Into paradiso

Into paradiso


Paola Randi

Commedia | Italia
(2010)

“Into paradiso” è il primo lungometraggio di Paola Randi, presentato nella sezione Controcampo italiano alla 67° Mostra del Cinema di Venezia e salutato dal pubblico con più di dieci minuti di applausi. Ambientato nella Napoli rumorosa e nascosta di un rione in parte colonizzato da immigrati dello Sri-Lanka, il film espone sotto la forma della commedia la relazione tra un ricercatore universitario licenziato a causa dei tagli e un ex campione di cricket migrato in Italia con l’illusione di poter continuare a sostenere la propria vita di fama e successo. Entrambi i personaggi si trovano dunque ad affrontare una realtà nuova, il primo a cercare un nuovo impiego attraverso la classica raccomandazione all’italiana, il secondo costretto dalle vicissitudini e dalla comunità che lo accoglie a sottostare all’ “umiliazione” di farsi badante di una ricca e lunatica anziana.

Le loro strade s’incrociano grazie ad un politico, il quale, coinvolgendo l’ex ricercatore in una disavventura con la camorra, lo costringe a rifugiarsi proprio nella comunità cingalese, nell’appartamento dell’immigrato.

La storia si svolge su un binario lineare, con pochi colpi di scena, ma con un ritmo cadenzato dalla comicità delle singole situazioni in cui i protagonisti si vengono a trovare: il peso di queste è retto con una grande capacità interpretativa dal protagonista, Gianfelice Imparato, nella parte del ricercatore disoccupato di mezza età impacciato fino al limite della sopportazione, coadiuvato dall’espressività di Peppe Servillo, in un’ottima interpretazione da caratterista (considerato non sia un attore di professione) nella parte del politico corrotto; non proprio indimenticabile invece Saman Anthony, nel ruolo dell’immigrato cingalese, troppo rigido nei movimenti e nella dizione, non riesce fino in fondo a colmare queste lacune con l’espressività del proprio viso.

L’idea di una commedia ambientata nella Napoli multiculturale che coinvolge, seppure in modo stereotipato, alcuni dei soggetti che la compongono (il ricercatore disoccupato e insicuro, il politico corrotto, l’immigrato che s’illude di sbarcare subito il lunario, i camorristi spietati solo in apparenza, l’anziana borghese e lunatica), è ben resa dalla regia di Paola Randi, la quale si prende anche l’originale libertà di alcune scene paradossali che divagano rispetto alla storia rappresentando l’immaginazione del protagonista nei suoi complessi ragionamenti.

Tuttavia il filo intellettuale e umano che lega la storia è molto fragile, ed emerge soltanto nel momento in cui è il protagonista stesso a rivelarlo in modo chiaro, nella scena finale: il suo studio sulla possibilità di una comunicazione tra le cellule sane e quelle “impazzite” è la chiave di lettura per una interpretazione della società, divisa un po’ troppo semplicisticamente tra buoni e cattivi.

10/02/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Into paradiso
Distribuzione
Cinecittà Luce
Durata
104'
Produzione
Acaba Produzioni, Cinecittà Luce
Sceneggiatura
Paola Randi, Antonella Antonia Paolini, Luca Infascelli, Chiara Barzini, Pietro Albino Di Pasquale
Fotografia
Mario Amura
Scenografie
Paki Meduri
Montaggio
Gianni Vezzosi
Musiche
Fausto Masolella
Costumi
Mariano Tufano

Trama

Alfonso è uno scenziato napoletano, timido e impacciato, che ha appena perso il lavoro. Gayan è un affascinante ex campione di cricket srilankese, che non ha più un soldo che, appena arrivato a Napoli, crede di trovare il Paradiso. Vincenzo Cacace è un politico in ascesa, grazie anche all'aiuto di "particolari" amicizie. In una Napoli caotica e multietnica, i destini dei tre si incroceranno.
Hokum
Hokum

Terza pellicola dello specialista dell'horror irlandese Damian McCarthy la suggestiva "Hokum" cerca di espandere i confini volutamente angusti del suo cinema ad altri immaginari e sottogeneri, mostrando la versatilità del suo regista al netto di alcuni limiti di scrittura

Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte
Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte

"Camp Miasma" di Jane Schoenbrun è un meta-slasher queer, così concettuale che se vi interessano tre su tre di questi concetti non potete perderlo, e se ve ne interessano uno o due potrebbe piacervi perché è girato molto bene

Il Cileno
Il Cileno

LOCARNO 79 - Fra i più attesi film della kermesse svizzera "Il Cileno" di Sergio Castro-San Martín è un film storico che gioca coi canoni del thriller, interessante sulla carta ma irrealizzato nella forma

La fine di Oak Street
La fine di Oak Street

Ritorno di David Robert Mitchell dopo una lunga pausa e suo approdo al cinema ad alto budget "La fine di Oak Street" è un dramma suburbano che si evolve in un survival film coi dinosauri, tanto curato nella forma quanto irresoluto nello sviluppo, al netto dei molti spunti di riflessione

Congo Boy
Congo Boy

LOCARNO 79 - Esordio registico molto promettente in bilico fra romanzo di formazione autobiografico e film musicale d'evasione

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.