Frozen

Frozen


Adam Green

Drammatico, Thriller | Usa
(2010)

Una giovane coppia di fidanzati e un loro amico, durante una normalissima gita in montagna, convincono uno degli addetti alla sicurezza a fare un’ultima veloce discesa, ma per una banalissima coincidenza si ritrovano inaspettatamente bloccati su una seggiovia, quando oramai il sole è tramontato dietro le montagne.

Da questo semplicissimo spunto, il giovane Adam Green (ideatore del progetto, che non solo dirige, ma che ha anche sceneggiato) ci tiene sospesi assieme ai suoi giovani protagonisti (discretamente nella parte), per un’ora abbondante, su una seggiovia traballante tra le montagne del New England, preda del buio, del freddo e di un branco di lupi.

Più thriller (e dramma, se vogliamo), che vero e proprio horror, “Frozen” richiama subito alla mente altre pellicole, più o meno recenti, come “127 ore” di Boyle o l’inquietante e celebre “Open Water” (decisamente più riuscito) e punta tutto sull’inevitabile tensione psicologica che una simile situazione può generare. O almeno prova a puntarci, perché sebbene non manchino i momenti di vera e propria paura (l’arrivo dei lupi), la pellicola di Green sembra cadere in fase di scrittura laddove un film con questo impianto narrativo dovrebbe crescere. Tutto si gioca sull’incontro/scontro tra la ragazza e il migliore amico del fidanzato, che si sente costretto nel ruolo spiacevole di terzo incomodo e vede la presenza della ragazza stessa come una “minaccia” alla loro storica amicizia. Il problema nella parte centrale – quello che dovrebbe essere il cuore pulsante della pellicola) – non risiede tanto nella situazione in sé (proprio perché fulcro della vicenda, punto necessario e voluto di arrivo della premessa iniziale), quanto nella sua evoluzione. Nel percorso che porta verso la conclusione della vicenda, Green, invece di affondare, banalizza, stempera i toni e sembra quasi chiederci compassione.
Condito da una certa dose d’ironia (quando i ragazzi discutono su quale sia il modo peggiore per morire, a suon di citazioni cinematografiche), “Frozen” è un film minimale nella messa in scena (e questo non è necessariamente un difetto, ma bisogna saperlo gestire), ma con colpi di scena poco calibrati e forse troppo dilatati nel tempo. La pellicola di Green non sembra nemmeno voler riflettere (o provare a farlo) sulla natura selvaggia (non solo i lupi, ma anche il freddo), assopita, nascosta davanti al nostro continuo passaggio, che quando ogni luce (artificiale, umana) si spegne, ritorna padrona e punitrice.

Qualche sprazzo di luce, insomma, un buono spunto (seppur non proprio originale), ma nulla di più. Niente che renda davvero “Frozen” un film imprescindibile. 

26/03/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Frozen
Distribuzione
M2 Pictures
Durata
93'
Produzione
A Bigger Boat, ArieScope Pictures
Sceneggiatura
Adam Green
Fotografia
Will Barratt
Montaggio
Ed Marx
Musiche
Andy Garfield

Trama

Una normale gita in montagna si trasforma presto in un incubo per tre giovani sciatori che rimangono bloccati sulla seggiovia prima della loro ultima discesa. E quando i responsabili della stazione sciistica spengono le luci, i tre ragazzi vengono presi dal panico, man mano che si rendono conto di essere stati dimenticati lì, sospesi in aria senza alcuna via di fuga.
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