dell’umanità. Peccato come la messinscena di questi Problemi sia tanto superficiale quanto affrettata, con il povero Matt Damon che si trova improvvisamente a fare i conti con tutto questo ambaradan dopo una serie di svolte narrative che definire approssimative sarebbe un eufemismo. La piega che il racconto prende nella seconda metà della pellicola soffre di evidenti problemi in fase di scrittura tanto che, col senno di poi, viene da chiedersi se veramente gli autori della sceneggiatura siano quelli di “Sideways” e “Election”. E in particolare il confronto con la pellicola del 1999 appare quanto mai interessante: tanto era provocatorio e cinico il finale di quel film, tanto confortante e corretto appare quello in “Downsizing”, in una differenza di visione (cinematografica e politica) che lascia davvero perplessi.

Se l’umorismo inizialmente lasciavi interdetti ma regalava qualche soddisfazione, con il passare dei minuti ci si scopre, semplicemente, interdetti. Non si riesce bene a capire perché l’autore proceda così repentinamente per accumulazione, mancando completamente il bersaglio della satira, non riuscendo a stratificare le personalità dei suoi protagonisti, a delineare con delicatezza i rapporti umani (e dire che questo è sempre stato il suo forte!). Ci sono facili opposizioni (ricchi e poveri), stereotipi culturali, sentimentalismi spiccioli. Payne sembra aver perso anche la capacità di gestire i tempi narrativi, sbanda, si riprende, ricade, si rialza, procede in una storia a cui sembra abbiano preso parte una decina di sceneggiatori diversi, si allontana dalle coordinate del proprio cinema, gioca con gli effetti speciali e con le macchiette comiche. La satira genuinamente provocatoria di “Election” è lontana anni luce, forse nemmeno appartiene allo stesso autore, la tenerezza di “Sideways” non è nemmeno sfiorata. Speriamo solo che Payne ritorni presto agli alti livelli cui ci aveva abituato.

22/01/2018

Cast e credits

Titolo Originale
Downsizing
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Durata
135'
Produzione
Ad Hominem Enterprises, Annapurna Pictures, Paramount Pictures
Sceneggiatura
Alexander Payne, Jim Taylor
Fotografia
Phedon Papamichael
Scenografie
Stefania Cella
Montaggio
Kevin Tent
Musiche
Rolfe Kent
Costumi
Wendy Chuck

Trama

Cosa accadrebbe se – come soluzione al problema della sovrapopolazione – un gruppo di scienziati norvergesi scoprisse il modo di ridurre gli uomini ad esseri viventi di 12 centimetri? Ognuno capirebbe presto le nuove opportunità che il denaro potrebbe dare in un mondo miniaturizzato. Ed è con questa promessa di una vita migliore che Paul Safranek (Matt Damon) e sua moglie Audrey (Kristen Wiig) – persone comuni – decidono di abbandonare la loro vita stressata in Omaha per farsi rimpicciolire e trasferirsi in una nuova comunità ‘ridotta’. Una scelta questa che aprirà le porte a nuovi cambiamenti ed avventure.
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