Kaboom

Kaboom


Gregg Araki

Commedia, Thriller | Usa
(2010)

Studente universitario diciottenne, Smith è omosessuale “non dichiarato”, ma non disprezza la compagnia femminile. Divide la stanza nel campus con Thor, surfista tanto prestante quanto stupido (e, purtroppo per lui, eterosessuale), nonché protagonista privilegiato dei suoi sogni erotici. E a mettere nei guai Smith saranno proprio i sogni, uniti a un rave party, un complotto internazionale, una serie di sparizioni misteriose, una pazza dotata di poteri soprannaturali e occhi-laser, un’enigmatica ragazza dai capelli rossi, un nevrotico spasimante, un “messia” visionario e costantemente strafatto di marijuana, dei tremendi killer mascherati da animali e, come se non bastasse, una manciata di biscotti allucinogeni.

Dopo il duro, amarissimo “Mysterious Skin”, Gregg Araki, uno dei registi-pilastro del New Queer Cinema, propone un lavoro meno ambizioso dei suoi precedenti, ma certamente godibile, delirante, scanzonato. “Kaboom” è un film che più queer non si può. E il termine queer non ha solo accezioni sessuali, ma, nel suo significato originario, è sinonimo di strano, insolito. E “Kaboom” strano e insolito lo è dall’inizio alla fine. E – inutile dirlo – in questo sta gran parte del suo fascino.

Araki gioca con i personaggi, con i clichè, con gli equivoci, con i generi e lo fa con grande stile e consapevolezza del linguaggio cinematografico. In questo folle potpourri c’è spazio per tutto: fantascienza, eros, cultura pop, cyberpunk, mistery, anime, rock; e tutto è perfettamente dosato e distribuito negli ottantasei minuti di film. A farla da padrone, però, è soprattutto l’immensa libertà espressiva dell’autore, uno spirito autenticamente sovversivo e anarchico che non deriva solo dal fattore indie, ma dalla perfetta sinergia di tutti gli elementi messi in scena. Araki sa tenere alto il ritmo del racconto e l’attenzione dello spettatore, anche perché abilissimo artefice (e contemporaneamente demolitore) di atmosfere, senza mai risultare gratuitamente parodistico o cadere nel puro autocompiacimento.

E poi “Kaboom” è lo sberleffo definitivo a quegli insopportabili teen-horror à la “Donnie Darko“, tanto in voga fino a qualche annetto fa. I cliché della numerosa prole cinematografica di Richard Kelly vengono ripresi programmaticamente e altrettanto programmaticamente distrutti “dall’interno”, smascherando il loro intrinseco e ridicolo parossismo. Il tutto è abbellito da una fotografia ricca di colori sfavillanti, da un digitale che a tratti volutamente ricorda il Lynch di “Inland Empire” (senza fargli il verso) e da un cast irresistibilmente spumeggiante.

Un giochino cinefilo e bislacco? Un semplice, divertente esercizio di stile? Può darsi, ma che verve e che smalto!

Pregio ulteriore, questo film è stato il primo vincitore della Queer Palm, il premio dedicato al cinema omosessuale introdotto durante festival di Cannes 2010. In Italia, ovviamente, è stato distribuito a pagamento solo su internet.

03/06/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Kaboom
Durata
84'
Produzione
Gregg Araki, Pascal Caucheteux
Sceneggiatura
Gregg Araki
Fotografia
Sandra Valde-Hansen
Scenografie
Todd Fjelsted
Montaggio
Gregg Araki
Musiche
Robin Guthrie

Trama

Smith, uno studente diciottenne, è convinto di aver assistito al terribile assassinio di un'enigmatica ragazza dai capelli rossi che ossessiona i suoi sogni. Si tratta di un complotto internazionale o è solo un'allucinazione dovuta a biscotti indigesti?
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