Genova

Genova


Michael Winterbottom

Drammatico | Regno Unito
(2008)
“Genova” è un film “sospeso”. Sospeso perché è stato bloccato per molto, troppo tempo, a causa della mancanza di un distributore. Presentato l’anno scorso, in un’anteprima non doppiata (beati i pochi che l’hanno potuta apprezzare) l’ultimo film di Michael Winterbottom ha dovuto attendere fino a qualche giorno fa, per ottenere il tanto sospirato debutto in sala, e questo perché nessuno voleva occuparsi della distribuzione. Ovviamente il salto di gioia odierno è leggero, breve, effimero: la maggior parte delle sale italiane non lo proietta, inutile parlare poi dei multisala, i quali sono assolutamente off-limits per una produzione di questo tipo.

“Genova” è una storia strana, “sospesa”, si diceva in apertura. Sospesa e forse un po’ eterea. Joe, padre di famiglia, in seguito a un incidente d’auto perde l’adorata moglie, mentre le figlie, a bordo del veicolo al momento dello schianto, ne escono miracolosamente illese. L’uomo decide così di accettare un lavoro come insegnante d’inglese in Italia, a Genova. Crede e spera infatti che il cambio d’ambiente permetta a lui e alle due figlie di affrontare ed elaborare positivamente il lutto. “Genova” è il racconto di un’estate intera vissuta da “stranieri” quindi esterni, altri ma fin da subito accettati, nella cittadina ligure. Primariamente è la storia di Kelly e Mary, le due figlie di Joe. Kelly, la sorella più grande vive una maturazione sessuale e prova il piacere emotivo dell’essere accettata e inserita nella vita giovanile della città marittima. Mary, molto più piccola e profondamente turbata dalla morte della madre, fatica a inserirsi in questa sorta di “nuovo mondo” e si sente estremamente responsabile della morte della madre – molto spesso le capita anche di “vederla” e dialoga con lei.

Nonostante l’inizio devastante – ma lo sarebbe stato ancora di più se non l’avessero mostrato nel trailer… – il film di Winterbottom accusa subito il colpo di una mancanza di ispirazione. Si ingarbuglia, strascica tra i vicoli di una Genova labirintica perdendo inevitabilmente di vista il senso ultimo della vicenda. Eccessivamente documentaristico nella prima parte, si salva probabilmente nell’affrontare – con semplicità – la quotidianità di Kelly (ragazzina in pieno tumulto adolescenziale)  e di Mary (attraverso la quale invece sconvolge il racconto “estivo” e di formazione della sorella, spingendo lo sguardo verso un universo più onirico e profondo). Quello che non riesce però al regista britannico è il trovare sempre nuovi spunti. Il film appare un po’ ripetitivo, con la reiterazione di inquadrature, situazioni e ambienti. Lo salva da un’insufficienza il comparto degli attori (con la piccola Haney-Jardine a svettare su tutti per intensità). È un vero peccato che qui da noi il film sia stato interamente doppiato. La versione originale permette di apprezzare il sottile, interessante “variegato” linguistico della storia e rende l’atmosfera meno “appiattita”.

Sospeso. Il concetto è ribadito. “Genova” è un film sospeso anche perché è riuscito a metà. Nelle intenzioni si tratta sicuramente di un prodotto notevole ma la grammatica cinematografica, qui, si è persa nella difficoltà di mediare l’inglese con l’italiano. Parafrasando, Winterbottom si è fatto affascinare troppo dalla città, al punto da perdere di vista il senso principale della sua storia, accennato, bene e intensamente solo da metà pellicola in poi. È un po’ troppo poco.

20/10/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Genova
Durata
87'
Produzione
Revolution Films
Sceneggiatura
Michael Winterbottom, Laurence Coriat
Fotografia
Marcel Zyskind
Scenografie
Mark Digby
Montaggio
Paul Monaghan
Musiche
Melissa Parmenter

Trama

Joe, a seguito della morte della moglie in un incidente d'auto, decide di recarsi in Italia, a Genova, per impartire classi di inglese. Le due figlie lo seguono e, nella città ligure, vivranno esperienze molto diverse tra loro
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi