Follia

Follia


David Mackenzie

Drammatico | Gb, Irlanda
(2005)

Stella Raphael arriva al seguito del suo ambizioso consorte all’ospedale psichiatrico di cui lui entra a far parte dello staff, con l’aspirazione di diventarne direttore. Siamo in piena epoca vittoriana e lo scontento di lei per la sua vita familiare e, in particolare, per il suo matrimonio si traduce in uno scandaloso rapporto con uno dei pazienti dell’ospedale, che la porterà a divenire essa stessa paziente di uno dei colleghi del marito.

Arriva sui nostri schermi, con due anni di inspiegabile ritardo sull’uscita internazionale, la riuscita trasposizione cinematografica del fortunato romanzo di Patrick McGrath, “Follia”. Si tratta di un film che, fedelmente, traduce in immagini il romanzo più famoso di McGrath, con un’attenzione per i dialoghi e per l’ambientazione che rende al meglio il travaglio interiore dei personaggi. Stella, una strepitosa Natasha Richardson, fatica non poco ad entrare emotivamente nel club delle consorti che si dedicano all’organizzazione della annuale festa dell’ospedale, con tanto di suddivisione dei compiti su chi preparerà la torta e chi le decorazioni. Max, suo marito, è ambizioso, freddo e totalmente dominato dall’orrenda madre, che osteggia apertamente le capacità sociali della nuora. Edgar, il paziente uxoricida che seduce Stella, è credibilmente sensuale senza sconfinare nella perversione, o peggio nella volgarità, pericolo molto reale dato il tipo di personaggio. Un inquietante Ian McKellen muove i fili della faccenda dall’inizio, quasi stesse conducendo un esperimento, e forse è proprio quello che in effetti fa. Unico punto, questo, che si discosta in parte dalla trama del romanzo, in cui l’intero coinvolgimento di Peter è solo suggerito dal semplice fatto che si tratta della voce narrante. L’ambientazione è curata nello stile e nelle suggestioni evocative. La casa di lei è fredda e bellissima, in contrasto con il calore della soffitta di lui, che degrada col procedere della sua paranoia. La regia è misurata, quasi didascalica, ma molto adatta a suggerire il dramma dell’animo vittoriano.

Direi che chi ha letto il romanzo troverà interessante la trasposizione, raro caso in cui le due cose sono a pari livello, chi invece non ne ha avuto l’occasione godrà appieno del fascino di una storia del secolo scorso raccontata con delicatezza, senza che il conoscerne l’epilogo sciupi la poesia di un lavoro ben fatto.

27/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Asylum
Durata
93'
Produzione
Mace Neufeld Productions, Samson Films, Seven Arts Pictures, Zephyr Films
Sceneggiatura
Patrick McGrath, Patrick Marber, Chrysanthy Balis
Fotografia
Giles Nuttgens
Hokum
Hokum

Terza pellicola dello specialista dell'horror irlandese Damian McCarthy la suggestiva "Hokum" cerca di espandere i confini volutamente angusti del suo cinema ad altri immaginari e sottogeneri, mostrando la versatilità del suo regista al netto di alcuni limiti di scrittura

Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte
Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte

"Camp Miasma" di Jane Schoenbrun è un meta-slasher queer, così concettuale che se vi interessano tre su tre di questi concetti non potete perderlo, e se ve ne interessano uno o due potrebbe piacervi perché è girato molto bene

Il Cileno
Il Cileno

LOCARNO 79 - Fra i più attesi film della kermesse svizzera "Il Cileno" di Sergio Castro-San Martín è un film storico che gioca coi canoni del thriller, interessante sulla carta ma irrealizzato nella forma

La fine di Oak Street
La fine di Oak Street

Ritorno di David Robert Mitchell dopo una lunga pausa e suo approdo al cinema ad alto budget "La fine di Oak Street" è un dramma suburbano che si evolve in un survival film coi dinosauri, tanto curato nella forma quanto irresoluto nello sviluppo, al netto dei molti spunti di riflessione

Congo Boy
Congo Boy

LOCARNO 79 - Esordio registico molto promettente in bilico fra romanzo di formazione autobiografico e film musicale d'evasione

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.